SUMMA evidenza

C’è un momento, tra i filari ordinati di Magrè sulla Strada del Vino, in cui il tempo sembra rallentare. Non è solo una suggestione: è l’effetto di un evento che da oltre vent’anni ridefinisce il modo di incontrare il vino.

Qui non ci sono padiglioni affollati né corse da uno stand all’altro. Alla Tenuta Alois Lageder, il vino si incontra con passo lento, quasi meditativo. Si attraversano cortili storici, si entra in sale luminose, si esce tra le vigne: ogni spazio invita alla scoperta, ma senza fretta.

SUMMA non è una fiera, è una scelta. Lo è fin dalla sua nascita, voluta dalla visione di Alois Lageder, che già negli anni Novanta parlava di sostenibilità quando ancora non era una parola di moda. Oggi quell’intuizione si è trasformata in una comunità internazionale di vignaioli che condividono una stessa idea di rispetto: per la terra, per il tempo, per il vino. La continuità è rappresentata dai figli di Alois: Clemens, Anna e Elena.

Camminando tra i banchi di degustazione, si percepisce subito una differenza sottile ma decisiva. I produttori non “presentano” semplicemente i loro vini: li raccontano. E nei calici scorrono territori lontani, annate difficili, scelte coraggiose. Ogni assaggio è una storia, ogni bottiglia un dialogo.

Tra i momenti più intensi, una masterclass capace di raccontare non solo uno stile, ma una visione familiare e identitaria: Le sfumature di Madame Martis, firmata Maso Martis e guidata da Maddalena Stelzer.

Un racconto che parte da lontano, dagli anni Ottanta, quando il nonno acquistò appena mezzo ettaro ai piedi del Monte Calisio, a Marcignano, piantando Chardonnay, Pinot Nero e Pinot Meunier. Dal conferimento delle uve fino al 1990, alla scelta di diventare produttori di Metodo Classico Trento DOC: una traiettoria costruita con pazienza, oggi nelle mani della seconda generazione, Maddalena e sua sorella Alessandra, protagoniste di una conduzione a forte impronta femminile.

L’azienda, che oggi produce circa 200.000 bottiglie annue, ha scelto da subito una strada precisa: basse rese, viticoltura biologica (certificata dal 2013), lavorazioni rispettose del suolo, profondo appena 50 cm, e una predilezione dichiarata per il Pinot Nero.

Madame Martis, cuvée iconica dedicata alla mamma, nasce solo nelle migliori annate: 70% Pinot Nero, 25% Chardonnay (affinato in barrique di rovere francese) e 5% Pinot Meunier, per una produzione limitata a circa 3.000 bottiglie. Un vino che è insieme dichiarazione d’intenti e gesto affettivo.

La degustazione verticale si trasforma presto in un viaggio nel tempo:

             2015 – Annata mite, con estate calda e importanti escursioni termiche. Vendemmia anticipata al 25 agosto, sboccatura nel novembre 2025. Il naso è delicato, mentre il sorso rivela una spinta acida vibrante, accompagnata da note fruttate e richiami di crema pasticcera. Il finale, leggermente sapido, sfuma su eleganti note di mandorla.

             2013 – Vendemmia dal 6 settembre, sboccatura febbraio 2023. Il profilo aromatico si fa più complesso: fiori e frutta si intrecciano con profondità. In bocca è ricco, quasi avvolgente, con ritorni di crema pasticcera e pan di Spagna che amplificano la sensazione di pienezza.

             2010 – Vendemmia dal 24 agosto, sboccatura marzo 2020. Qui la maturità si esprime con maggiore evidenza: emergono note dolci, di crema e frutta matura, che definiscono un quadro gustativo più rotondo e stratificato.

             2009 – Estate segnata da un luglio piovoso e un agosto caldo. Vendemmia dal 17 agosto, sboccatura febbraio 2019. Il vino gioca su un equilibrio affascinante: freschezza e tensione contrastano e sostengono le componenti più morbide, chiudendo su una mandorla dolce persistente.

             2008 – Vendemmia dal 6 settembre, sboccatura febbraio 2018. Dopo otto anni sui lieviti, sorprende per vitalità: è ancora fresco e dinamico, con leggere sfumature burrose e un finale di mandorla dolce che accarezza il palato.

Nel calice, Madame Martis si rivela per quello che è: una carezza elegante e profonda, fatta di complessità, mineralità e una sapidità che accompagna il sorso con naturalezza.

E in quel momento, tra silenzi attenti e sguardi concentrati, SUMMA mostra ancora una volta la sua vera natura. Non solo luogo di incontro, ma spazio di racconto. Dove il vino smette di essere prodotto e torna a essere esperienza.

Lontano dalla frenesia di eventi come Vinitaly, qui tutto invita a fermarsi: un bicchiere condiviso, una storia che prende forma, un tempo che finalmente si dilata.

E quando si lascia Magrè, resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di raro. Non solo degustato grandi vini, ma attraversato storie capaci di lasciare traccia.

Alberto Chiarenza
Sono romano ma cresciuto in Sudafrica: porto uno sguardo multiculturale, eleganza e passione enogastronomica. Sommelier e Assaggiatore ONAV, vivo il vino come stile di vita e continua ricerca.