Iris, il fiore dai mille volti protagonista anche in cucina

Dei suoi mille volti si è parlato a San Polo, frazione del comune di Greve in Chianti che può vantare una tradizione radicata nella coltivazione di questa pianta e che ogni anno ospita un convegno.

Fin dai tempi degli egiziani se ne apprezzavano le qualità nell’ambito della profumeria, della cosmesi e della medicina: in oltre tre millenni di storia, l’iris è arrivato fino ai giorni nostri mostrandoci la sua straordinaria versatilità.

Dei suoi mille volti si è parlato a San Polo, frazione del comune di Greve in Chianti che può vantare una tradizione radicata nella coltivazione di questa pianta e che ogni anno ospita un convegno promosso dal Frantoio Pruneti nell’ambito della “Festa del giaggiolo”.

Protagonisti di questa edizione, che ha avuto come tema l’utilizzo dell’iris per creare prodotti alimentari, sono stati due giovani imprenditori fiorentini che hanno saputo unire tradizione e innovazione.

“Iris Cake” della Pasticceria Gualtieri di Firenze

La prima esperienza è quella di Ginevra Gualtieri, alla guida dell’omonima pasticceria fiorentina che produce dolci da oltre settant’anni e che oggi, grazie ad un mix di ingredienti naturali, tra cui la polvere del rizoma dell’iris, ha creato un omaggio al simbolo di Firenze: l’“Iris cake”.

«La particolarità di questo dolce – spiega Gualtieri – è che non contiene farina e consiste in un impasto soffice molto umido, ricoperto da una glassa bianca che permette di mantenere l’umidità e la freschezza molto a lungo».

Poi Stefano Cicalese, della distilleria “Peter in Florence” di Pelago, che ha prodotto un gin unico e originale utilizzando sia i petali che il rizoma della pianta.

il Gin di “Peter in Florence”

L’iris può diventare protagonista anche in cucina, con ricette molto accattivanti che riscuotono un grande successo tra i clienti. Come i tortellini ripieni di manzo, aromatizzati con l’iris e serviti in un brodo fatto con il gin creati da Andrea Perini, giovane chef di un ristorante di Bagno a Ripoli.

Al centro della discussione anche l’importanza che questo straordinario fiore può avere per lo sviluppo economico del territorio. Come ha sottolineato il sindaco di Greve in Chianti Paolo Sottani, «si sta assistendo alla riscoperta di quello che era un prodotto tipico del Chianti e di San Polo in particolare».

Servizio a cura di Matteo Morandini

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