San Silvestro, la Pompei medievale toscana

Nei pressi del borgo di Campiglia Marittima, nel verde delle colline metallifere, si situa il più spettacolare dei ritrovamenti medievali in Toscana: un villaggio risalente al XIII secolo e di cui gran parte dell’alzato e delle murature sono ancora visibili e visitabili.

La Rocca di San Silvestro sorta nell’XI secolo per volontà della famiglia nobiliare dei Della Gherardesca, nasce con lo scopo di creare un villaggio i cui abitanti potessero lavorare nelle miniere circostanti grazie alla protezione del signore e all’economia di tipo collettivo che venne lì impartita.

[cml_media_alt id='4060']justbeautiful_rocca_san_silvestro_1[/cml_media_alt] [cml_media_alt id='4066']justbeautiful_rocca_san_silvestro_7[/cml_media_alt]

Tutti collaboravano nel villaggio medievale, c’era chi si occupava del turno di guardia al portale di accesso, chi si occupava della produzione del pane o del ferro, chi badava ai maiali e chi si dedicava alla produzione di olio.

Era dunque un villaggio dove grazie alle turnazioni di compiti era possibile provvedere alla vita quotidiana e al sostentamento di tutti.

Riscoperto da Riccardo Francovich negli anni ’80, scavato e studiato dall’Università di Siena negli anni successivi, il castello recava in origine il nome di “Rocca a palmento” in riferimento alla presenza di una macina per la produzione di olio.

L’olio, al tempo medievale, al contrario di come potremmo pensarlo oggi, impiegato per l’uso da mensa e a disposizione sulla tavola, era in realtà elemento necessario per il funzionamento delle lampade per l’illuminazione notturna.

[cml_media_alt id='4067']justbeautiful_rocca_san_silvestro_8[/cml_media_alt] [cml_media_alt id='4061']justbeautiful_rocca_san_silvestro_2[/cml_media_alt]

Il complesso del villaggio medievale é formato da vari edifici come abitazioni per i minatori, locali per la produzione e conservazione di alimenti e oggetti della quotidianità, un forno a legna per la produzione del pane e un locale per la macinatura della farina.

La rocca non manca di una chiesa, intitolata a San Silvestro il cui documento di fondazione risale al 1281 e davanti alla quale risiedeva una piccola area cimiteriale con tombe signorili e altre a fossa comune.

Nei pressi dell’edificio ecclesiastico si trovano alcune strutture di carattere signorile adatte ad accogliere e ospitare il dominus durante le sue visite alla Rocca.

Il controllo del signore garantiva sicurezza e protezione ai lavoratori mentre, il lavoro delle circa 200-250 persone che abitavano il villaggio, ha permesso prima ai Della Gherardesca, poi ai Della Rocca, i proprietari che li succedettero, di ottenere materia prima lavorabile e trasportabile nei centri di monetazione quali Pisa e Lucca.

Le curiosità di questo castello non riguardano strettamente l’attività di estrazione compiuta dagli abitanti ma la vita quotidiana nel medioevo: è possibile immaginarsi le guardie intente ad ingannare il tempo con il gioco del filetto che vediamo inciso sulla pietra di ingresso al castello, oppure appare facile pensare all’attività del fabbro che con il suo incudine batteva il ferro per realizzare oggetti di uso quotidiano per le famiglie che abitavano la rocca.

è un villaggio tutto da scoprire con grande curiosità quello di San Silvestro capace di raccontare una storia di un paesaggio vecchia millenni.

[cml_media_alt id='4064']justbeautiful_rocca_san_silvestro_5[/cml_media_alt] [cml_media_alt id='4065']justbeautiful_rocca_san_silvestro_6[/cml_media_alt]

Non solo villaggio medievale

L’attività estrattiva nel campigliese è documentata sin dal periodo etrusco come documentano le tracce di fusione ma i giacimenti minerari intorno alla rocca non sono stati sfruttati solo nel periodo etrusco e medievale: sono ben visibili e percorribili le gallerie create con il perdurare dell’attività estrattiva che si è protratta fino agli anni ’70 del ‘900.

Attraverso la galleria della miniera del Temperino e grazie a un trenino che affascina grandi e bambini possiamo arrivare ai piedi della Rocca di San Silvestro.

Attraverso il singolare percorso viene racconta la storia dei minatori, le condizioni di vita di questa classe lavorativa e mostrati gli strumenti da loro utilizzati.

Usciti dalla galleria è lo scorcio del mare nel mezzo delle colline verdi che colpisce l’occhio prima di arrivare ai piedi della rocca.

[cml_media_alt id='4063']justbeautiful_rocca_san_silvestro_4[/cml_media_alt]

Geologia e Archeologia sperimentale

Il parco archeominerario di San Silvestro rappresenta un luogo di grande fascino per le scuole sia per gli aspetti geologici che si possono approfondire anche grazie alle sale del museo, sia per il progetto Medioevo in corso che vuole attraverso i metodi di archeologia sperimentale proporre attività educative utilizzando tecniche antiche.

Attualmente è in costruzione una casa sul modello di quelle rinvenute all’interno della Rocca di San Silvestro realizzata con le stesse tecniche murarie medievali che costituirà una delle sedi di sviluppo delle attività di archeologia sperimentale.

Sempre qui nel parco, se si è fortunati, si può vedere uno degli ultimi tre fabbri in Toscana che lavora ancora con tecniche manuali.

Elisa Frego

redazione rossorubino

View posts by redazione rossorubino
La redazione di rossorubino.tv aggiorna quotidianamente il webmagazine con notizie dalla Toscana
Scroll to top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: