Dopo l’incredibile successo di Pistoia, l’ultima edizione di Stravino è stata replicata anche nell’hinterland fiorentino, con produttori provenienti da 14 regioni diverse e la particolarità di un distributore di vini francesi. Nell’ormai collaudata location di Villa Castelletti a Signa troviamo ampi spazi per gli stand, un ottimo parcheggio e un bellissimo palazzo con vista panoramica, l’ideale per una manifestazione di questo genere.

Tanti gli espositori e, con la formula vincente del “piccolo è bello”, anche il contatto diretto con il produttore, i suoi racconti, le esperienze e l’opportunità di acquistare direttamente il vino preferito ne hanno decretato un sicuro successo. Nonostante il Sangiovese sia il compagno di pranzi e cene dei toscani, la curiosità intorno a questo vitigno è rimasta immutata e numerosi sono stati gli appassionati che hanno riempito i loro calici per apprezzarne le caratteristiche.

Tra i tanti vini proposti abbiamo cercato di degustare quelli più particolari o ottenuti da vitigni insoliti. Ecco quindi il Crémant, dalle note di lievito di pane e frutta bianca, insieme a un rosato di Pinot Nero nato dai suoli kimmeridgiani della Côte des Bar, presentato dal distributore per l’Italia Petit Vigneron. Dall’Oltrepò Pavese, la Cantina Primavena ha proposto il Bollabiot, uno Chardonnay frizzante rifermentato in bottiglia, semplice e beverino, ma anche il Reverso, un Pinot Nero — vitigno classico della zona — affinato per 60 mesi, con note di frutta secca e agrumi che ne esaltano i profumi.

Dalla Sicilia, la Cantina Aimone, nella zona di Palermo, produce il Ferraù, uno Zibibbo secco dai profumi incredibili. Ancora un vino singolare è la Vernaccia di Serrapetrona che, grazie alla sua triplice rifermentazione, diventa un vino unico, sia nella versione ferma che in quella spumantizzata.

La Toscana non è solo Sangiovese e così scopriamo una Syrah dell’azienda Casalsole, ancora un po’ giovane ma con buone prospettive. Non potevano mancare i vini friulani: l’azienda agricola Villa Vasi, situata a pochi chilometri da Gorizia sul caratteristico terreno chiamato ponca, uno strato di rocce che rende i vini potenti ed eleganti, con note sapide e minerali. È forse questo uno dei segreti della tipicità dei vini friulani.

Per finire, una bellissima produzione di gin in un numero limitato di bottiglie, ricco di botaniche e di notevole morbidezza nonostante i suoi 44 gradi. Da provare.

Questi eventi sono appuntamenti ideali per conoscere i mille angoli enologici d’Italia, in cui appassionati e neofiti hanno la possibilità di fare esperienza e confrontarsi. Avvicinarsi al vino senza tabù ma con consapevolezza è il modo migliore per sfatare certi preconcetti e allora ben venga… “poco ma buono”.

Roberto Montelatici
Sommelier da oltre 10 anni e da sempre appassionato di vino, amo viaggiare per scoprire l'enogastronomia in tutte le sue sfumature. Dalle piccole fattorie ai grandi produttori, esploro, assaggio e racconto le loro storie attraverso le mie parole.