Tessile riciclato, in Toscana un protocollo per promuoverlo

Confindustria Toscana Nord, Astri, BuzziLab e Consorzio Italiano Detox alleati per valorizzarlo e migliorare le normative

Storica Fattoria Palagiaccio

L’economia circolare nel settore moda è l’obiettivo comune. Questo protocollo e la collaborazione che ne deriva, tra le varie parti della filiera, diventa il fondamentale strumento per la promozione del materiale tessile rigenerato. La volontà è di far adottare normative adeguate o modificare le esistenti, collaborando con le istituzioni nazionali ed europee, con lo scopo di creare un sistema in cui le imprese possano operare in un contesto di vera economia circolare.

Il protocollo, presentato oggi a Prato durante il convegno sulla certificazione GRS in Confindustria Toscana Nord, sancisce un’inedita alleanza fra la stessa Confindustria Toscana Nord, associazione Astri, BuzziLab e Consorzio Italiano Detox. Tutte queste forze si sono unite con l’obiettivo comune di favorire anche il recupero e il riutilizzo degli scarti tessili, finalità già da tempo perseguita da ciascuno di questi soggetti, ma che oggi si rafforza con un lavoro comune.

“Confindustria Toscana Nord, raccogliendo la precedente esperienza dell’Unione Industriale Pratese, ha nella promozione del tessile riciclato uno dei suoi riferimenti strategici più consolidati – commenta Andrea Cavicchi, che presiede la sezione Sistema moda dell’associazione oltre che il consorzio Detox -. Questo accordo sancisce l’inizio di una strategica collaborazione tra i soggetti di riferimento per il settore tessile rigenerato tra cui BuzziLab, istituzione pratese di analisi e ricerche, e soggetti di più recente istituzione come Astri, associazione delle imprese della filiera del tessile rigenerato e come il Consorzio Detox, impegnato nell’eliminazione delle sostanze tossiche dalla produzione tessile secondo i principi di GreenPeace, e nella promozione di processi produttivi sostenibili.”

“La firma di questo protocollo – sostiene Fabrizio Tesi presidente di ASTRI – è importante per Astri, un riconoscimento del lavoro svolto in questi due anni di attività e dell’impegno dell’associazione per la promozione del tessile riciclato. È un momento strategico per il nostro distretto e per il lavoro che facciamo: siamo un esempio unico di economia circolare, ancora poco conosciuto. Ma tutti insieme possiamo riuscire a far arrivare le nostre istanze ai tavoli di lavoro dove si sta decidendo il futuro del settore. Abbiamo già molte questioni sulle quali lavorare insieme e abbiamo messo a disposizione la nostra competenza nel settore”.

Per Giuseppe Bartolini di BuzziLab il contributo del laboratorio sarà, come sempre, orientato al supporto tecnico-scientifico relativo alla corretta descrizione e definizione dei materiali e dei processi e alla verifica delle caratteristiche chimiche della filiera tessile dei prodotti tessili rigenerati.

Quella del riutilizzo delle fibre tessili, in origine soprattutto lana, è un’attività storica e tradizionale del distretto pratese. Attualmente fra riutilizzo di materiali post consumo (abiti usati) e di scarti tessili Prato lavora 120.000 tonnellate di fibre, che vengono così sottratte al ciclo dei rifiuti e generano fatturato nella misura di 1,2 miliardi di euro l’anno. La quota di maggior pregio è costituita dalle fibre di lana e di peli fini, che coprono il 7%/10% del totale.

Enjoy Chianti

redazione rossorubino

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