La purezza del Tibet nei quadri di Han Yuchen [VIDEO]

L'artista cinese ha scelto come tema delle sue opere il 'tetto del mondo' rappresentato come un regno di candore spirituale

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Grandi tele incentrate su un unico soggetto, il Tibet, rappresentato con grande maestria dall’artista cinese Han Yuchen come regno incontaminato di una purezza fisica e spirituale.

Poeta, oltre che pittore, Yuchen – nato nella provincia di Jilin nel 1954 – ha scelto infatti di raccontare nei suoi quadri il ‘Tetto del mondo’, una terra misteriosa e affascinante, da lui conosciuta profondamente grazie ai numerosi viaggi intrapresi dal 1966, e individuata come ‘non-luogo’ spirituale, simbolo di un mondo genuino e candido nel quale cercare se stessi, in un percorso contemplativo lontano dal frastuono della modernità.

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“I suoi soggetti preferiti vengono dalla regione del Tibet, dai grandi altopiani erbosi e dalle grandi montagne innevate – spiega la storica dell’arte Cristina Acidini, curatrice dell’esposizione a Palazzo Medici Riccardi – e nei suoi tanti viaggi ha molto studiato anche la vita della popolazione locale, quindi la pastorizia, i pellegrinaggi, la vita monastica e soprattutto la presenza di un misticismo diffuso che rende anche molti momenti della vita comune ricchi e densi dal punto di vista spirituale. Tutto questo lo ha trasferito in queste grandi tele che ci portano in un viaggio immaginario attraverso le quattro regioni del Tibet e le tante stagioni della sua meravigliosa natura”.

Per i suoi quadri Yuchen utilizza la tecnica della pittura a olio, sicuramente la più rappresentativa dell’arte occidentale. Una tecnica che il maestro ha adottato volutamente rispetto a quella tradizionale a inchiostro cinese per rendere le figure più plastiche, realistiche e consentire allo spettatore una maggiore identificazione con l’atmosfera pura e cristallina da lui rappresentata.

“Quando dipingevo in Tibet mi chiedevo sempre perché l’essere umano deve vivere, perché tante persone non sono felici e quale è il destino della vita. – ci tiene a raccontare Han Yuchen – Se tu vai in Tibet e trovi questa purezza di paesaggi, questa purezza di caratteri, della gente, magari puoi capire quello che vuoi e il motivo della tua esistenza”.

“La Cina è un paese che ha una cultura e delle radici molto profonde e credo che questa similitudine, pur nelle differenze culturali che ci contraddistinguono – osserva Tommaso Sacchi, Assessore alla Cultura del Comune di Firenze – sia il motivo principale per cui artisti come il maestro Yuchen abbiano voluto portare le prime esperienze e mostre monografiche retrospettive importanti proprio qui, nella storia di Firenze”.

La Cina in Toscana dunque, in una logica di scambio tra due mondi lontani geograficamente ma vicini nello spirito.

La mostra, Han Yuchen. Il regno della purezza, visitabile a Palazzo Medici Riccardi fino al 28 luglio 2019, è a cura di Cristina Acidini, ideata da Xiuzhong Zhang, promossa e realizzata dalla Zhong Art International, con la collaborazione dell’Accademia delle Arti del Disegno e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze e con i patrocini della Regione Toscana, del Comune di Firenze, della Città Metropolitana e del Consolato Generale della Repubblica Popolare Cinese in Firenze.

 

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Alissa Zavanella

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Redattrice, laureata in lettere moderne e appassionata di buoni libri, teatro e mostre d’arte. Mi piace scrivere da sempre.
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