Stufato alla sangiovannese, una storia di fede e spezie [VIDEO]

La ricetta dello stufato alla sangiovannese: spezie antiche, carne lenta e un sapore che racconta secoli di tradizione.

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La basilica di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Valdarno non custodisce solo fede, ma anche la memoria di uno dei piatti più identitari del paese: lo stufato sangiovannese. Un documento del 1427 ne attesta già il nome, segno di una tradizione radicata.

La leggenda racconta di una donna che, dopo una grazia ricevuta, donò la ricetta alla Madonna. Da allora lo stufato divenne un gesto di accoglienza: il sacerdote lo preparava per i pellegrini, usando carni semplici e spezie rare portate da viandanti lontani. Aromi che hanno intrecciato devozione, viaggio e comunità, lasciando nel piatto il sapore profondo della gratitudine.

Oggi questo piatto è custodito e tramandato da ristoranti e gastronomie del territorio, che continuano a interpretarlo con rispetto e passione. Tra queste, spicca la cucina di Lucia Mulinacci, che mantiene viva la tradizione con gesti antichi e sapori autentici.

La Ricetta

Stufato alla Sangiovannese (per 4 persone)

Carne:

  • 1 kg di manzo (campanello, muscolo o zampa)

Odori:

  • 1 cipolla dorata grande
  • 2 coste di sedano
  • 1 carota grande

Concentrato di pomodoro

Vino:

  • 400 ml di vino rosso corposo, preferibilmente Chianti

Drogo (mix spezie):

  • 1/2 cucchiaino di chiodi di garofano in polvere
  • 1/2 di cannella
  • 1/2 di noce moscata
  • 1/2 di pepe
  • Facoltativa scorza di limone

Liquidi:

  • Circa 1 litro di brodo vegetale o di carne

Condimenti:

  • Olio extravergine d’oliva toscano
  • Sale
  • Peperoncino
Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.