Tabernacolo di Bonazza danneggiato da un fulmine

Il sindaco David Baroncelli: “Un luogo amato dalla comunità da salvare, un attestato di stima e un ringraziamento ai cittadini che si sono già offerti di aiutarci nel ripristino del tabernacolo danneggiato”.

I forti temporali di questa notte hanno danneggiato un antico tabernacolo situato in località Bonazza, frazione di Tavarnelle Val di Pesa. La struttura, datata presumibilmente agli inizi del ‘900, riporta un danno nella parte superiore del manufatto. Il crollo è stato causato da un fulmine che ha colpito il sito religioso e l’area boschiva circostante. Il deterioramento legato al maltempo ha provocato il crollo di alcuni mattoni che costituivano la copertura, precipitati alla base del tabernacolo. “Per verificare le condizioni della Madonnina di Bonazza – ha dichiarato il sindaco di Tavarnelle Val di Pesa David Baroncelli – l’ufficio tecnico ha effettuato un sopralluogo questa mattina; è necessaria un’opera di ripristino che realizzeremo quanto prima. Il valore sociale della struttura, costruita presumibilmente nella prima metà del ventesimo secolo, legata ad un’antica tradizione di devozione popolare, è tale da aver stimolato nell’immediato la disponibilità e la collaborazione di alcuni privati, grazie al loro supporto abbiamo individuato il percorso più rapido per intervenire sul piccolo tabernacolo”. La Madonnina di Bonazza contiene una statuetta raffigurante la Vergine Maria.

Nelle aree dei Comuni del Chianti strutture di questo genere sono frequenti e legate da peculiarità comuni. Sono detti ‘manufatti minori’ e comprendono tabernacoli, croci votive, cappelle stradali, lavatoi, fontanili, ponti, muri in pietra e fondi stradali. Minori per le dimensioni ma non per il valore e il forte legame con il territorio. In base ad un lavoro realizzato qualche anno fa dall’Unione comunale del Chianti fiorentino l’80 per cento di essi risulta schedato e censito. Ogni tabernacolo è accompagnato da una scheda contenente le dimensioni, lo stato di conservazione, l’origine, il ruolo. “I tabernacoli – prosegue il sindaco – sono risorse locali che costituiscono il ricco puzzle di testimonianze del passato, di tracce di storia chiantigiana. Prendercene cura è fondamentale per valorizzare le nostre origini e ricostruire l’identità dei luoghi attraverso la riscoperta del vivere aggregato e del senso civico che le nostre comunità dimostrano ancora di possedere”.

I manufatti venivano usati come punto di riferimento e identificavano lo spazio in cui erano insediati. Quelli più antichi risalgono al 1700. Tra i manufatti religiosi, gli elementi più rilevanti numericamente sono i tabernacoli e le cappelle stradali situati in corrispondenza di bivi e incroci tra una viabilità di collegamento e una strada vicinale. Quanto ai materiali usati per la costruzione, i beni censiti presentano differenze sostanziali. I tabernacoli, le croci e le cappelle votive sono oggetti nati per esprimere un voto, ringraziare di lauti raccolti, commemorare un evento tragico, ricordare un pellegrinaggio in terre lontane o una ricorrenza come l’anno mariano. I tabernacoli, oltre al valore religioso, storico e sociale, servivano a qualificare e a rendere riconoscibile un luogo. Si inseriscono negli incroci stradali specie tra vie pubbliche e strade vicinali. L’elemento ricorrente è l’edicola sacra, cioè un loculo che ospitava icone sacre.

(foto Gazzettino del Chianti)

redazione rossorubino

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