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Sarà il Chianti Classico Tagliafune 2015 di Villa Montepaldi, azienda agricola alle porte di Firenze, a San Casciano Val di Pesa, ad accompagnare l’attesissima stagione del Teatro delle Arti a Lastra a Signa (Fi), che presenterà ai suoi spettatori un calendario “Tutto al Femminile”.

Tagliafune di Villa Montepaldi, che produce oltre a Chianti Classico anche Igt Toscana, sarà così il protagonista dell’aperitivo organizzato dal Teatro, che si terrà prima di ogni spettacolo. L’azienda, di proprietà dell’Università di Firenze dal 1989, sarà lieta di omaggiare con un calice di vino tutti coloro che si presenteranno con il tesserino universitario di Unifi e con il biglietto di ingresso per il teatro.

Villa Montepaldi si estende su di una superficie di circa 300 ettari e racchiude in sé una meravigliosa villa medicea, corpo aziendale nel cui sottosuolo è collocata la cantina, la fattoria, il frantoio, un piccolo borgo ed alcuni annessi agricoli. La sua è una storia molto antica che racconta ben 9 secoli di vita: ceduta al monastero di Passignano nel 1101, come attesta un atto del 20 maggio, divenne di proprietà di nobili famiglie toscane, per poi essere ceduta, nel 1497, a Lorenzo de’ Medici, che la trasformò in una fattoria modello, composta da 54 poderi in cui si producevano vino, grano e olio. Con i marchesi Corsini, che la acquistarono nel 1627, e che furono i proprietari più longevi, divenne una tra le tenute maggiormente produttive della Toscana.

Dal 1989 è di proprietà dell’Università degli Studi di Firenze, che la impiega sia a supporto delle attività didattiche e di ricerca della propria Scuola di Agraria – attraverso lo svolgimento di attività pratico-applicative per gli studenti e di attività di ricerca e sperimentazione da parte di docenti e ricercatori universitari -, sia per la produzione di prodotti agricoli di elevata qualità tra cui vini, olio e granaglie.

Ciò che contraddistingue Villa Montepaldi è la sua doppia anima: da un lato l’azienda, un’identità produttiva forte ed in continuo ascolto del mercato; dall’altro l’Università, vero laboratorio di sperimentazione, che garantisce l’approccio scientifico ed innovativo ai processi di produzione.

Dall’8 novembre, inizio della stagione teatrale del Teatro delle Arti sarà possibile prima di ogni spettacolo assaporare Chianti Classico Tagliafune Villa Montepaldi, per un aperitivo omaggio alla ricchezza agroalimentare toscana.

Stagione teatrale 2019/2020 Teatro delle Arti

Teatro di Residenza della Regione Toscana
Progetto triennale La memoria, le generazioni, il futuro

Questa stagione è stata concepita all’interno del progetto LA MEMORIA, LE GENERAZIONI, IL FUTURO, premiato e sostenuto dalla Regione Toscana e dal Comune di Lastra a Signa per il triennio 2019-21. Questi temi generali hanno guidato il nostro invito ad artisti importanti come Umberto Orsini (al quale dedichiamo una serata d’onore), Maria Cassi, Oscar de Summa, Mario Perrotta, Kassim Bayatly, le Sorelle Marinetti e ai tanti artisti emergenti che ospitiamo in questa stagione ricca di autori classici (Aristofane, Dostoevskij, Verdi, Brecht) e contemporanei (Annibale Ruccello, Edoardo Erba, Clara Sancricca e il collettivo Controcanto, Saverio Tavano, Alberto Severi, Anton Giulio Calenda). Anche la continua confluenza dei linguaggi fra teatro, musica e le belle proposte di danza contemporanea insieme alle importanti prime nazionali del Teatro popolare d’arte e del Teatro degli Istanti/Compagnia Simona Bucci rendono questo cartellone particolarmente prezioso.

