Panzano in Chianti (FI) è un borgo dove si respira vino da sempre. In questi giorni l’attesissimo evento Vino al Vino ha portato tantissimi appassionati, tra cui numerosi wine lovers stranieri, tra i banchi caratteristici dell’iconica piazzetta triangolare nel centro del paese. Siamo a metà strada tra Firenze e Siena, dove splendide terrazze affacciate sulle colline, dipinte dai mille colori delle foglie delle viti, raccontano orgogliosamente la storia di questa terra. Ma ciò che rende magica questa manifestazione è il rapporto diretto con i piccoli produttori, capaci di trasmettere tutta la loro passione dentro un calice.

Dopo aver partecipato alle degustazioni e ai numerosi assaggi, abbiamo stilato la nostra guida. La nostra classifica rimane volutamente senza vinti né vincitori, proprio per sottolineare le diverse e splendide interpretazioni dei vitigni proposti. Nota di merito per i rosati (quasi sempre da Sangiovese): freschi, profumati e letteralmente presi d’assalto in una giornata decisamente calda.

Ecco la selezione dei 10 vini migliori di Vino al Vino a Panzano.

1. Tenuta degli Dei – IGT Le Redini 2022

L’azienda è situata nei pressi della storica Pieve di San Leonino, nel cuore della celebre Conca d’Oro, a un’altitudine tra i 400 e i 450 metri s.l.m. Qui i vitigni internazionali come Cabernet Sauvignon, Petit Verdot, Merlot e Alicante giocano un ruolo chiave nella spalla dei tagli bordolesi.

  • Il Blend: Merlot e Alicante.
  • L’Affinamento: 14 mesi in barriques e tonneaux.

L’assaggio: Siamo davanti a un Supertuscan dall’interpretazione moderna, elegante e snello. Nonostante l’annata calda, il vino mantiene una bellissima freschezza. Al naso dominano i profumi di frutta matura, trame floreali e spezie. Il sorso è morbido e largo, sorretto da una dinamica acidità che accompagna verso un finale asciutto e pulito. Un vino ben fatto, anche se ammicca più allo stile internazionale che alla stretta tipicità del territorio.

2. Fattoria di Rignana – Chianti Classico DOCG Riserva 2022

Ci spostiamo nella parte più occidentale del territorio di Panzano, intorno ai 300/400 metri s.l.m., in una splendida tenuta di 120 ettari (di cui 13 vitati).

  • Il Blend: Sangiovese (85%) e Canaiolo (15%).
  • L’Affinamento: Vasche di cemento e barrique di terzo passaggio (scelta che limita l’impatto del legno invasivo).

L’assaggio: Un Chianti Classico biologico dalla forte tipicità old style. Al naso spiccano immediati i sentori di frutta rossa, viola e sfumature speziate. In bocca si rivela morbido ed elegante, sviluppando una piacevole mineralità in un finale che avremmo preferito solo leggermente più persistente.

3. Fontodi – Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vigna del Sorbo 2022

Fontodi non ha bisogno di presentazioni: 160 ettari (92 a vigneto) adagiati in un anfiteatro naturale unico. I terreni ricchi di galestro, minerali e arenaria regalano ai vini una finezza fuori dal comune.

  • Il Vitigno: Sangiovese in purezza (dal 2012 non include più il saldo di Cabernet Sauvignon).
  • La Vigna: Storico vigneto di 9 ettari esposto a sud-ovest.

L’assaggio: Al naso si apre un ventaglio di profumi fruttati e note floreali, che evolvono poi in sfumature calde di vaniglia e caffè. Al palato esprime complessità e ricchezza; il frutto è concentrato e maturo a causa dell’annata calda, ma è perfettamente bilanciato da una corretta acidità. Il finale è sapido e minerale. Molto territoriale.

4. Fontodi – Flaccianello della Pieve IGT 2022

Ancora Fontodi, questa volta con il suo vino più blasonato. Difficile aggiungere nuove descrizioni a questo pilastro nato nei primi anni ’80: un Supertuscan iconico.

