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Nero di China” è la personale che la galleria Il Ponte di Firenze dedica a Giulia Napoleone: quindici chine inedite in bianco e nero su carta e tavola.

“Questa è la terza mostra che noi dedichiamo al lavoro di Giulia Napoleone dopo la prima mostra del 1996, tutta dedicata agli acquerelli, e una successiva, nel 2002, sugli oli – racconta Andrea Alibrandi, direttore della galleria –  Questa è interamente dedicata alle sue opere in bianco e nero; tanto è vero che la mostra si chiama appunto “Nero di China”.

“Questa è la mia tecnica preferita che io non ho mai abbandonato, in questi fogli seguiti con inchiostro di china nero, è come se io potessi combinare tutte le istanze delle altre tecniche: dall’incisione, all’acquerello, ai lavori a d’olio. – spiega Giulia Napoleone – E’ qui che posso tenere insieme profondità, contrasto e soprattutto definizione della forma. La profondità la ottengo con le trame sovrapposte, costituite a volte da un segno minuscolo, quasi puntiforme. Il contrasto si accentua con l’utilizzo di zone bianche e dalla moltitudine di punti luce che si dispongono con libertà e consentono alle immagini di raggiungere forme più precise e determinate. E’ proprio nella definizione della forma, soprattutto la possibilità di trasformarla continuamente, che io avverto più rispondente al mio momento attuale.”

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La mostra, a cura di Bruno Corà, è l’espressione più bella della paziente precisione di quest’artista che raccoglie in ogni sua opera il giusto equilibrio tra luce ed ombra.

“Dimensioni che a volte ci sfuggono come lo spazio, il cosmo. – precisa Bruno Corà in merito ai lavori dell’artista – Il cosmo è buio, l’universo è infinito, la luce degli astri, delle galassie che si perde. Sono tutte entità che suggeriscono all’artista una sintesi che avviene attraverso il foglio, la tela, oppure la tavola preparata. Le morfologie possono essere moltissime e molto diverse l’una dall’altra, spesso riguardano le sfere, la circolarità, la geometria piana, come il triangolo o la curva. Diversi aspetti sono stati mutuati nel tempo dalla filosofia stessa, dal neoplatonismo, dai solidi perfetti, dalla divina proporzione di Luca Pacioli ma anche dalla fisica geometrica contemporanea”.

In mostra anche il libro d’artista “Yves Peyré, Les Rehauts du Songe“, da cui sono tratti i titoli delle opere esposte.

La mostra sarà visibile presso la galleria I Ponte fino al 17 luglio 2020

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