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Era il 1957 quando Giuseppe Cencioni scopre in zona Montosoli, a nord di Montalcino, un podere abbandonato noto come capanna dei boscaioli, in queste terre ricche di argilla e scheletro aiutate da un microclima ventilato oggi come allora si producono vini di ottima struttura, e dallo stile classico.

 

“Non seguo le mode, io identifico il Brunello come un vino dal lungo invecchiamento” – racconta Amedeo Cencioni – “considero il nostro un Brunello tradizionale ma che si stacca un po’ da quello che era inteso il Brunello di una volta, che per i primi 3/5 anni, era difficile da bere. Mi occupo dei vini da 2010, ho mantenuto lo stile classico di mio padre, facendo molta attenzione all’aspetto agronomico della produzione, i miei vini si caratterizzano per un tannino nobile e per una bella bevibilità.”

La “Special Experience” organizzata, ottimamente da Claudia Bondi, mi ha portato alla scoperta di un luogo e di una famiglia che affondano le sue radici nello spirito toscano autentico, ma nello stesso tempo, rappresentano una visione di Toscana, davvero innovativo.

La cantina conserva ancora tutti gli elementi costruttivi ed architettonici tipici della campagna toscana. Composta da un’ampia zona di fermentazione con tini tronco-conici in rovere mentre la lavorazione tradizionale viene ulteriormente esaltata da tecnologie all’avanguardia, come il controllo della temperatura.

L’affinamento avviene in botti di rovere di Slavonia di capacità variabile posizionate all’interno di una splendida cantina seminterrata costituita da una suggestiva galleria in pietra e dai locali originali dell’azienda finemente ristrutturati nel corso degli anni.

L’esperienza prosegue presso Capanna Suite, agriturismo raffinato ed elegante della famiglia Cencioni, composto da camere ed appartamenti realizzati seguendo una precisa idea di bellezza, forme e materiali moderni che dialogano con le antiche linee architettoniche della tradizione toscana.

La struttura comprende anche il Ristorante il Passaggio, dove lo chef ci accoglie con una degustazione di piatti del menù in abbinamento ai vini di fattoria. Tra questi spiccano sicuramente il la riserva di Brunello di Montalcino 2013, un vino dal frutto ancora pronunciato di prugna matura e pesca gialla, ed una coda di pepe nero intenso, che lascia la bocca asciutta. Un vino succoso con tannini ben levigati, piacevolissimo a tavola ma anche da meditazione.

lo staff di cucina del ristorante Il Passaggio

Molto molto interessante anche il Moscatello di Montalcino, che fa una macerazione sulle bucce per ca. 2 gg., fermentazione in acciaio a bassa temperatura (12-14 °C) e poi seguono filtrazioni progressive fino all’imbottigliamento sterile.

Esiste anche una versione di Moscadello con vendemmia tardiva che affina in botti di rovere da 5-10hl per 1 anno per poi affinare in bottiglia per 6/12 mesi

“Il Moscadello è un vino di lunga storia qui a Montalcino” – racconta Patrizio Cencioni – “nel 500/600 veniva già esportato, poi con il passare degli anni, agli inizi del 1900 era andato quasi a scomparire, erano infatti rimaste piccole produzioni limitate all’autoconsumo, il Moscato infatti è una uva suscettibile a certe malattie tipo l’oidio. Noi negli anni 80 abbiamo intensificato la produzione, reimpiantando anche cloni autoctoni, e mettendo in produzione 2 etichette.”

Completano la struttura una SPA con piscina idromassaggio, sauna, bagno turco e doccia con cromoterapia, ed un caratteristico orto che garantisce al ristorante verdura fresca e fiori edibili.

Montalcino e la Val d’Orcia rappresentano la meta ideale per una vacanza all’insegna del relax e del buongusto, soggiornare a Capanna Suites è d’obbligo.