La storia del 900 con i suoi abissi ed orrori, è il tema delle 3 mostre di respiro internazionale che inaugurano il nuovo anno al Museo del Novecento di Firenze, le nuove generazioni dialogano con uno dei più importanti artisti del panorama contemporaneo italiano: Fabio Mauri.

“In questa occasione la storia del Novecento, anche con i suoi abissi ed orrori, è al centro del programma espositivo – sottolinea il direttore artistico del Museo Novecento Sergio Risaliti -. Le opere di Fabio Mauri sono una delle più alte testimonianze artistiche del nostro tempo, avendo assunto il compito di testimoniare quanto dolore generano il potere e le ideologie al servizio del male: un testimone che non esaurisce il suo compito perché tutta la sua arte è rivolta a un presente di conflitti e di riscatto che non ha mai tregua.

La stessa tensione etica e la stessa urgenza politica dominano il linguaggio artistico di Elena Mazzi, capace di riposizionare al centro dei processi globali, economici ed ecologici in particolare, il linguaggio artistico. Nella sua personale i visitatori saranno accolti da opere formalmente ineccepibili e belle che trasmettono in ogni caso contenuti di cogente attualità: la vita delle api, i processi di delocalizzazione, le nuove vie di comunicazione e  commercio che stravolgono l’equilibrio naturale.

La mostra di Emanuele Becheri ci dà modo di conoscere il lavoro incessante e instancabile di un’artista che sperimenta la tradizione e il moderno con la pratica del disegno e della scultura e lo fa sondando le possibilità espressive dei due linguaggi, laddove la storia della scultura e del disegno sembrava terminata. Non meraviglia dunque la stupefacente installazione di cento sculture in cui possiamo riconoscere una sorta di commedia umana sviluppata in un’infinità di embrioni figurativi.

Non ultimo merita esaltare il lavoro dei giovanissimi Simona Andrioletti e Riccardo Rudi che, partendo da un verso di quel gigante della poesia che è Giuseppe Ungaretti, ci dà una chiave artistica per comprendere che tutti siamo sulla stessa barca alla ricerca di ‘un paese innocente’”.

  • Installazioni in occasione del Giorno della Memoria

Dal 27 gennaio al 23 febbraio il Museo di Palazzo Vecchio ospiterà nella Sala dei Gigli l’installazione di Fabio Mauri Il Muro Occidentale o del Pianto che fu presentata per la prima volta dall’artista nel 1993 alla XLV Biennale di Venezia. Un muro di quattro metri, formato da un cumulo di valigie e bauli accatastati, di differenti dimensioni e materiali (legno, cuoio, tela) che invita a una profonda riflessione sui temi dell’esilio, dell’esodo forzato e delle migrazioni, nella loro varietà e complessità.


Dal 23 al 27 gennaio l’installazione Chinese Whispers di Simona Andrioletti (Bergamo, 1990) e Riccardo Rudi (Ponte dell’Olio, 1989), farà risuonare all’interno dell’architettura rinascimentale del loggiato del Museo Novecento il “telefono senza fili” (in lingua inglese “Chinese Whispers”) di nove persone di nazionalità diversa che hanno lasciato il proprio Paese d’origine e recitano nella propria lingua madre i versi della poesia Girovago di Giuseppe Ungaretti.

“Il Museo Novecento si conferma polo centrale dell’arte contemporanea – ha affermato l’assessore alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchigrazie a un calendario costante di nuove mostre temporanee e a nuove e potenti installazioni tematiche è riuscito a costruirsi un ruolo di primo piano nel panorama museale cittadino, ruolo confortato anche da numeri sempre crescenti”.

 

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