Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco sta già producendo effetti misurabili: cresce la visibilità internazionale della ristorazione italiana e si rafforza il posizionamento del made in Italy sui mercati globali. A Pitti Taste, dove Maddalena Fossati Dondero è stata premiata per il ruolo svolto nel percorso che ha portato al traguardo, emergono segnali concreti e prospettive di sviluppo per il settore.

Per Matteo Zoppas, presidente Ice, il riconoscimento rappresenta una leva di soft‑power italiano: “Questa etichetta culturale rafforza il brand agroalimentare e ci aiuta a vendere meglio, anche in un momento segnato da dazi e cambio euro‑dollaro”. Zoppas richiama l’importanza di non disperdere il vantaggio competitivo: “Dobbiamo continuare a puntare sull’America e aprire nuovi mercati previsti dal piano export della Farnesina, sostenendo le imprese che oggi ne hanno bisogno”.

Fossati Dondero ricorda il lavoro avviato nel 2020, un percorso collettivo che ha coinvolto cuochi come Massimo Bottura, Carlo Cracco, Davide Oldani, Antonio Ciuman, Toni Cavallo, studiosi come Massimo Montanari e Professor Petrillo, e realtà come l’Accademia Italiana della Cucina e Casa Artusi. “È stato un lavoro di comunità che ci ha portati a scrivere il dossier e presentarlo al Ministero della Cultura, trovando grande sostegno”, spiega. Il traguardo, raggiunto il 10 dicembre a Nuova Delhi, ha già ricadute concrete: “Un amico in Connecticut mi ha detto che le sue prenotazioni sono triplicate”.

Segnali che mostrano come il patrimonio culturale possa tradursi in opportunità economiche e in un rafforzamento della presenza italiana nei mercati globali.

Milko Chilleri
Giornalista e Sommelier, da sempre attivo comunicatore di arte cultura e gastronomia. Il vino è la mia passione: un bellissimo viaggio che non finisce mai.