In generale questa stagione del TEATRO DELLE ARTI è dedicata AL FEMMINILE; anzi a TUTTO quel FEMMINILE che non riguarda solo le donne, ma riguarda anche e soprattutto gli uomini; e riguarda, in fondo, ogni gesto creativo. Nel nostro tempo c’è troppa violenza contro le donne, contro i bambini, tra i giovani confusi e depressi dai modelli frustranti e irraggiungibili del consumismo; c’è in giro troppa violenza contro gli immigrati, contro chi ha commesso errori e cerca un riscatto dalla propria vita precedente, contro le persone deboli e disagiate. Sembra che esista solo la supremazia del denaro, della sopraffazione, della guerra, delle parole arroganti. Bisogna dire dei no! Il teatro e le persone che il teatro creano o lo frequentano come spettatori non possono accettare passivamente la supremazia della violenza. Bisogna, anche con i mezzi della scena e della cultura, ribadire le ragioni del dialogo, dell’ascolto, delle varie forme di diversità: contro il rischio di nuove barbarie. Un caro amico, il regista giapponese Yosuke Taki – citando una riflessione del filosofo Félix Guattari – di recente ha ricordato che l’ecologia, la democrazia e la poesia non sono altro che tre diverse dimensioni dell’ecologia: l’ecologia in senso stretto applicata all’ambiente naturale; la democrazia è invece l’ecologia applicata all’ambiente sociale, mentre la poesia e l’arte sono forme di ecologia attenta alla cura delle persone, quindi della vita. L’arte scenica parla del passato e del presente per contribuire ad un futuro migliore. Bisogna rimettersi a coltivare la vita, tendere alla costruzione e ricostruzione di comunità rompendo le solitudini e il disinteresse verso gli altri. Da sempre il teatro (che oggi ci appare tanto arcaico quanto necessario) si è preso cura delle vite degli altri creando storie, drammi, commedie. Oggi più che mai serve una creatività al femminile, <> (Y.Taki) Anche di questo parla la stagione 2019-20 del Teatro delle Arti.

venerdì 15 NOVEMBRE
Collettivo CONTROCANTO
SETTANTA VOLTE SETTE

drammaturgia originale Controcanto Collettivo
ideazione e regia Clara Sancricca
con Federico Cianciaruso, Riccardo Finocchio, Martina Giovanetti, Andrea Mammarella, Emanuele Pilonero, Clara Sancricca
produzione Controcanto Collettivo
in coproduzione con Progetto Goldstein
con il sostegno di Straligut Teatro, Murmuris, ACS – Abruzzo Circuito Spettacolo, Verdecoprente Re.Te. 2017

Con Settanta volte sette il collettivo affronta – dopo il grande successo di Sempre domenica nostro ospite due anni fa – il tema del perdono e della sua possibilità nelle relazioni umane. Nella sua gloriosa storia questo concetto ci sembra essere giunto ad un inglorioso epilogo, che lo vede soccombere alla logica – attualmente vincente – della vendetta. Settanta volte sette racconta la vita di due famiglie i cui destini s’incrociano in una sera. Racconta del rimorso che consuma, della rabbia che divora, del dolore che lascia fermi, del tempo che sembra scorrere invano. Eppure racconta anche la possibilità che il dolore inflitto e il dolore subito parlino una lingua comune, che l’essere umano (che conosce il contagio del riso e del pianto), dietro la colpa possa ancora riconoscere l’uomo.

venerdì 22 NOVEMBRE
TEATRO NELLE FOGLIE
BALLATA D’AUTUNNO

spettacolo di circo-danza per tutte le generazioni/Resi_dance
da un’idea originale di Marta Finazzi e Nicolas Benincasa
interpreti Marta Finazzi e Nicolas Benincasa
regia El Niño del Retrete

