Sandro Sabia, affermato pediatra fiorentino, mi invita a scoprire e conoscere una delle sue più grandi passioni, quella per il collezionismo. Nella sua abitazione infatti scopro oltre 200 personaggi e circa 100 animali, molti dei quali veri e propri pezzi unici, una tradizione di famiglia che ancora oggi Sandro protegge e mantiene viva.

“Questo Presepe lo faceva sempre mia madre da bambina nella casa di campagna – racconta Sandro – per cui tanti di quei personaggi sono di quell’epoca, quindi dei primi del Novecento. Pezzi tramandati di padre in figlio”.

Uno dei pezzi più antichi ed originali del Presepe di Sandro è sicuramente un cammello che risale alla fine dell’Ottocento.

“Non si sa bene di cosa sia fatto, se di legno e che tipo di lanuggine sia stata utilizzata. E’ tutto fatto a mano. Oltre a questo, un altro pezzo particolare è la statuina dell’invalido che viene portato in spalla e quella della nonna che porta fuori un bambino. Su quest’ultima è riportato ancora il prezzo in lire e il timbro della fabbrica”.

Una passione, quella per il collezionismo, che in Sandro nasce sin dalla giovane età.

“La prima collezione è un quadretto di conchiglie che ho fatto a sei anni. Da allora ho cominciato a collezionare tante cose e via via mi sono specializzato nelle acquasantiere, nel Presepe e in tante altre cose che conservo nella casa di campagna”.

Ancora oggi è difficile definire l’esatta origine del Presepe,  quello che è certo è che per molte persone questo antico modo di illustrare la natività, rappresenta il simbolo dell’umiltà di Dio.

“Credo che oggi i giovani non abbiano più questo culto delle cose, credo che ci siano poche persone che facciano il Presepe o che lo facciano di certe dimensioni, che possa voler dire qualcosa di più, oltre al concetto religioso”, conclude Sandro.

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