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Ricomincia il campionato. In sordina. Perché è da poco terminato il precedente; perché non c’è stato un ritiro montano come ogni estate a scandire la netta separazione tra un torneo e l’altro; perché è stato, ed è al momento e non potrebbe essere altrimenti, un mercato calciatori a scartamento ridotto; perché, soprattutto, si ricomincia come si era finito ovvero senza pubblico negli stadi.

Malinconicamente il pallone sembra rotolare su se stesso, narcisista a tal punto da poter fare a meno dei tifosi sugli spalti. Un obbligo o una necessità, in questi pestilenziali tempi da Covid, ma cos’è il calcio senza l’urlo di gioia o di disperazione dell’uomo comune, forse ormai più simile a un giochino della playstation o altro.

Nel silenzio interrotto dai richiami di chi sarà in campo, dunque, Fiorentina e Torino si affronteranno il 19 settembre al “Franchi”, arbitro Abisso di Palermo (al Var Giacomelli). Ci sarà l’esordio di Bonaventura (squalificato Amrabat) e Kouame dovrà confermare quanto di buono mostrato nelle amichevoli; Castrovilli indosserà la 10 alla ricerca della propria consacrazione e Monsieur Ribery giocherà come sempre con quel piacere ludico di giocare che delizia tutti, chissà, perfino gli avversari. Milenkovic e Chiesa con la maglia viola anche se le sirene di mercato li porterebbero altrove. Deciderà il Patron Rocco Commisso, da poco rientrato a Firenze dall’America.