Un’opera multidisciplinare che unisce il teatro d’ombre, il mimo, l’acrobatica aerea, la danza, la manipolazione e il clown. Una favola moderna in cui si mescolano la forza del circo, la poesia del teatro di figura e l’improvvisazione del teatro di strada, veicolati dal linguaggio universale del corpo, dello sguardo e delle ombre.
Vi è mai capitato di fare un sogno bellissimo, nitido, pieno di dettagli? Poi vi svegliate e… puf scomparso, non lo ricordate più. Dove è andato a finire? Dove vanno a finire i ricordi che dimentichiamo? Esiste una scatola dove vengono racchiusi, in attesa del momento giusto per tornarci in mente?

venerdì 29 NOVEMBRE
CATALYST/CORVINO PRODUZIONI
LE NOTTI BIANCHE
tratto da Fedor Dostoevskij
adattamento Giulio Casale
con Giulio Casale e Giulia Briata
regia Marta Dalla Via
musiche originali di Giulio Casale e Alessandro Grazian

Le notti bianche è una delicata storia scritta da giovane Dostoevskij, una favola moderna sulla potenza creatrice del sogno e sui suoi rischi, che è senza dubbio rimasta nella memoria e nel cuore di chiunque l’abbia letta e conosciuta. Si assiste qui a un’aderenza sorprendente tra interprete, il cantautore Giulio Casale, e il testo classico, sempre vivo: perché non ci comportiamo tutti come fratelli? Perché anche l’uomo migliore è come se nascondesse sempre qualcosa all’altro e gli tacesse qualcosa? Perché non dire subito, direttamente, quel che si ha nel cuore? Quattro notti e un mattino per raccontare la storia del Sognatore e del suo amore tanto profondo quanto fugace; una storia di confidenze sussurrate, di speranze e di intrecci notturni, di risvegli amari e di desideri inespressi.

venerdì 6 DICEMBRE
CHILLE DE LA BALANZA
DIALOGHI DI PROFUGHI
liberamente tratto dall’omonimo testo di Bertolt Brecht
con Matteo Pecorini, Rosario Terrone e con la partecipazione di Claudio Ascoli nel ruolo di Bertolt Brecht
scrittura scenica Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza

Tratto da Dialoghi di profughi che Bertolt Brecht scrisse nel 1940-1941 negli anni del suo esilio in Finlandia, lo spettacolo parte dall’arrivo ad Helsinki dello scrittore di drammi. Brecht porta con sé le voci e le presenze della sua famiglia allargata e delle sue donne: la moglie ed attrice Helene Weigel, la dolce collaboratrice e innamorata Margarete Steffin, e ancora Ruth Berlau, attrice e regista danese conosciuta a Copenaghen, ben presto sua appassionata amante. I Dialoghi, ad oggi uno dei testi brechtiani meno frequentati, sono anche un’amara riflessione su potere e populismo: <>.

venerdì 13 DICEMBRE
TRIO TRIOCHE
TROPPE ARIE
spettacolo comico musicale per tutte le generazioni
regia di Rita Pelusio
di e con Franca Pampaloni, Nicanor Cancellieri e Silvia Laniado
produzione PEM Habitat Teatrali e Trio Trioche
vincitore o surPrize 2015 – concorso cabarettistico del Piccolo Teatro Carambolage di Bolzano
Una vecchia zia, dal glorioso passato nella musica, gira i palchi dei teatri di tutto il mondo in coppia con il nipote, talento in erba. Quindi è un duo? No, perché c’è anche Norma, la giovane badante della vecchia zia, che li travolge con la sua passione per la lirica costringendoli ad abbandonare il repertorio classico. Le arie d’opera più famose vengono interpretate in modo bizzarro e divertente, accompagnate dal pianoforte, dal flauto e dai mille oggetti che Norma s’inventerà di suonare. Tra musica classica e virtuosismi, gioco di ritmi e gags, Troppe Arie coinvolge il pubblico con tutta la sua potenza di spettacolo clownesco.

