Il cotto toscano si illumina, nei giardini del Chianti sperimentazioni sul cotto sostenibile

Storica Fattoria Palagiaccio

E’ in attesa di ottenere il brevetto italiano l’invenzione che crea un modo nuovo e ‘luminoso’ di vivere e utilizzare il cotto fatto a mano, firmato da un designer fiorentino noto nel settore dell’arredo urbano e dell’illuminotecnica, residente a Greve in Chianti.

Si chiama Duccio Trassinelli, autore di opere esposte nelle collezioni permanenti del MOMA di New York, Centre Beaubourg di Parigi e Vitra Design Museum di Weil am Rhein, in Germania. La sua ultima creazione “Il cotto si illumina” reinventa e assegna nuove funzioni e armonie estetiche per rilanciare le caratteristiche e le potenzialità del materiale che è all’origine di uno dei manufatti più prestigiosi dell’artigianato toscano.

Il cotto, derivato dalla terra, ottenuto da un particolare trattamento e cottura dell’argilla, interagisce e dialoga in maniera inedita con l’ambiente e dà luce ai paesaggi, ai parchi e giardini del Chianti. Il progetto sarà presentato in anteprima venerdì 28 settembre alle ore 18 nel Giardino di Zago, nell’ambito di una collettiva di arte contemporanea patrocinata dal Comune di Greve in Chianti.

Officina dei Saponi

“Innovazione e tradizione sono gli aspetti centrali dell’invenzione di Trassinelli, resa possibile dalla collaborazione con un’azienda grevigiana, le pregiate terrecotte di Enzo Zago – dichiara il sindaco Paolo Sottani – una sperimentazione che apre nuove opportunità per il cotto artigianale dal punto di vista sia culturale che economico in un momento storico di crisi e difficoltà per tale comparto produttivo”.

Oltre al sindaco Sottani, saranno presenti il presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani e gli amministratori del Chianti. Nel corso dell’evento sarà presente anche l’avvocato Aldo Fittante, docente dell’Università di Firenze, Dipartimento Design sull’importanza del copyright per le aziende, come difesa del made in Italy.

“Il Cotto toscano s’illumina” è anche un evento multidisciplinare al quale hanno aderito gli artisti Alfredo Futuro, Duccio Trassinelli, Eva Antinolfi, Matteo Gioia, Richard Kattman, Silvano Porcinai. L’evento si fonda su un’integrazione reale di linguaggi appartenenti a vari ambiti espressivi. Sei artisti di diversa generazione e provenienza dialogheranno attraverso le opere seguendo un unico filo conduttore, l’arte come opportunità di innovazione e crescita produttiva e culturale.

Un giardino come location, un luogo democraticamente adibito all’incontro e allo scambio culturale e umano. “Attraverso la ricerca e la sperimentazione delle lampade per esterni – spiega Duccio Trassinelli – ho progettato questa nuova funzionalità del cotto, intesa a valorizzare in chiave contemporanea un materiale tipico che identifica le radici della tradizione toscana”. L’invenzione consiste in un sistema di illuminazione applicabile a vasi e manufatti similari per l’arredo in genere e in particolare per elementi di decoro per esterni. “L’idea dell’invenzione è composta dal materiale di pregio, la forma che permette la diffusione della luce e la fonte luminosa; la combinazione di questi tre componenti e la finalità d’uso genera un oggetto unico, compatto ed originale dove la dimensione e la forma non rappresentano vincoli funzionali”. L’invenzione di Trassinelli utilizza fonti a basso consumo energetico, flessibili e a basso voltaggio. La soluzione adottata dal designer è legata all’applicazione di strisce a led facilmente reperibili sul mercato. “Creare un vaso o manufatto di materiale pregiato e tradizionale – conclude il designer – che bene si ambienta negli spazi durante le ore diurne e nelle ore notturne, vive della propria luce e ne diffonde l’effetto luminoso, fa sì che l’oggetto trovi molte applicazioni nell’arredo per esterni e per la valorizzazione dell’ambiente stesso”.

Approfondimenti:

Duccio Trassinelli nasce nel 1945 a Firenze. Ha studiato all’Istituto Superiore di Disegno Industriale , scuola in cui poi si è fermato come docente di Metologia della Progettazione per un decennio. Nel 1970 ha fondato lo studio A.R.D.I.T.I., il punto di partenza per un’esplorazione collettiva di una nuova concezione dell’uso e delle forme nel mondo dell’arredamento. In quel periodo sono nati progetti storici come la lampada B.T., la Ponte, la Prismar , oggi nelle collezioni permanenti del MOMA di New York, Centre Beaubourg di Parigi e Vitra Design Museum; la poltrona Memoria, premiata nel 1973 da Bolaffi Casa come Design del mese e oggi nella collezione permanente del Museo Cassina. Nell’arco della sua carriera Trassinelli ha spaziato in ambiti eterogenei, dall’impiantistica all’industria dei prefabbricati e alla progettazione di strumenti elettronici, dall’arredo urbano al contract per enti pubblici e privati. Ha registrato numerosi brevetti d’invenzione. Oggi Trassinelli continua la sua attività nel design illuminotecnico, ambito in cui è stato fra i primi a sperimentare la bassa tensione, www.ducciotrassinelli.com

Enzo Zago Terrecotte da decenni produce terrecotte fatte a mano tipiche conosciute in tutto il mondo per le loro qualità. Per la produzione viene utilizzata esclusivamente la terra d’Impruneta che, per il colore particolare e per la sua composizione, è la più adatta per la creazione di oggetti che resistono in tutte le condizioni climatiche e che il trascorrere del tempo rende ancora più belli. Anche i grandi maestri del Rinascimento riconoscevano la qualità suprema della terracotta d’Impruneta, che venne scelta da Brunelleschi come materiale per la cupola del Duomo di Firenze, la più grande cupola in mattoni mai costruita fino ad oggi. Oggi le terrecotte di “Enzo Zago” sono sinonimo di qualità e prestigio, oltre che in Italia – ove adornano fra l’altro alcuni dei più esclusivi alberghi e agriturismi – anche in molti paesi europei, negli Stati Uniti e, addirittura, in Giappone. La progressiva affermazione del marchio è stata possibile grazie a due fattori fondamentali: l’amore per il proprio lavoro e la cura, quasi maniacale, che viene posta nella realizzazione di ogni singolo pezzo. Sono questi i fattori che qualificano i mestieri artigianali ed Enzo è tuttora orgoglioso di potersi definire “artigiano”. www.enzozago.it

(foto: Duccio Trassinelli)

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