A 92 anni, nella sua abitazione di Montefalco (Pg), è morto Arnaldo Caprai, imprenditore che ha segnato in modo decisivo la storia recente del Sagrantino. Proveniente dal settore tessile, dove aveva costruito una realtà industriale di riferimento, negli anni ’70 individuò nel vitigno autoctono un potenziale ancora inespresso. In un periodo in cui il Sagrantino era poco conosciuto e utilizzato soprattutto come passito, Caprai investì nell’acquisto dei primi 45 ettari nell’area di Montefalco (Pg), avviando un percorso che avrebbe contribuito alla trasformazione del territorio.
Il salto di qualità arrivò tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, quando Caprai, insieme al figlio Marco, puntò su ricerca, collaborazioni con università e un approccio produttivo orientato alla qualità. La scelta di rivolgersi con decisione al mercato statunitense consolidò la crescita del Sagrantino, contribuendo a far conoscere Montefalco (Pg) a livello internazionale.
Nel corso della sua carriera, Arnaldo Caprai ha rappresentato una figura di riferimento per l’imprenditoria umbra, unendo esperienza manifatturiera e visione agricola. Il suo contributo ha lasciato un segno profondo nella viticoltura locale, rafforzando l’identità del territorio e aprendo nuove prospettive di sviluppo.





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