venerdì 10 GENNAIO
MALD’ESTRO
IL PLUTO
di Aristofane
adattamento e direzione Alessandro Calonaci
con Alessandro Calonaci, Sauro Artini, Mery Nacci, Dania Nassini, Matteo Cairoli, Cristina Poli, Sonia Fiaschi, Elena Palloni

Testo irriverente in cui già 2400 anni fa si cercava di mettere l’accento su come l’iniqua distribuzione delle ricchezze tra gli uomini fosse, esattamente come oggi, il principale movente delle azioni umane. Il testo è di impressionante attualità: è eccezionale l’ironia con cui Aristofane dipinge un contesto in cui sempre di più chi possiede beni materiali in grande quantità e non per proprio merito, si ritrovi a dettare legge su chi è invece costretto a faticare per ottenere ciò di cui vivere. Alessandro Calonaci per dare più pregnanza all’opera, ha riadattando il testo in chiave molto comica e divertente ancorandolo alla civiltà degli Etruschi che affonda le sue radici anche nella nostra Toscana.

venerdì 17 GENNAIO
TEATRI D’IMBARCO
dittico I MARZIANI
di Alberto Severi
con Marco Natalucci e Beatrice Visibelli
regia Nicola Zavagli

Tornano in scena, in due episodi, le avventure di Mara e Alvaro, dalla Firenze del ’63 alle spiagge bianche di Vada, dieci anni dopo. Con un doveroso “prologo” datato autunno ‘54, quando nei cieli della città centinaia di fiorentini, e Alvaro e Mara fra loro, assistettero prima all’avvistamento plurimo di frotte di dischi volanti, poi ad una misteriosa nevicata “aliena”. Tra risate e lacrime, Beatrice Visibelli e Marco Natalucci, diretti da Nicola Zavagli, disegnano magistralmente il ritratto dissacrante e irresistibile di una coppia in bilico tra maschera comica e verità umana.
ore 21
I MARZIANI
Siamo nel ’63 a Firenze in un condominio di periferia dove ancora si sentono “cantare le cicale”. Alvaro e Mara, una coppia di mezza età-lui controllore di autobus, lei casalinga-lui comunista sfegatato, lei devotissima alla Chiesa-snodano la loro tragicomica vicenda sullo sfondo dei grandi avvenimenti del tempo, ragionando e sragionando di Togliatti e della morte di Papa Giovanni. La regia e l’interpretazione amplificano il lato grottesco dei personaggi inserendoli in una coloratissima scena disegnata con gusto fumettistico, tavoli e sedie formato mignon, e il tempo scandito dai successi musicali degli anni ’60.

ore 22
I MARZIANI AL MARE
Le smanie della villeggiatura di una coppia di lungo corso, sempre Alvaro e Mara, alle prese con una vacanza da sogno. Siamo dieci anni dopo, nell’estate del 1973, e tutto il nuovo viene da quella Londra dove vive la figlia. Irrompono Pink Floyd e David Bowie. C’è voglia di vivere un’ultima stagione di felicità, nell’iperrealismo di un paesaggio di sabbia.

venerdì 24 GENNAIO
LUISA CATTANEO, FIONA MAY
MARATONA DI NEW YORK
di Edoardo Erba
regia Andrea Bruno Savelli
produzione Teatrodante Carlo Monni
coproduzione Todi Festival 2018
Maratona di New York di Edoardo Erba è uno dei testi teatrali contemporanei più rappresentati al mondo. Una sfida fisica (oltre che verbale) per tutti gli attori che l’hanno portata in scena, impegnati a correre per l’intera durata della pièce. Un’autentica prova di resistenza. In questo nuovo allestimento il testo è al femminile. Una novità assoluta che il regista Andrea Bruno Savelli, ha affidato ad una coppia davvero d’eccezione: la ex campionessa mondiale di salto in lungo, Fiona May al suo esordio teatrale, e l’attrice Luisa Cattaneo, già protagonista in molti spettacoli di Stefano Massini e più volte al fianco di Ottavia Piccolo, Lucilla Morlacchi, Franca Valeri, Gigi Proietti. Da una parte c’è la leader, nella corsa così come nella vita, donna determinata, sicura e invincibile; dall’altra la sua amica, più insicura, impaurita, fortemente legata ad un passato dal quale non riesce a separarsi.

