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Juventus – Fiorentina in tono minore giunge nel calendario calcistico con un malcelato senso di fastidio da parte del tifoso viola. Dovere recitare il ruolo di vittima sacrificale all’ennesimo scudetto bianconero mentre si è presi dalla crescente contestazione nei confronti della proprietà e della dirigenza e con la consapevolezza che la partita della stagione, per una volta, non è questa ma quella del 25 aprile a Bergamo nel ritorno della semifinale di Coppa Italia, è una sensazione di noia mista ad astio e attesa.

Ecco così che meriterebbe rivedere il film passato di questa eterna sfida pallonara a cominciare dal 4 a 2 di soltanto cinque anni e mezzo fa quando in panchina sedeva proprio lui, Vincenzo Montella, di ritorno dopo le dimissioni di Stefano Pioli. Allora si scrisse la favola di “Pepito” Rossi il quale con un tris fantastico e con la postilla finale del torero Joaquin nel giro di quindici minuti ribaltarono lo 0 a 2 iniziale al “Franchi”.

Altri tempi, così vicini cronologicamente ma così lontani. Indietro nel tempo, il 13 dicembre 1998 Batigol festeggia schitarrando istintivamente, quando  credevamo possibile il terzo scudetto. Il 6 marzo 1991 Roberto Baggio, nei panni dell’ex, raccoglie una sciarpa viola gettata da un tifoso, dopo essersi rifiutato di calciare un rigore che poi sarebbe stato parato.

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Il 15 gennaio 1989 a un minuto dalla fine il compianto Stefano Borgonovo segna il gol del 2 a 1. Il 27 novembre 1983 il capitano Giancarlo Antognoni si tuffa di testa per una rete indimenticabile in un 3 a 3 spettacolare. L’11 maggio 1969 Chiarugi e Maraschi realizzano proprio a Torino i gol che valgono il secondo scudetto. E oggi? La Fiorentina sfiora l’imponderabile per 37 minuti trovandosi in vantaggio allo Juventus Stadium poi il palo e la traversa negano l’esultanza a Chiesa mentre i campioni d’Italia in carica con due reti si confermano tali, per l’ottava volta consecutiva, nell’intima indifferenza forse dei suoi stessi tifosi ancora delusi dall’eliminazione in Champions. Ai viola non rimane che sfilare via in silenzio. Giovedì si rigioca.

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