  • Il Vitigno: Sangiovese in purezza.
  • L’Affinamento: Fermentazione spontanea in acciaio, malolattica e successiva maturazione di 24 mesi in barrique.

L’assaggio: Molto giovane all’assaggio, poiché esprime il meglio di sé dagli 8-10 anni dalla commercializzazione in poi. Regala una monumentale potenza olfattiva e strutturale: il bouquet è complesso, ricco di toni floreali, ribes e ciliegia matura, per poi estendersi a richiami terziari di cuoio, tabacco e cenni balsamici.

I tannini esprimono gioventù ma sono nobili e mai ruvidi. L’acidità regge benissimo il confronto con una gradazione alcolica importante, mentre la mineralità del terreno mantiene il sorso straordinariamente scorrevole.

Una curiosità tecnica: Perché è definito IGT se è un Sangiovese al 100%? Inizialmente le norme del Chianti Classico imponevano uve a bacca bianca nel taglio, vietando i mono-varietali di Sangiovese. Ciò costrinse Fontodi a uscire dal disciplinare. Per la legge italiana fu classificato prima come “Vino da Tavola”, poi come “Colli della Toscana Centrale IGT”. Il suo successo mondiale ha dimostrato la grandezza del Sangiovese in purezza, anche fuori dalle vecchie regole. Ha difetti? Pochi: il prezzo elevato, la reperibilità limitata e i lunghi tempi di attesa in cantina per avere un vino ottimale.

5. Vecchie Terre di Montefili – Chianti Classico Gran Selezione DOCG Vinea Vecchia 2020

Ci troviamo in una delle zone collinari più alte della denominazione, tra i 480 e i 540 metri s.l.m., in un comprensorio a cavallo tra le UGA di Panzano e Montefioralle. Le vigne, protette da boschi di querce e circondate da erbe aromatiche, donano ai vini una naturale eleganza e profumi.

  • Il Vitigno: Sangiovese 100%, con una rigorosa scelta delle migliori uve vinificate parcella per parcella.
  • L’Affinamento: Lungo riposo seguito da 10-12 mesi in bottiglia.

L’assaggio: Il risultato è un perfetto equilibrio. Al palato si ritrovano i sentori di frutta matura come prugna e ribes nero percepiti già al naso, seguiti da chiodi di garofano e spezie dolci come noce moscata e cannella. I tannini si rivelano ampi e generosi.

6. Panzanello – Chianti Classico DOCG “1427” 2021

Questa importante azienda chiantigiana si estende su circa 90 ettari tra fitti boschi e colline coltivate. I suoli composti da galestro e alberese sono ottimi alleati per garantire eleganza e timbro minerale.

  • Il Blend: Sangiovese con una piccola percentuale di Merlot.
  • L’Affinamento: 12 mesi in tonneaux di rovere francese e altrettanti in bottiglia.

L’assaggio: Un’alcolicità importante (14,5%) che si integra perfettamente nel sorso. Oltre ai classici sentori di ciliegia e viola, spuntano piacevoli note di erbe mediterranee e humus. Il sorso è snello, armonico e di grande facilità di beva, grazie a tannini setosi e un finale minerale.

7. Podere Le Cinciole – IGT Rosato 2025

Il nome della tenuta, di probabile origine etrusca (col significato di “Le terre di Quintius”), rimarca il legame profondo con la storia del luogo. La proprietà si estende a un’altitudine tra i 430 e i 500 metri s.l.m., dove i suoli si caratterizzano per la presenza della pietraforte, un massiccio roccioso drenante che conferisce fresca acidità.

  • Il Vitigno: Sangiovese in purezza vinificato in rosato.

L’assaggio: Si susseguono profumi di lampone, fragola, rosa e lavanda. Lo si può descrivere come un vino “pericolosamente beverino” per via della sua eccezionale dinamicità, freschezza e scorrevolezza. Splendido jolly gastronomico da abbinare dall’aperitivo al pesce, fino ai formaggi.