venerdì 31 GENNAIO
MARIO PERROTTA
DELLA MADRE
consulenza alla drammaturgia Massimo Recalcati
con Mario Perrotta e Paola Roscioli
produzione Teatro Stabile di Bolzano, La Piccionaia Centro di Produzione Teatrale

Dopo In nome del padre – già ospite al Teatro delle Arti dopo il debutto al Piccolo di Milano – il secondo capitolo della trilogia In nome del padre, della madre, dei figli sposta la lente di ingrandimento sulla figura intoccabile della Madre, almeno per come la viviamo nel nostro paese. Una figura che – nonostante le recenti evoluzioni – ha mantenuto costante nel tempo una sorta di sacralità e onniscienza che la rende ingiudicabile, al di sopra del bene e del male. Ed è così compresa nel suo ruolo che rischia di diventare soffocante nei confronti dei figli e escludente nei confronti di quei pochi padri che vorrebbero interpretare a pieno titolo il proprio ruolo. Al centro di tutto questo, ancora una volta, figlie e figli silenti, assenti fisicamente dalla scena ma perni assoluti della vicenda narrata.

venerdì 7 FEBBRAIO
ARTEMIS DANZA
TRAVIATA
spettacolo di danza/Resi_dance
coreografia, regia, scene, luci e costumi Monica Casadei
musiche Giuseppe Verdi
coproduzione Fondazione Teatro Comunale di Ferrara
con il contributo di Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura, Provincia e Comune di Parma

Traviata è il primo capitolo di un coraggioso progetto firmato da Monica Casadei (eclettica coreografa emiliana formatasi fra Italia, Inghilterra, Francia e vari soggiorni in Oriente) e dedicato al Maestro Giuseppe Verdi, che si propone di tradurre nel linguaggio della danza i melodrammi più celebri del più amato compositore italiano. Una resa scenica viscerale, fiammante di ardore e tormento che sino ad ora non aveva avuto precedenti nella danza contemporanea. Una danza esplosiva di corpi cangianti e multiformi, immersi nelle tinte del candore del bianco, del rosso passionale e del nero dolente ed impuro.

venerdì 14 FEBBRAIO
LE SORELLE MARINETTI
TOPOLINI, MICI E PINGUINI INNAMORATI
Cronache dal fantastico zoo dello swing italiano
con Marco Luglio, Nicola Ulivieri, Matteo Minerva
al pianoforte Christian Schmitz
produzione The Singing Family

Lo spettacolo si concentra sulla canzonetta sincopata della fine degli anni Trenta e dell’inizio degli anni Quaranta, sulla quale si erano impegnati i migliori autori e le ugole dei più valenti interpreti del periodo. Molti di quei simpatici motivetti avevano per protagonisti gli animali. Il pinguino innamorato, il gatto in cantina, la canzone delle mosche, Maramao perché sei morto, La sardina innamorata… canzoni che allestirono un fantastico zoo al servizio dello swing e – a maggior ragione – della necessaria evasione dal contingente (un regime in agonia, le ristrettezze economiche dovute alle sanzioni, le leggi liberticide, l’avvicinarsi di una guerra…)
Lo spettacolo che è quindi una divertente lezione di storia del costume raccontata dalle Sorelle Marinetti (emule del Trio Lescano) che hanno fatto dello swing e della canzonetta sincopata una missione di vita. Le sorelle canterine vantano collaborazioni di prestigio, come quella con Arisa al Festival di Sanremo, con Simone Cristicchi in un fortunatissimo tour estivo e con Vinicio Capossela per l’album “Marinai profeti e balene”.

