Teatro Goldoni, in scena “L’Importanza di esser Franco” di Mario Castelnuovo-Tedesco

Un progetto del Conservatorio Cherubini di Firenze in collaborazione con il Maggio Musicale Fiorentino

Chi conosce “L’Importanza di esser Franco” di Mario Castelnuovo-Tedesco sa che il divertimento non manca: perché, se già la commedia di Oscar Wilde è – per chi la conosce – fonte di continuo ed arguto spasso, nella versione musicale del compositore fiorentino trapiantato – per forza – negli Stati Uniti a partire dal 1938, il divertimento si eleva al quadrato.

L’opera, che sarà riproposta sabato 2 e domenica 3 marzo al Teatro Goldoni di Firenze in evento curato dal Conservatorio Cherubini di Firenze per il Maggio Musicale Fiorentino,  è costruita in maniera wagneriana (per dirla con le parole di Wilde): Castelnuovo-Tedesco assegna ad ogni personaggio, ad ogni situazione, ad ogni idea, un tema conduttore, e lo fa con un impareggiabile senso colto e musicale dell’umorismo, alternando temi musicali o anche brevissimi incisi di propria creazione con innumerevoli citazioni (anch’esse più o meno estese) tratte da opere di Verdi, Wagner, Mozart, Rossini, Donizetti, Massenet, ma anche da brani di Bach, Rimsky-Korsakov, Schumann, Schubert, Chopin, Debussy ed altri ancora fino alla canzonetta “It’s a long way to Tipperary”… E lo fa con una pertinenza strabiliante, raffinata ed, appunto, divertentissima.

Per esempio all’idea dell’amore associa un tema di propria creazione in stile romantico, ovviamente, ma privo di qualsiasi banalità e melodicamente efficacissimo; al personaggio dell’arcigna, avida, e rompiscatole zia Augusta, che compare sempre all’improvviso a guastare idilli, affida spesso e volentieri il tema terrificante dell'”Olandese Volante”, mentre alla governante Miss Prism, autrice di un tragicomico scambio tra un bambino in una valigia ed un romanzo in una carrozzina (sic!) viene affibbiato “Il Trovatore”! E che dire del Reverendo Chasuble, simpatico ma non troppo sveglio Pastore protestante, che si muove sempre sulle note del Corale di Bach “Wachet auf ruft uns die stimme” (“Destatevi, vi chiama la voce”)…

Persino il cibo ed i servitori hanno un proprio motto! Così come musicalmente caratterizzato è naturalmente ciascun componente della doppia coppia dei giovani protagonisti: il quasi onesto John, che però si fa chiamare Jack a casa in campagna e Franco quando viene dall’amico Algernon in città, per muoversi in incognito ed essere un po’ più libero dalla responsabilità di tutelare la giovane Cecilia (che vive con lui, appunto, in campagna); la dolce ed un po’ tonta Guendalina, innamorata – ricambiata – di lui (anche se osteggiata dalla mamma Augusta), che lo ama soprattutto perché si chiama Franco, con grande imbarazzo di lui…

Ed il furbo Algernon, cugino di Guendalina, amico di Franco, che scopre da lui l’esistenza di Cecilia credendola sua amante, ma non appena capisce chi è davvero, si precipita da lei in campagna per sedurla e non esita a farsi chiamare Franco a sua volta quando si rende conto che anch’essa è molto… sensibile a quel nome, su cui ha idealizzato e fantasticato scrivendone sul proprio diario. E così via allora, tra panini tartufati, Notturni di Chopin storpiati (Algernon è uno sfaccendato pianista dilettante…) e menzogne, tra amori dichiarati, o da dichiarare, o da impedire, tra nomi veri e falsi, equivoci, diari, rivalità, con agnizione finale e quindi inno cantato in coro da tutti all’importanza di esser sia Franco che franco!

Tutto sottolineato da decine di temi musicali espliciti, nascosti, sovrapposti, variati, tra sorprese e colpi di scena. Originale anche l’organico strumentale, che prevede, oltre agli 8 personaggi protagonisti (due tenori, due soprani, un mezzosoprano, un contralto, un baritono ed un basso), soltanto due pianoforti e strumenti a percussione.

La messa in scena di sabato 2 e domenica 3 marzo al Teatro Goldoni di Firenze (entrambe le recite sono alle 16:30) è il frutto di un lungo ed articolato progetto del Conservatorio Cherubini di Firenze che mette in campo Docenti e studenti dell’Alta Formazione in collaborazione, per queste rappresentazioni, con il Maggio Musicale Fiorentino: l’ideatore e coordinatore del progetto, Giovanni Del Vecchio, docente di Lettura della Partitura del Cherubini, sarà anche uno dei pianisti e sarà affiancato dalla collega Prof.ssa Antonella Bellettini all’altro pianoforte. Regista il Prof. Francesco Torrigiani, aiuto regia Anna Tereshchenko, scenografo Gabriele Vanzini del Maggio. Direttore lo studente laureando Gabriele Centorbi, della classe del Prof. Pinzauti mentre il doppio cast di cantanti sarà formato da Alessandro Agostinacchio, Gonzalo Godoy Sepulveda, Idil Karabulut, Vittoria Licostini, Francesco Lucii, Francesca Mercuriali, Claudio Mugnaini, Eleonora Ronconi, Eva Maria Ruggieri, Silvia Spessot, Magdalena Urbanowicz, Ming Yu Zhang, Claudio Zazzaro, studenti delle classi di canto dei Prof. Castriota, Debolini, De Lisi, Di Gennaro, Fabbrini e Taddei. Pianista collaboratore Lorenzo Masoni, della classe del Prof. Bargagna. Percussionisti Niccolò Crulli ed Alberto Marcantonio della classe del Prof. Fontana. Per i costumi ci si è avvalsi della collaborazione del Teatro “Sacco” di Savona.

redazione rossorubino

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