Lo strazio viola si consuma un lunedì di lavoro, freddo come lo può essere alle 21 di un fine aprile matto più di marzo. In questa Fiorentina, invece, non c’è niente di folle ma solo una graduale, continua, discesa. Fino alla Serie B no, quella no, non ancora scongiurata matematicamente ma da ritenersi comunque evitata più per quanto non riuscirà a fare l’Empoli terzultimo nelle restanti quattro partite che per quanto otterrà la Fiorentina non giocando come ha fatto col Sassuolo. Se poi Veretout, che dal dischetto non sbagliava mai, stavolta fa cilecca allora perdi.

Giustamente, arrivando così quasi paradossalmente a rivalutare la pareggite di Stefano Pioli grazie alla quale, a quei pareggini tirati su a fatica, si è raggiunta quota 40 punti, la quasi salvezza. Ma di salvezza nella Firenze calcistica c’è poco. Già, non era dunque colpa di Stefano Pioli il quale, tra l’altro, aveva sicuramente da parte del gruppo dei giocatori un rispetto e una considerazione che Montella ancora non ha. Questo i tifosi viola lo avevano capito, da subito. La tifoseria organizzata ha ribadito la propria posizione netta, chiara, senza ormai più sconti. “Della Valle vattene” negli striscioni, “Chi non salta Della Valle è” ormai equiparato al “bianconero” nei cori della Fiesole seguita ora da altri settori dello stadio. Le responsabilità sono principalmente loro.

Dopo Pioli, il prossimo a salutare sarà probabilmente Pantaleo Corvino, contestato anche lui a fine gara dai tifosi, indifendibile dalla proprietà dopo gli eclatanti mancati risultati sportivi anche di questa stagione. Il problema, però, rimane alla radice. Come possono i fratelli Della Valle accettare il deserto del Franchi, semi vuoto nel primo tempo (come già accaduto contro il Bologna) per lo sciopero del tifo organizzato e poi con non più di quindicimila presenti, risonante di una contestazione visibile a tutta Italia e che quindi bene non fa al loro buon nome? Una situazione avvilente dovuta alla “vergognosa gestione di questa società” – diceva il comunicato dell’ATF Associazione Tifosi Fiorentini – “figure false e bugiarde che oggi la guidano” – concludendo – “Prossimamente discuteremo dell’atteggiamento da tenere da qui alla fine della stagione e di nuove iniziative che prenderemo”. Come già scritto in questa rubrica, la vera partita ormai si gioca fuori dal campo e la politica fiorentina sarà forse presto chiamata a occuparsene.

close
adv