venerdì 21 FEBBRAIO
A SUD: Il nuovo teatro!
ore 21
NASTRO DI MÖBIUS
U FIGGHIU
con Anna Maria De Luca, Francesco Gallelli, Fabrizio Pugliese
regia e drammaturgia Saverio Tavano
collaborazione artistica Ginio Gallo
spettacolo vincitore Teatri del Sacro 2019
E’ il giorno di Pasqua, è sera, e tutta la gente del paese è tutta riversata in piazza, borbotta: “hanno rubato la corona di spine dalla statua della Passione di Cristo!”. L’ha rubata Saro, il figlio di Nino e Concetta. Saro è un ragazzo schizofrenico, si è serrato in casa lasciando fuori anche i propri genitori, si è appropriato della corona di spine, convinto di essere egli stesso la reincarnazione di Gesù Cristo. Nino e Concetta aspettano dinanzi il portone, attraverso il loro dialogo si entra nel loro mondo, fatto di sacrifici, abnegazioni, sopportazioni, soprattutto da parte della madre Concetta che nonostante il dolore dato dall’ipocrisia e dal giudizio della gente del paese, sostiene con amore misericordioso la purezza, quasi divina, che risiede nella follia del figlio, con un’accettazione che solo una madre può avere.

ore 22
IL CASTELLO DI SANCIO PANZA
MAMMA. PICCOLE TRAGEDIE MINIMALI
di Annibale Ruccello
regia Roberto Bonaventura
con Gianluca Cesale
Si tratta di quattro brevi atti unici, quattro donne diverse, di nome Maria, e un attore, da solo, a interpretarle. La lingua parlata dai personaggi di Ruccello, spesso appartenenti alle classi che vivono ai margini sociali, ha un fascino particolare, animato dalla schiettezza del dialetto e dalla parodia dell’italiano televisivo, e racconta piccole tragedie del quotidiano, squallide realtà vissute senza la capacità di scegliere, capire, cambiare. Al centro di tutto è il sentimento di madre che, in un crescendo di follia, assume caratteri inquietanti e violenti in un contesto di apparente comicità che scivola nel grottesco.

venerdì 28 FEBBRAIO
Serata d’onore con
UMBERTO ORSINI
A PROPOSITO DEI GATTI
uno spettacolo di Umberto Orsini e Paolo di Paolo

Un bel gatto: forte, dolce e vezzoso
Passeggia nel mio cervello
Come a casa sua.

Così inizia una celebre poesia di Charles Baudelaire dedicata al felino più amato dalla letteratura. Da qui prende spunto l’idea di Umberto Orsini e dello scrittore Paolo Di Paolo di lavorare su uno spettacolo teatrale dove al centro c’è uno degli animali insieme più familiari e misteriosi. Dal Sonetto per i miei gatti di Torquato Tasso a T.S. Eliot l’intera storia della letteratura è segnata da zampe feline che percorrono ogni pista. Quella del giallo o del “gotico”, come in Edgar Allan Poe: gatti neri che corrono via lasciando scie di mistero. Quella dell’amicizia fra essere umano e “gatti molto speciali”, magari capaci di inventarsi una loro città, come accade in un racconto visionario di Murakami. Da Maupassant a Kipling, da Keats a Christina Rossetti, fino alla nostra Elsa Morante, un viaggio sorprendente fra gatti, gattini, gattacci e gattari accompagnato dalla colonna sonora della indimenticabile opera musicale Cats.

venerdì 6 MARZO
PSICOPOMPOTEATRO
FARSI FUORI
con Luisa Merloni e Marco Quaglia
testo e regia Luisa Merloni
spettacolo vincitore premio In-box 2019

