“Sisters in Liberty”, il progetto espositivo che unisce Firenze a New York [VIDEO]

Una mostra suggestiva, che a Ellis Island vedrà la Statua della Libertà americana insieme alla sorella fiorentina custodita in Santa Croce. Intanto la Statua della Poesia è oggetto di un importante restauro grazie a Friends of Florence

Ruggero

Sisters in Liberty. From Florence to New York è un suggestivo progetto espositivo che verrà ospitato all’Ellis Island Museum of Immigration dall’11 ottobre al 26 aprile 2020 e che vede coinvolte due realtà geograficamente lontane ma da un punto di vista storico, culturale e affettivo molto vicine, Firenze e New York.

Simbolo di questo rapporto, due immense ‘sorelle’ rappresentative di grandi ideali, e cioè la Libertà della Poesia, raffinata scultura di Pio Fedi collocata nella Basilica di Santa Croce come monumento funebre al patriota Giovan Battista Niccolini, e la maestosa Statua della Libertà di  Frédéric Auguste Bartholdi, che domina la baia di Manhattan dal 1886 e che oggi è tra i simboli più noti della Grande Mela.

Le due ‘Sisters’, così simili nell’atteggiamento e nei particolari, – molti ritengono infatti che l’opera fiorentina sia stata fonte di ispirazione per quella americana – per l’occasione si troveranno straordinariamente vicine in quanto una fedele riproduzione in resina della statua di Pio Fedi verrà esposta alla mostra. La Libertà della Poesia è stata infatti oggetto di una scansione 3D ad altissima definizione, sulla quale stanno ancora lavorando gli esperti della Kent State University dell’Ohio.

“Sisters in Liberty è un progetto che vedrà la presenza dell’Opera di Santa Croce nel nuovo museo di Ellis Island – racconta Irene Sanesi, presidente dell’Opera di Santa Croce – grazie a questa grande affinità, somiglianza tra la statua di Pio Fedi in Santa Croce e quella, probabilmente ancora più famosa e conosciuta, di Ellis Island”.

“L’idea di portare un pezzo di Firenze in un museo newyorkese ci riempie di orgoglio e di felicità. – sottolinea Tommaso Sacchi, capo della Segreteria Cultura del Comune di Firenze – Un evento che si colloca in continuità con l’idea di sviluppo delle relazioni internazionali, a partire dalla produzione di cultura, di iniziative di cultura”.

“La presenza di cittadini americani a Firenze non è un fatto episodico o di mera accoglienza di visitatori – spiega Cristina Giachi,vicesindaca di Firenze – è un tratto identitario della città perché i cittadini americani si sono contraddistinti per la tipologia di affezione che li lega a Firenze, il fatto che spesso si tratta di famiglie che ritornano, di persone che passano qui dei momenti nell’età della loro formazione, è un patrimonio importante con il quale dobbiamo sempre più imparare a tessere legami e progetti futuri. Questa bellissima mostra newyorkese è un segnale e una rappresentazione di questo.”

“Io penso che i turisti americani che visitano Santa Croce rimangano sorpresi di trovare un pezzo della loro storia qui”, precisa Paola Vojnovic, curatrice della mostra insieme a Giuseppe De Micheli.

Un’esposizione dunque incentrata sulla ricostruzione storica del rapporto profondo tra il capoluogo toscano, l’Europa, New York e l’America, e che mette in evidenza il comune percorso compiuto nell’affermazione dei principi di libertà. Una stima e un rapporto affettivo che negli anni si è anche concretizzato nel sostegno di centinaia di donors americani per importanti interventi di restauro nel complesso monumentale di Santa Croce, dalla Cappella Pazzi alla Tomba di Michelangelo.

Ed è grazie al prezioso contributo della Fondazione Friends of Florence – che è parte del progetto Sisters in Liberty – che oggi la Libertà della Poesia di Pio Fedi è in corso di restauro e pulitura, lavoro affidato alla cura della restauratrice Paola Rosa.

“Si pensa che la statua di Pio Fedi sia stata utilizzata come modello per la Statua della Libertà,  – ci spiega Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence – allora noi, per sottolineare il nostro legame con gli Stati Uniti, dato che tantissimi donatori sono americani e la nostra Fondazione è situata in America, abbiamo deciso di supportare questo importante restauro. La statua è bellissima anche se ovviamente non andrà fisicamente all’Ellis Island ma sarà rappresentata da una creazione in 3D. Un progetto che sottolinea il nostro rapporto con Santa Croce e con il Consolato Americano che quest’anno compie duecento anni. E poi si tratta di un connubio perfetto dato che vent’anni fa ci siamo occupati del ‘Ratto di Polissena’, sempre di Pio Fedi”.

L’iniziativa espositiva, la prima di questo genere per l’Opera di Santa Croce, si collega anche al bicentenario della presenza del Consolato americano a Firenze.

Alla conferenza stampa del 23 maggio, oltre curatori Giuseppe De Micheli e Paola Vojnovic, Simonetta Brandolini d’Adda, presidente di Friends of Florence, Benjamin Wohlaue, console generale degli Stati Uniti, e Fabrizio Ricciardelli, direttore del Florence Center della Kent State University. Hanno portato il loro saluto il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani, la vicesindaca di Firenze, Cristina Giachi e il capo segreteria Cultura del Comune di Firenze, Tommaso Sacchi. L’iniziativa ha il sostegno di American Express e Four Seasons Hotels.

 

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Alissa Zavanella

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Redattrice, laureata in lettere moderne e appassionata di buoni libri, teatro e mostre d’arte. Mi piace scrivere da sempre.
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