Amaracmand deriva da “Abbi cura di te”, lo diceva sempre la nonna a Marco Vianello, contitolare dell’azienda con la moglie Tiziana Matteucci, rilevata nel 2012 a Sorrivoli, una frazione del comune di Roncofreddo in provincia di Forlì-Cesena, sulle colline cesenati. In questo incantevole lembo di Romagna, la famiglia Vianello coltiva la vite in un anfiteatro in regime biologico e vanta oltre 10 ettari vitati su terreni ricchi di arenaria, tufo, sabbia e argilla.

Le varietà a bacca bianca maggiormente allevate sono autoctone come Trebbiano, Bombino bianco, Grechetto e Albana; a bacca nera Sangiovese e quelle internazionali Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Syrah. I vini vengono prodotti con la menzione Igt Rubicone, un fiume noto per la famosa frase “Passare il Rubicone”, resa celebre quando lo attraversò Giulio Cesare segnando l’inizio della guerra civile romana. Nessun magistrato a capo di un esercito poteva varcarlo senza l’autorizzazione del Senato: un’espressione usata ancora oggi per indicare una decisione importante e irrevocabile.

La cantina, completamente ipogea, vanta moderne attrezzature tecnologiche e un purificatore d’aria che scongiura il formarsi di muffe e batteri contaminanti, evitando l’uso di prodotti nocivi per la sterilizzazione. Sia nei vigneti sia in cantina i lavori vengono svolti con attenzione meticolosa e rivolti alla sostenibilità ambientale, con personale specializzato.

Abbiamo posto le seguenti domande a Damiano.

Come nasce la storia della vostra cantina e in che modo si è evoluta di fronte ai cambiamenti globali degli ultimi anni?

La nostra cantina nasce nel 2013 a Sorrivoli di Roncofreddo dalla volontà dei coniugi Marco Vianello e Tiziana Matteucci, coi propri familiari e collaboratori, di riportare in vita una realtà vinicola destinata a scomparire, complici le sfide climatiche e un mercato sempre più competitivo nel quale una piccola azienda biologica della Romagna più nascosta non riusciva ancora a farsi spazio. Puntare sull’agricoltura biologica era allora l’unico modo per emergere in una realtà dominata da produzioni di massa.

Da una piccolissima cantina rimessa in funzione con impegno e dedizione, inizia la progettazione di una nuova cantina a basso impatto ambientale, nella quale produrre vini bio senza solfiti aggiunti e che potesse essere anche attrattiva enoturistica oltre al vicino turismo balneare. Per questo progetto verrà individuato e rilevato nel 2018 un antico nucleo produttivo del borgo di Sorrivoli, attivo già nel XIX secolo, dal grande valore produttivo e paesaggistico.

Nel 2021 viene inaugurata la nuova cantina, incastonata nei terrazzamenti della vecchia fattoria Sorrivoli, e con essa viene incrementato il vigneto che la circonda, rendendola sempre più mimetizzata nel paesaggio romagnolo tra Adriatico e Appennino. Procede tuttora il progetto di valorizzazione enoturistica, che purtroppo non sembra essere adeguatamente recepito dalle amministrazioni locali.

Quali varietà coltivate oggi e come le vostre scelte dialogano con il cambiamento climatico e con le richieste dei mercati internazionali?

Quando siamo approdati nel 2013, in un territorio di grande tradizione vinicola ma già segnato da danni idrogeologici e climatici, abbiamo da subito salvaguardato e studiato le varietà più tipiche: sangiovese romagnolo di Sorrivoli, albana, grechetto gentile, bombino bianco, trebbiano della fiamma. Qui abbiamo individuato una maggiore capacità di adattamento alle annate difficili.

Mentre la tendenza locale era quella di espiantare le varietà autoctone, noi abbiamo restaurato i vecchi vigneti, costruendo una base identitaria aziendale che si riflette sulla qualità dei vini.

A questo lavoro abbiamo affiancato una ricerca su portainnesto e vitigni resistenti alla siccità, dovuta all’assenza di irrigazione. Oltre ad aver incrementato bombino bianco e grechetto gentile e realizzato un vigneto di selezione massale di sangiovese, abbiamo introdotto varietà internazionali dove i terreni stratificati di argille blu, calcare e tufo limitavano la produzione delle varietà locali.

Si aggiungono dunque Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Syrah, Alicante, Merlot, Incrocio Manzoni e Riesling.

La regimentazione delle acque, il consolidamento dei pendii, l’aumento della fertilità dei terreni biologici e pratiche agronomiche poco impattanti sono oggi parte integrante del nostro protocollo produttivo. Questa attenzione verso ambiente e unicità è divenuta la nostra principale attrattiva per il mercato internazionale.

Vi è mai capitato che un esperimento o una microvinificazione nata per caso sia poi diventata un vino simbolo della cantina?

Il Madame Titì, oggi “Bianco Rubicone IGT brut nature spumante”, nasce dalla tendenza alla rifermentazione spontanea di alcuni vitigni bianchi come bombino bianco (pagadebit) e albana. Di fronte a vini fermi che tendevano a diventare “mossi”, abbiamo trasformato una criticità in uno studio sui lieviti indigeni, sviluppando un metodo di spumantizzazione personale (charmat con crismi del metodo classico). Un vino iconico, nato quasi per caso, in una realtà dove il sangiovese era sovrano.

Quali opportunità e criticità vedete oggi nel mercato internazionale?

La maggior criticità è la crescente instabilità dei flussi export, dovuta non solo ai dazi, ma anche all’aumento dei costi logistici in un contesto geopolitico instabile. A questo si aggiunge un forte cambiamento di gusti e abitudini, con nuove generazioni attratte dal lato emozionale del vino e molto attente alla sostenibilità.

Le opportunità saranno di chi saprà trasmettere i valori della propria realtà produttiva, con una comunicazione efficace, attuale e una coerenza reale verso ambiente e consumatori.

Adriano Guerri
Lavorando in importanti hotels europei, per approfondire la conoscenza del mondo enoico frequento un corso vini a Londra.Mi appassiono al nettare di Bacco, al ritorno in Italia divento Sommelier Professionista. Un punto di partenza, inizio a partecipare a kermesse enoiche, degustazioni guidate, visite in azienda e areali sia in Italia sia all'estero. Da qualche anno scrivo articoli sul mio blog ed alcune riviste di settore nazionali.