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Li ha definiti due fiorentini artigiani della musica, Pizzetti e Dallapiccola hanno aperto il concerto di Oleg Caetani tornato a dirigere l’orchestra del Teatro del Maggio di Firenze.

“Qui a Firenze ho fatto il mio debutto con il Maggio negli anni Ottanta” – racconta il maestro Oleg Caetani – “poi sono tornato ed ho fatto Šostakovič, ed ogni volta è come tornare in famiglia”.

Tanti i fiorentini intervenuti nonostante il programma “poco popolare” tutto Novecento e inserito nel ciclo integrale delle sinfonie di  Dmitrij Šostakovič.

A Firenze c’è sempre tanta curiosità” – prosegue il maestro – “dovuta sicuramente alla tradizione del Maggio, nato come festival di musica moderna, ha sempre rischiato ed oggi grazie anche al nuovo sovrintendente molto coraggioso, rischiano di più. E’ bello che Firenze abbia risposto in modo così entusiasta a questa proposta.”

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Lunghi applausi accolgono il finale della quindicesima sinfonia, un trionfo per tutta l’Orchestra del Maggio e per il maestro  che ricorda quanto la seduzione dell’opera  lo abbia fatto diventare uno dei numeri uno al mondo.

“L’opera mi ha aiutato a vedere le grandi linee, a capire che a lavorare nel dettaglio è bello ma non basta. Per questo ancora oggi mi piace alternare il repertorio sinfonico con quello operistico.”

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