Tra la storia della volpe che terrorizzava gli uomini incaricati della costruzione del castello e la leggenda dei due amanti murati vivi nella camera della fortezza, questa imponente dimora tra Siena e Firenze, accompagnata dal suo alone di mistero, si sta via via trasformando in un mondo fatato di accoglienza, con stupende stanze medievali tra mura merlate e torri. Risale al 1154 la sua costruzione e, dopo varie vicissitudini, è giunta fino a noi. Anche se il vecchio borgo non esiste più, una serie di gallerie sotterranee potrebbe trasformarsi in un tortuoso percorso verso il paese vicino, ricordo belligerante di un deposito di munizioni tedesco della Seconda guerra mondiale.
Le vigne
Ma l’interesse era anche quello di visitare le vigne che si stagliano ai piedi della collina: 40 ettari vitati, costituiti da Sangiovese e Merlot e circondati da boschi di lecci secolari. Curiosamente siamo al confine tra Chianti e Chianti Classico, e circa 10 ettari nella zona di San Donato sono dedicati proprio alla seconda Docg. La famiglia Bianchi‑Arcangeli, proprietaria della tenuta, ha deciso da tempo di conferire una buona parte dei suoi 1400 quintali di uve ad altri produttori; ne trattiene tuttavia una piccola parte, ritenuta più idonea a una linea personale che sta valorizzando e incrementando sempre di più. Un percorso lungo, ma con buone prospettive e ottime basi.
Esiste infatti, già da molto tempo, una cantina con vasche di cemento vetrificato, adatta a produrre sia vini rossi che bianchi, oltre a piccole barrique per l’affinamento. Oltre ai già citati Sangiovese e Merlot, troviamo poi un vitigno raro e autoctono: il Pugnitello, così chiamato per il suo grappolo piccolo e compatto. Poi, tra colorate distese di lavanda, compaiono anche Alicante e Ciliegiolo, e nelle vicinanze alcuni bianchi come Chardonnay, Trebbiano e Malvasia. Si produce anche olio Dop da tre diverse varietà.
La degustazione
Castello di Strozzavolpe 2024 Doc Di un bel rosso che vira su sfumature porpora. Grazie all’affinamento in acciaio, che esalta le caratteristiche del Sangiovese, l’impronta olfattiva è caratterizzata da ciliegia e fiori rossi. All’assaggio rispecchia i sentori di frutta rossa percepiti al naso, rivelandosi poi snello, fresco e con una trama tannica già interessante. Per essere un vino giovane, mostra un finale sorprendentemente lungo.
Castello di Strozzavolpe 2023 Doc Un Sangiovese in purezza affinato in cemento vetrificato, con una produzione di circa 10.000 bottiglie. Si presenta di un rosso rubino brillante dai profumi intensi e complessi; apre con sentori di fiori rossi quasi appassiti, sottobosco, frutta matura e spezie. In bocca è dritto e agile, con la frutta in evidenza e una freschezza vivace e prolungata. Risulta ancora giovane, ma ha tutte le potenzialità per migliorare il profilo gustativo con qualche mese in più di affinamento in bottiglia.
Via Santo 2023 Doc Da uve Malvasia e Trebbiano. Si presenta di un colore ambrato intenso. Al naso offre profumi di uvetta, fichi e frutta secca. Al palato è denso e corposo, con note di datteri e spezie orientaleggianti; la dolcezza è mitigata da un’acidità e una sapidità che si prolungano a lungo in bocca.








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