È il regno del Sangiovese, presente dal 1975 e progressivamente ampliato. Accanto a lui trovano spazio Cabernet Sauvignon e un piccolo appezzamento di Canaiolo. La produzione ruota attorno al Chianti Classico, a due Gran Selezione (Panzano e Montefioralle in provincia di Firenze) e alle due etichette storiche: L’Anfiteatro e Bruno di Rocca.

Le esperienze di visita sono raccontate con entusiasmo dall’enologa Serena Gusmeri, in azienda dal 2015, affiancata da Stefano Toccafondi, responsabile commerciale e figura chiave nella gestione delle attività.

Dal 2018 l’azienda Dstudia la concentrazione dei microelementi analizzando foglie, acini, radici, grappoli, fiori e insetti, per monitorare la salute dei suoli. Tra le curiosità: la presenza di un’orchidea selvatica nei vigneti e 224 specie di ragni, indicatori di un ecosistema ricco e stabile.

Le ricerche scientifiche hanno ricostruito l’evoluzione geologica di Montefili, individuando tre suoli distinti:

  • Pietraforte — calcare e sabbia, dona struttura e solidità.
  • Alberese — argilla e calcare, ricco di minerali.
  • Argilliti Scistose / Galestro — suolo povero e drenante, che spinge le radici in profondità, generando vini eleganti e acidi, dai tannini fini.

La degustazione: sei annate di Anfiteatro

Anfiteatro 2015

Annata equilibrata e complessa. Ciliegia matura, susina, tabacco, spezie e balsamico. Grande struttura e freschezza. Circa 3.200 bottiglie.

Anfiteatro 2016

Più elegante e floreale. Frutta rossa, spezie dolci, tannini setosi e finale balsamico.

Anfiteatro 2017

Annata difficile. Vino più riservato, fresco, con tannino presente e finale di liquirizia. Identitario, ancora in evoluzione.

Anfiteatro 2018

Vendemmia tardiva, oltre 15% vol. Frutti rossi maturi, fiori appassiti, pepe nero. Finale asciutto, balsamico e mentolato. Molto premiato.

Anfiteatro 2019

Annata fresca e regolare. Ciliegia essiccata, arancia rossa, spezie e mineralità. Beva scorrevole, struttura più snella. 3.690 bottiglie.

Anfiteatro 2020

Annata calda. Ciliegia, mirtillo, note minerali e cioccolato. Giovane, tannino da affinare. 2.900 bottiglie.

Fermentazioni spontanee in acciaio, malolattica in acciaio e affinamento in legno (botti da 10 hl e tonneaux da 500 l). L’altitudine e i suoli determinano acidità marcata, tannino incisivo e alcol importante: elementi che richiedono tempo per armonizzarsi, ma che regalano vini di grande personalità, profondità ed eleganza.

“Una fattoria dove nulla è lasciato al caso, ma tutto parla del territorio.”

Roberto Montelatici
Sommelier da oltre 10 anni e da sempre appassionato di vino, amo viaggiare per scoprire l'enogastronomia in tutte le sue sfumature. Dalle piccole fattorie ai grandi produttori, esploro, assaggio e racconto le loro storie attraverso le mie parole.