Farsi fuori nasce da una semplice domanda: siamo la prima generazione che sceglie davvero se essere madre o no? Cosa accadrebbe se una donna di oggi, moderna ed emancipata, si trovasse di fronte all’arcangelo Gabriele venuto per farle l’Annunciazione? In una società che vede forse per la prima volta una generazione di donne ritardare sempre più la scelta di diventare madri, la maternità, come scelta, come dovere, torna ad essere tema discusso e controverso nonché un nodo nevralgico dove si scontrano spesso visioni differenti sulla vita, la religione, la spiritualità. Il testo parte da questo humus e lo sviluppa in una chiave comica, dove la comicità, che spesso si nutre di contrasti, illumina il conflitto senza volerlo risolvere.

venerdì 13 MARZO
GRUPPO DELLA CRETA
GENERAZIONE XX
di Anton Giulio Calenda
con Stefano Bramini, Jacopo Cinque, Alessio Esposito, Giulia Fiume, Federico Galante, Laura Pannia, Lida Ricci e Bruna Sdao
regia Alessandro Di Murro
produzione Fattore K. in collaborazione con Gruppo della Creta

Generazione XX è la storia d’amore di Linda e Giacomo, “due giovani fidanzati gravati dal peso della vita”. Le crudeltà che a questi due personaggi verranno inflitte e che loro stessi si troveranno obbligati a infliggersi reciprocamente non costituiscono altro che una lente di ingrandimento di alcuni aspetti della condizione giovanile. “Generazione XX rappresenta per me un tentativo di raccontare le peculiarità e al tempo stesso i drammi di una generazione – la mia e di tutti coloro nati e cresciuti a cavallo di questo secolo – che, traumaticamente sollecitata da un’imprevedibile ondata di cambiamenti tecnologici, economici e geopolitici, non riesce ad affacciarsi al futuro con fiducia, poiché ancora ferita, confusa e appesantita dal drammatico e cupo retaggio consegnatole dalle istituzioni del ‘900. Ne è uscita fuori una surreale fantasmagoria che non vuole essere un invito alla rassegnazione ma un monito a non ripetere i disumani errori del passato” (Anton Giulio Calenda).

venerdì 27 MARZO
COMPAGNIA DEGLI ISTANTI/CSB
TERRA MIA
Identità topografica dell’essere umano
Spettacolo di danza/Resi_dance
ideazione e coreografia Roberto Lori
musiche suonate dal vivo dal gruppo Vincanto
con il sostegno di MiBAC e Regione Toscana
PRIMA NAZIONALE

Il lavoro coreografico – liberamente ispirato al romanzo Carlone di Libero Bigiaretti – nasce dal desiderio del coreografo Roberto Lori di riscoprire le tradizioni popolari che da sempre costituiscono una parte molto importante del bagaglio culturale della nostra terra. Attraverso una giustapposizione di quadri, i danzatori portano sulla scena la quotidianità dei giovani di paese, i riti della festa, la processione, le dinamiche della famiglia tradizionale, il desiderio di libertà e di scoperta del mondo oltre il borgo. La dimensione popolare, il gioco, le differenze tra campagna e città fanno da sfondo ad una danza ricca di gestualità e ritmi coinvolgenti, in cui la scena si anima e si colora, intrecciando a volte attimi di ricercata teatralità.

venerdì 3 APRILE
OSCAR DE SUMMA
LA SORELLA DI GESU’ CRISTO
Terzo capitolo della “Trilogia della provincia”, dopo Diario di provincia e Stasera sono in vena
di e con Oscar De Summa
produzione La Corte Ospitale, Attodue, Armunia – Castiglioncello Festival Inequilibrio
con il sostegno de La Casa delle Storie e Corsia Of
Una storia tanto semplice quanto terribile. Una ragazza prende in mano una pistola e attraversa tutto il paese per andare a sparare al ragazzo che la sera prima, il Venerdì Santo della Passione, l’ha costretta a subire una violenza. Il racconto lineare e scorrevole (strutturato secondo una forma classica e ricco di ironia e leggerezza) narra, quasi a ritmo cinematografico, la camminata semplice, determinata, senza appelli, pubblica, che obbliga tutti coloro che incontrano la ragazza a prendere una posizione netta nei suoi confronti e al tempo stesso a svelare i retroterra emotivi e culturali sui quali la posizione che esibiscono si basa. La ragazza in virtù di quell’atto improvviso e inaspettato è costretta a crescere, a diventare donna, a superare gli sguardi e i pregiudizi che a questi sguardi corrispondono, come se anche questo fosse un viaggio iniziatico che dall’infanzia porta diritti nel mondo degli adulti. Così questa ragazza per riprendersi il suo corpo, il suo corpo privato, è costretta a farlo pubblico, a darlo in pasto alla folla e ai suoi vaneggiamenti.

