Verrocchio, la grande riscoperta del maestro di Leonardo

A Palazzo Strozzi la prima retrospettiva dedicata a una delle figure simbolo del Rinascimento

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Con 120 opere provenienti da oltre settanta tra musei e collezioni private di tutto il mondo, Palazzo Strozzi ospita “Verrocchio, il maestro di Leonardo”, la prima retrospettiva dedicata ad Andrea del Verrocchio (1435-1488), orafo, scultore e pittore del Rinascimento, oltre che maestro indiscusso di Leonardo. Una mostra di rara bellezza inserita tra gli eventi per le celebrazioni del cinquecentesimo anniversario dalla morte del Genio di Vinci, visitabile dal 9 marzo al 14 luglio, con due sezioni dislocate al Bargello.

L’esposizione, a cura di Francesco Cagliotti e Andrea De Marchi, due dei maggiori esperti dell’arte del Quattrocento, rappresenta un evento unico e straordinario in quanto oltre ai capolavori di Verrocchio, artista poliedrico e raffinato, è possibile ammirare alcune opere capitali dei più famosi artisti legati alla sua bottega, come Desiderio da Settignano, Domenico del Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Pietro Perugino e naturalmente Leonardo da Vinci, consentendo un confronto diretto e molto interessante tra il Maestro e i suoi celebri allievi.

Oltre ad offrire uno sguardo sulla produzione artistica fiorentina tra il 1460 e il 1490, l’epoca di Lorenzo il Magnifico, la retrospettiva punta l’attenzione su “un grandissimo pittore e  un artista tutto da riscoprire”, come ci tiene a sottolineare uno dei curatori, il professor Andrea De Marchi, che aggiunge: “La mostra è anche su Firenze ai tempi di Lorenzo il Magnifico, perché intorno a Verrocchio ci sono un po’ tutti gli artisti migliori del momento, è una fucina dove si sperimenta un linguaggio estremamente innovatore, di una bellezza inarrivabile”.

Verrocchio, artista talentuoso e sperimentatore di tecniche e materiali diversi, in effetti ha influenzato un’intera generazione di maestri che hanno poi diffuso in tutta Italia il gusto e il linguaggio figurativo fiorentino, come spiega uno dei curatori della mostra, il professor Francesco Caglioti: “Andrea accolse generosamente nella sua bottega alcuni degli spiriti più brillanti del Quattrocento fiorentino, da Bartolomeo della Gatta a Perugino, da Ghirlandaio a Lorenzo di Credi, fino all’ingegno per eccellenza, Leonardo da Vinci”.

Scopo dell’esposizione è anche far capire l’importanza di questo legame indissolubile tra il Verrocchio e i suoi allievi perché, sottolinea Andrea De Marchi: “Nessun artista fa da solo, guai a schiacciare Verrocchio su Leonardo, Verrocchio non è un Leonardo mancato o incompiuto ma è una premessa ineliminabile per Leonardo. Per dimostrare questo ci è voluto un lavoro enorme, questa è una mostra costruita sala dopo sala con tutta una serie di confronti che sono necessari. Per riuscire ad avere le opere giuste al posto giusto ci è voluto un grande lavoro storico che però, alla fine, fa rivivere alcuni dei momenti più straordinari e magici dell’arte fiorentina e non solo fiorentina”.

Tra i tanti capolavori che si possono ammirare alla mostra, vanno citati il David, in prestito dal Museo Nazionale del Bargello, uno dei simboli assoluti dell’arte del Rinascimento e della città di Firenze stessa, e il Putto col delfino, in prestito dal Museo di Palazzo Vecchio. Alla scultura si affiancano dipinti supremi come la Madonna col Bambino concessa dalla Gemäldegalerie di Berlino o la Madonna col Bambino e angeli e l’Arcangelo Raffaele e Tobiolo della National Gallery di Londra.

Straordinaria anche la sezione di disegni e dipinti su lino come la celebre Dama dal Mazzolino del Bargello posta accanto allo Studio di braccia e mani femminili di Leonardo, concesso in prestito dalla regina di Inghilterra, Elisabetta II.

Da ammirare anche ben sette opere giovanili di Leonardo. Tra queste, la Madonna col bambino, una scultura in terracotta solitamente esposta al  Victoria  and Albert Museum di  Londra come  opera di  Antonio Rossellino e oggi attribuita al Genio di Vinci, secondo il professor  Francesco Caglioti, che dichiara: “Questa  strabiliante Madonna  non  ha riscontri  diretti  e persuasivi con  nessun’altra  scultura del Rinascimento fiorentino, mentre ne ha moltissimi con i disegni e i dipinti di Leonardo, soprattutto giovanili,   ma    anche    maturi”.

Al Museo del Bargello, che ospita la più importante collezione di scultura rinascimentale al mondo e due sezioni della mostra, è esposta l’Incredulità di san Tommaso, capolavoro bronzeo di Verrocchio. “Questa mostra è un sogno che si avvera” – afferma Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi – “Ci sono voluti quattro anni di lavoro per portare a Palazzo Strozzi questa grande esposizione che, presentando l’attività multiforme di Verrocchio e della sua bottega, indaga al contempo gli esordi del genio di Leonardo da Vinci, proprio nell’anno in cui Firenze e la Toscana diventano luoghi simbolo delle celebrazioni internazionali a lui dedicate”.

La mostra è organizzata dalla Fondazione Palazzo Strozzi e dai Musei del Bargello con la collaborazione della National Gallery of Art di Washington DC (che sarà la seconda sede dell’esposizione dal 29 settembre 2019 al 2 febbraio 2020). Con il sostegno di Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze. Con il contributo di Fondazione CR Firenze. Main sponsor Intesa Sanpaolo.

Enjoy Chianti

Alissa Zavanella

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Redattrice, laureata in lettere moderne e appassionata di buoni libri, teatro e mostre d’arte. Mi piace scrivere da sempre.
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