Il programma di Marzo al Teatro del Maggio

Il terzo mese dell'anno si presenta ricco di appuntamenti

Storica Fattoria Palagiaccio

Il terzo mese dell’anno al Teatro del Maggio comincia con un concerto del ciclo Mahler diretto dal maestro Fabio Luisi che il 1° marzo sarà sul podio per la Sinfonia n. 3 in re minore per contralto, coro femminile, coro di bambini e orchestra con il mezzosoprano Christa Mayer (maestro del coro Lorenzo Fratini). Il 4 marzo tornerà a Firenze Lorenzo Viotti, pronto a dirigere l’Orchestra del Maggio nel Concerto per orchestra BB 123 di Béla Bartók e nella Sinfonia n. 7 n re minore op. 70 di Antonín Dvořák, mentre l’8 marzo, spazio ad un altro giovanissimo direttore d’orchestra, la moscovita Anna Rakitina, che guiderà l’Orchestra del Maggio ne D’un matin de printemps per orchestra di Lili Boulanger, nella Sinfonia del mare di Gian Francesco Malipiero e nella Sinfonia n. 6 in do maggiore D. 589, Die Kleine di Franz Schubert.

Dal 19 al 28 marzo (altre recite 21, 23, 26 marzo; tutti gli spettacoli sono alle ore 20) torna un allestimento entrato nel repertorio del teatro fiorentino, Il barbiere di Siviglia di Gioachino Rossini con la regia firmata da Damiano Michieletto e il maestro Michele Gamba sul podio. Lo spettacolo Michieletto inizia come un viaggio in treno, annunciato dall’altoparlante: «Attenzione, il treno espresso numero 393 da Firenze diretto a Siviglia è in partenza al binario cinque».

Un modo allegro di viaggiare nell’opera di Rossini, evocando i luoghi e le situazioni con la fantasia. Costumi bizzarri e colori accesi rendono i personaggi divertenti: Don Basilio è verdissimo con capelli lunghi, unti, naso adunco, tutto verde d’invidia come un serpente; Figaro ha capelli che alludono a orecchie volpine e baffi, mentre don Bartolo, tutto in bianco, assomiglia a un panciuto bulldog che guarda geloso Rosina, vestita di Rosso come il suo amante Lindoro. L’assenza di scene concentra tutta l’attenzione sulle gag comiche e le gestualità curate, ma soprattutto sulla voce e sulla musica, regine dell’opera rossiniana.

Dal 19 al 24 marzo torna The Rossini Game – Giocando con Gioachino, lo spettacolo-gioco per famiglie con ragazzi dai 6 ai 14 anni con la regia di Manu Lalli e il maestro Pietro Mazzetti a dirigere l’Orchestra Cupiditas. The Rossini Game racconta – attraverso la sua straordinaria musica del compositore – gli avvenimenti più significativi del periodo, i personaggi che amarono e venerarono il grande musicista, oppure lo detestarono. Attori, cantanti, musica dal vivo, storie di vita e storie di opere. Un intreccio nel quale il pubblico grande e piccolo viene coinvolto “dal vivo” come se il grande Rossini fosse ancora fra noi a dilettarci con la sua enorme personalità e la sua frenetica mente musicale.

Il 20 marzo alle 20 va in scena La clemenza di Tito di Wolfgang Amadeus Mozart (altre recite 22 e 27 alle 20 e 24 alle 15:30) con la regia di Willy Decker in un allestimento dell’Operà National de Paris e il maestro Federico Maria Sardelli sul podio. La clemenza di Tito è l’opera seria composta da Mozart per celebrare l’incoronazione di Leopoldo II d’Asburgo a re di Boemia avvenuta il 15 novembre 1790 a Presburgo. Nonostante il poco tempo a diposizione l’opera andò in scena per il debutto al Teatro Nazionale di Praga il 6 settembre 1791. Un capolavoro in cui i personaggi stilizzati dell’opera tardo barocca (era stato versificato da Metastasio nel 1737 e musicato almeno una quarantina di volte) prendono nuova vita e il protagonista Tito, emerge ancora di più nella sua statura di sovrano saggio e totalmente devoto al bene pubblico.

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