giovedì 23 e venerdì 24 APRILE
TEATRO POPOLARE D’ARTE
OPERA DA QUATTRO SOLDI
progetto ideato e diretto da Gianfranco Pedullà
in collaborazione con Francesco Giorgi e Gabriele Bonafoni
con gli attori del Teatro popolare d’arte
PRIMA NAZIONALE

Alla fine degli anni Venti Brecht e il musicista Kurt Weill creano l’Opera da tre soldi, esplicita riscrittura dell’Opera del mendicante creata da John Gay in Inghilterra all’inizio del Seicento. Entrambe queste opere sferravano una feroce critica alla società del loro tempo. Il nostro nuovo progetto si inserisce in questa tipologia di spettacolo (che alterna recitazione, canto, ballo) e nello stesso ambiente tematico: cercheremo, quindi, di rappresentare, con ironia, il mondo attuale dalla parte degli ultimi della società.

BIGLIETTI STAGIONE
Intero 15 €; Ridotto 13 € over 65, soci Coop, soci BCC, soci Biblioteca Comunale e Amici del Museo Caruso; Ridotto 8 € under 26

ABBONAMENTI

SOSTENITORE
€ 150 Abbonamento a tutti i 19 spettacoli della stagione con poltrona numerata. In omaggio ai sostenitori tutti i progetti speciali!
CLASSICO
€ 140 intero; € 120 ridotto (abbonati 2018/2019; over 65, soci Coop, soci BCC, soci Biblioteca Comunale e Amici del Museo Caruso). Abbonamento a 12 spettacoli con poltrona numerata (segnalati nel programma su sfondo coloreXXX)
LIBERO
LIBERO 8 SPETTACOLI € 96
LIBERO (UNDER 26) 8 SPETTACOLI € 48
Questo abbonamento permette di scegliere liberamente gli spettacoli secondo due modalità:
1) al momento dell’acquisto scegliendo tutti gli spettacoli
2) via via nel corso della stagione presentandosi presso la biglietteria del teatro in orario di apertura.

In entrambi i casi la poltrona è assegnata secondo la disponibilità del momento, fino ad esaurimento posti

INIZIO SPETTACOLI ore 21
Dalle 19.45 Aperitivo teatrale Buffet e drink 6 euro (consigliata la prenotazione entro il giorno precedente)
Grazie a Villa Montepaldi per i vini gentilmente offerti

UN REGALO SPECIALE PER I VECCHI E I NUOVI ABBONATI
CONCERTO ALL’OPERA!
Per i primi 40 abbonati che rinnovano l’abbonamento e i primi 30 nuovi abbonati ci sarà la grande opportunità di assistere a una prova dell’Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino presso il Teatro dell’Opera di Firenze, un regalo unico e di altissimo profilo culturale.

Domenica 1 dicembre
Prova d’orchestra e coro del Maggio Musicale Fiorentino
diretti da
ZUBIN METHA
Wolfgang Amadeus Mozart
Great Mass in C minor for soloists, chorus and orchestra K. 427

INFO
Teatro delle Arti
viale Matteotti 5/8, Lastra a Signa (FI) – tel. 055 8720058
Sito Teatro delle Arti Mail
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