Ci sono degustazioni che si ricordano per un vino. Altre per un produttore. Altre ancora per una sorpresa. Poi ci sono degustazioni come Morellino del Cuore 2026, nelle quali il ricordo più vivido non appartiene a una singola etichetta, ma a un profumo. Quello della macchia mediterranea.
Mirto, ginepro, erbe aromatiche, china, rabarbaro: è questa la firma olfattiva che attraversa quasi tutti i calici presentati all’Enoteca Pinchiorri di Firenze, quarta edizione del progetto promosso dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano DOCG con i giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli. Un progetto che affida ogni anno a una commissione diversa la selezione dei dieci “Morellino del Cuore”. Per il 2026 sono stati sei sommelier di ristoranti stellati italiani a degustare alla cieca e individuare le etichette simbolo della denominazione.
Ma la vera ricchezza della giornata non è stata la selezione dei vincitori: è stata la possibilità di osservare da vicino dove sta andando il Morellino di Scansano.
Il debutto del Superiore
L’edizione 2026 segna un passaggio storico: entra in scena il Morellino di Scansano Superiore, reso possibile dal recente aggiornamento del disciplinare. Un’evoluzione che offre ai produttori un nuovo strumento per valorizzare le interpretazioni più strutturate e ambiziose della denominazione.
Più forte dello stile, parla il territorio
Assaggiando consecutivamente i dieci vini selezionati emerge un tratto comune che supera le differenze di stile: la macchia mediterranea. La ciliegia cambia intensità, le estrazioni variano, gli affinamenti si diversificano. Eppure mirto, ginepro, china, rabarbaro e freschezza balsamica raccontano sempre il legame profondo tra queste vigne e la Maremma.
Due anime che convivono
Da una parte c’è il Morellino della piacevolezza immediata: Germile 2024 (Tenuta Pietramora) e 8380 2024 giocano su succosità, freschezza e croccantezza.
Dall’altra c’è l’anima della profondità: Doga delle Clavule 2024 apre a note più austere; i tre Superiore – Roccapesta 2023, I Massi 2023 (Conte Guicciardini), MDS 2023 (Morisfarms) – mostrano forza, balsamicità, richiami di macchia mediterranea e sapidità marina.
Le Riserve amplificano il racconto: Madrechiesa 2022 (Terenzi) esprime con decisione il carattere mediterraneo; Poggio al Leone 2022 (Val delle Rose) offre uno degli assaggi più completi; Roggiano Riserva 2022 risulta invece condizionato da deviazioni aromatiche.

Il tempo come alleato
La sorpresa arriva dalla categoria Vecchia Annata: Heba 2009 (La Fattoria di Magliano). Non è una Riserva, non ha cercato il legno: ha costruito la propria evoluzione sull’acciaio e sulla qualità della materia prima. Dopo diciassette anni è ancora vivo, fresco, integro. Una prova della longevità del Morellino, che non dipende da estrazioni esasperate ma dalla forza del territorio.
Un finale all’altezza della giornata
A fare da cornice, l’Enoteca Pinchiorri, simbolo dell’eccellenza gastronomica italiana. Il pranzo ha confermato la straordinaria vocazione gastronomica della denominazione.
Il senso più profondo di Morellino del Cuore 2026 è tutto qui: non celebrare dieci vini, ma raccontare una denominazione sempre più consapevole della propria identità. Perché il ricordo che accompagna il ritorno a casa non è una singola etichetta. È il profumo della macchia mediterranea.






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