8. Podere Le Cinciole – Sossópra IGT 2025

Una novità molto interessante per la cantina, che si presenta con ottime possibilità di successo grazie a un profilo concreto e accessibile.

  • Il Blend: Sangiovese, Syrah e Merlot da vigneti giovani (circa 3.000 bottiglie prodotte).
  • L’Affinamento: Fermentazione spontanea in tini di cemento e successiva maturazione di 12 mesi in anfora.

L’assaggio: L’uso dell’anfora ha creato un’armonia eccellente senza le interferenze aromatiche del legno. Il vino esprime così le caratteristiche pure dei vitigni: spiccano i sentori di ciliegia e lampone, affiancati da note speziate e frutti scuri. Al palato denota ottimo equilibrio e versatilità, muovendosi bene tra morbidezza e acidità.

9. Azienda Agricola Candialle – Chianti Classico DOCG La Misse di Candialle 2025

I proprietari, di origine tedesca, guidano la tenuta dal 2002 sotto il segno della coltivazione biologica. I vigneti si trovano all’estremità sud della celebre Conca d’Oro.

  • Il Blend: Tradizionalmente composto da Sangiovese (94%), Canaiolo (3%) e Malvasia Nera (3%).
  • L’Affinamento: Lunga macerazione di circa 30 giorni in vasche di cemento, seguita da 12 mesi di affinamento nello stesso materiale.

L’assaggio: Rappresenta la perfetta espressione del vino d’annata, pur mantenendo un profilo molto profumato e strutturato. Al naso emergono frutta rossa e nera, fiori e spezie dolci. Al palato unisce la morbidezza del Canaiolo, la rotondità della Malvasia Nera e la spinta verticale del Sangiovese, regalando un buon corpo e un sorso decisamente gustoso.

10. Tenuta di Vignole – Chianti Classico DOCG Riserva Campicaia 2016

Chiudiamo la nostra selezione con un assaggio che gioca sulla sponda del tempo, da una tenuta di 14 ettari situata a un’altitudine di 290/320 metri s.l.m.

  • Il Blend: Sangiovese supportato da una piccola percentuale di Cabernet Sauvignon che ne smussa la spalla verticale.
  • L’Affinamento: 20 mesi in barrique seguiti da un lungo riposo, per un totale di ben dieci anni di affinamento complessivo prima dell’assaggio.

L’assaggio: Nel calice si presenta con una veste granata viva e brillante. L’olfatto è preponderante e vigoroso: la componente alcolica mette in mostra frutti di bosco, frutta sciroppata, cenni erbacei e sfumature di sottobosco, arricchite da note terziarie di legno, cuoio e vaniglia dovute alla barrique. Il corpo largo e ben strutturato mantiene ottima sapidità, freschezza e una notevole lunghezza sul finale. Un consiglio di servizio: va servito alla giusta temperatura fresca, altrimenti l’alcol rischia di diventare sovrastante.

Conclusioni: Lo Stato delle Annate a Panzano

Nonostante il confronto tra annate molto diverse tra loro, la manifestazione ha messo in luce una chiara tendenza verso vini pronti, ricchi e concentrati.

Un gradino sopra le altre si posiziona senza dubbio la 2021: grazie a un inverno mite, una primavera fresca e un autunno perfetto, ha regalato una maturità ottimale alle uve. Resta evidente che l’attenta gestione agronomica della vigna da parte dei produttori di Panzano ha elevato ulteriormente lo standard qualitativo, portando nel bicchiere un equilibrio eccellente.


Roberto Montelatici
Sommelier da oltre 10 anni e da sempre appassionato di vino, amo viaggiare per scoprire l'enogastronomia in tutte le sue sfumature. Dalle piccole fattorie ai grandi produttori, esploro, assaggio e racconto le loro storie attraverso le mie parole.