Italian Style made in Tuscany

La Toscana gli ha dato i natali (Vicchio di Mugello 1267 – Firenze 133), ma Giotto – il pittore che ha apportato una vera e proprio rivoluzione nella pittura dell’epoca – si può veramente considerare un’artista universale e il padre dell’arte italiana, che ha reso moderna, abbandonando lo stile bizantino e riscoprendo i modelli dell’antichità classica e romana.

Ha innovato la pittura, imprimendo il proprio personalissimo stile su ogni pala d’altare, tavola e affresco. Chiamato da cardinali, ordini religiosi e banchieri ad esprimere il proprio originale punto di vista artistico, in diverse città della penisola, Giotto ha fatto con la pittura quello che un altro toscano doc, Dante Alighieri, ha fatto con la lingua italiana, creando uno stile imposto come una moda, riprodotto fedelmente dai suoi molti discepoli, seppure, solo lui è riuscito a raggiungere vertici inarrivabili. Ha avuto la capacità di influenzare le scuole e gli artisti locali, cambiando i connotati del linguaggio figurativo italiano.

Per comprendere meglio questo affascinante percorso artistico, suggeriamo di visitare la mostra “Giotto. L’Italia”, inaugurata nei giorni scorsi al Palazzo Reale di Milano, in occasione di Expo 2015.

Dopo la grande rassegna dedicata al genio di Leonardo Da Vinci, questa nuova esposizione – cui hanno collaborato Soprintendenze, Musei italiani ed esteri e istituzioni religiose che conservano opere di Giotto – si fregia di 13 capolavori assoluti, mai riuniti tutti insieme, visibili fino al 16 gennaio 2016 nel capoluogo lombardo.

Le opere esposte – prevalentemente su tavola – mettono in luce il percorso compiuto dall’artista attraverso l’Italia del suo tempo, in quarant’anni di straordinaria attività.

Nelle prime sale della mostra sono esposte le opere giovanili, quelle realizzate tra Firenze e Assisi. Poi sono documentate la fase padovana e quella romana, che ha il suo culmine nel Polittico Stefaneschi, il capolavoro dipinto per l’altare maggiore della Basilica di San Pietro.

Il percorso espositivo si chiude con i dipinti della fase finale della carriera del maestro: il Polittico di Bologna e il Polittico Baroncelli della cappella di Santa Croce a Firenze, che, per l’occasione, è stato ricongiunto con la sua cuspide, custodita nel museo di San Diego in California.

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Grazie all’uso della tecnologia, la mostra è completata dall’emozionante esperienza della visione ravvicinata dei dipinti murali che Giotto realizzò nella Cappella Peruzzi di Santa Croce, rovinati da pitture successive e cattivi restauri.

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L’esposizione testimonia anche il passaggio di Giotto, chiamato dai Visconti, a Milano e in diversi luoghi della Lombardia. Il progetto di allestimento della mostra riguarda proprio le sale di quel Palazzo Reale in cui Giotto eseguì la sua ultima opera, purtroppo perduta: gli affreschi nel Palazzo di Azzone Visconti.

Giotto L’Italia

Palazzo Reale 

Piano Primo Piazza Duomo, 12 – Milano

Orario: Lunedì: 14.30-19.30; martedì, mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30; giovedì e sabato: 9.30-22.30

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