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Sono oltre quaranta i lavori di Luca Macchi presenti nella mostra Nel tempo del sogno, articolata in due sezioni presso l’Accademia delle Arti del disegno di Firenze, in via Ricasoli. Nella sala principale dello spazio espositivo sono ospitati quaranta dipinti eseguiti con tecniche varie, nella sala minore sono invece esposte opere di grafica, tra cui le acqueforti ispirate al Libro dell’Apocalisse e raccolte in un album con la prefazione e una poesia dell’amico Mario Luzi, un commento critico di Nicola Micieli e un commento biblico di P. Bernardino Farnetani O.F.M.

Artista nato a San Miniato (PI) nel ’61, Luca Macchi si è diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, è divenuto socio dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze e dell’Accademia degli Euteleti di San Miniato e attuale Presidente della Commissione Beni Culturali della Diocesi di San Miniato. Discepolo di Dilvo Lotti, in questa personale Macchi espone i lavori degli ultimi venti anni, mostrando come tecnica, raffinatezza formale e sensibilità possano concorrere a comporre una interpretazione originale e profonda in cui la letteratura, il mito, il tema religioso si intrecciano indissolubilmente.

Così opera dopo opera si ripercorrono le tappe pittoriche e di pensiero che il Macchi ha attraversato negli anni, raggiungendo un’evoluzione recente che l’artista ha così descritto: “Le opere del 2017 sono scaturite da un piccolo quadro che si intitola La nuova partenza. La nuova partenza per me è stata anche lo scrivere un testo che si chiama La zattera dell’arte e della poesia” dove in una specie di visione onirica, in un sogno, delle persone vengono invitate a costruire una zattera, ma che può essere anche un vascello, un’arca e poi invitate a salire, ognuna portando con sé le cose e i ricordi più belli da un punto di vista della vista, dell’udito, del gusto, ecc., e così iniziando un viaggio che mi ha portato ad “approdare” nel 2017 alla realizzazione di grandi opere, anticipate da bozzetti e modellini rappresentanti i personaggi che, arrivati in una condizione nuova, è come se incarnassero il cielo, la terra e il mare”.

Luca Macchi, Nel tempo del sogno – Il Cielo – La Terra – Il Mare, 2017.

Il paesaggio toscano con le sue colline è poi un fil rouge che collega il non luogo onirico dell’opera dell’artista sanminiatese con l’appartenenza concreta al territorio: un paesaggio sognato eppure autentico, dove i cipressi vengono visti “come simbolo, come segno, come forte presenza che ho sempre avvertito essendo toscano.”, continua Macchi, “Essi sono ricorrenti molto spesso nel mio lavoro, fino alla serie di opere del 2020 a cui ho dato il titolo di Stelle sepolte, stelle sepolte vegliate da schiere di cipressi. Una lettura che ha dato Cristina Acidini è appunto quella dell’unione presente nel mio lavoro tra la classicità di molti tesori archeologici con il paesaggio toscano”.

Luca Macchi, Stelle sepolte, 2020.

Infine Orfeo è protagonista di molte opere e grafiche dell’opera del Macchi: gli occhi bendati da un tralcio di foglie, è sia poetica trasfigurazione dell’arte, (come in Visione, grafite, acrilico, foglia d´oro su tavola sagomata, 2016), sia metafora cristologica.

La mostra, curata da Nicola Micieli e inaugurata con gli interventi della professoressa Cristina Acidini, presidente dell’Accademia delle Arti del Disegno, di Antonio Guicciardini Salini, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di San Miniato e di Andrea Granchi, presidente della Classe di Pittura dell’Accademia delle Arti del Disegno, è visitabile fino al 29 settembre.