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Regina Ribelle si conferma uno degli appuntamenti più importanti per la Vernaccia di San Gimignano, occasione privilegiata per presentare le nuove annate e riflettere sullo stato di salute della denominazione. L’edizione 2026 si è svolta in un momento di cambiamento per il Consorzio, segnato dal rinnovo della presidenza e dello staff dirigenziale. Un passaggio che apre nuove prospettive per il futuro del vino simbolo di San Gimignano. Nonostante l’assenza di alcune aziende rappresentative abbia limitato la possibilità di ottenere una fotografia completa dell’annata, emerge con chiarezza un dato: la Vernaccia continua il proprio percorso di crescita qualitativa, mostrando sempre maggiore identità, equilibrio ed eleganza.

Tra le realtà visitate, la Cantina Vagnoni ha offerto una delle esperienze più significative grazie a una verticale di Vernaccia di San Gimignano Riserva che ha dimostrato la straordinaria capacità evolutiva di questo vitigno. Dalle annate più recenti, caratterizzate da note di mela, agrumi e fiori bianchi, si arriva a vini complessi, minerali e balsamici, segnati da pietra focaia e richiami iodati. Particolarmente convincenti le annate 2018, 2015 e 2013, mentre la 1993, prima vendemmia aziendale e prima annata della DOCG, ha stupito per integrità, freschezza e vitalità dopo oltre trent’anni. Una degustazione che conferma come la Vernaccia possa essere un grande vino da invecchiamento.

Al Colombaio di Santachiara, la famiglia Logi ha raccontato il forte legame tra Vernaccia, territorio e ospitalità. Nella suggestiva cornice della Taverna dei Logi, antico borgo recuperato dalla famiglia, i vini sono stati proposti in abbinamento alla cucina locale. Il Selvabianca 2025 ha mostrato il lato più fresco e immediato della denominazione, mentre il Campo della Pieve 2024, vinificato in cemento e anfora, ha espresso con precisione il carattere territoriale della Vernaccia. Di notevole livello anche la Riserva L’Albereta, soprattutto nella versione 2022, elegante e armoniosa.

La visita a La Roccaia ha evidenziato un approccio più personale alla Vernaccia. La presenza di una piccola quota di Chardonnay e l’introduzione della macerazione a partire dal 2023 hanno contribuito a definire uno stile distintivo. Le annate più recenti mostrano maggiore freschezza e riconoscibilità varietale, con la Selezione Le Postine 2025 risultata particolarmente convincente per aderenza al territorio. Interessante anche la Riserva 2024, caratterizzata da note di pietra focaia, mela e mandorla.

Le esperienze vissute durante Regina Ribelle e nelle aziende visitate confermano una denominazione dinamica e sempre più consapevole del proprio potenziale. Pur attraverso interpretazioni differenti, la Vernaccia di San Gimignano dimostra oggi una maturità stilistica che la colloca stabilmente tra i grandi bianchi italiani.

Alberto Chiarenza
Sono romano ma cresciuto in Sudafrica: porto uno sguardo multiculturale, eleganza e passione enogastronomica. Sommelier e Assaggiatore ONAV, vivo il vino come stile di vita e continua ricerca.