Il Ristorante Gunè ha ospitato una cena dedicata ai vincitori del Morellino del Cuore 2025, il progetto ideato dal Consorzio Tutela Morellino di Scansano DOCG insieme ai giornalisti Roberta Perna e Antonio Stelli, nato per valorizzare i vini che meglio rappresentano l’anima del territorio maremmano.

Insieme a Roberta Perna e Antonio Stelli era presente il Direttore del Consorzio, Alessio Durazzi, che nel corso della serata ha annunciato la modifica del disciplinare per consentire l’introduzione della nuova menzione “Superiore”.

Il 29 maggio 2025, nella sede del Consorzio a Scansano, si è riunita la giuria composta da sei giornalisti, chiamati a degustare alla cieca 62 campioni inviati da 30 aziende associate. 
Grande lavoro e risultato soprattutto per la categoria Intermedio, quella che più di tutte parla di territorio e parla con il cuore della Maremma. Riesce a raccontare la terra e la gente che la abita, portando nel calice le voci dei suoi narratori, come Roberto Ferretti, antropologo e osservatore poetico della cultura maremmana, che per anni ha studiato e scritto del legame profondo tra uomo e paesaggio.

Il Morellino di oggi si è scrollato di dosso la pesantezza e gli eccessi degli anni Ottanta — quella ricerca di potenza che talvolta ne oscurava la grazia. Oggi è un vino che ha spiccato il volo, e forse gli ha fatto bene essere una denominazione con meno attenzione rispetto ad altre più “glamour”. In questo modo ha potuto riflettere su sé stesso, ritrovare il senso della propria voce e tirare fuori il meglio di sé.

Il Morellino ci racconta i profumi della macchia, l’erba secca dopo la pioggia, la luce trasparente che accende la campagna. Tutto ciò è possibile grazie ai produttori che hanno scelto di scendere sempre meno a compromessi con le “mode” e hanno consapevolmente imboccato una strada più rigorosa.
Il Morellino degli ultimi anni non rincorre modelli, non finge e non imita. Interpreta sé stesso, con eleganza e sincerità.

È come il cielo sulla pianura di Roccastrada, dove le nuvole si rincorrono e la luce cambia ogni istante, rivelando una bellezza sempre nuova e inconfondibile.
E in questo gioco di trasparenze e ombre, il vino rivela tutta la sua verità: un Sangiovese che si apre con naturalezza, senza forzature; che sa essere lieve ma profondo, diretto ma mai banale.

Prima della cena, al Next Door, il nuovo bar bistrot firmato Gunè, è stato possibile assaggiare Giostra Maremmana, il cocktail ideato da Julian Biondi per il Consorzio del Morellino di Scansano.
Il drink trae ispirazione da “Giostra d’Alcool”, una ricetta della fine degli anni Venti del Novecento firmata da Enrico Prampolini, interprete del movimento artistico-letterario del Futurismo, che ne esplorò anche gli aspetti culinari e miscelatori.

Durante la cena al Gunè di Nicola Langone, la cucina dello chef Mirko Margheri ha accolto i vini con rispetto e curiosità.
I piatti — antipasto di baccalà con la sua emulsione, limoni canditi e peperone crusco; raviolo con porcino e il suo fondo; cavatello lucano con ragù, crema di pecorino e rafano; stelletta di maialino nero con cavolo cappuccio e mela verde; per dessert: trilogia d’autunno con castagne, cachi e noci pecan, più piccola pasticceria — hanno dialogato con le etichette vincitrici, tra cui La Madonnina 2023, Purosangue 2022, Forteto 2022 di Le Rogaie e l’elegante Heba 2006.

Proprio il Forteto 2022 è stato tra i vini che più hanno incarnato questo nuovo spirito: rosso rubino intenso, profumi di mora, prugna e pepe nero, tannino dolce e chiusura salina. Un vino profondo ma gentile, che racconta con naturalezza la terra da cui proviene.

Concludo sposando in pieno le parole di Roberta Perna:“Il Morellino è tornato a essere vino di Maremma, non più solo un nome in etichetta ma un modo di vivere, di parlare, di respirare la terra.”


Categoria Annata

Cantina Vignaioli di Scansano – Roggiano Bio 2023
95% Sangiovese, 5% Ciliegiolo – vinificazione solo acciaio
Un Morellino immediato e genuino: colore rubino luminoso, naso di ciliegia croccante, fragolina e una lieve nota di erbe officinali. Al palato è fresco, scorrevole, agile ma di buona persistenza.

Tenuta Agostinetto – La Madonnina 2023
85% Sangiovese, 15% Cabernet Sauvignon
Più strutturato, con profumi di prugna matura, mora e spezie dolci. In bocca rivela tannino sottile e chiusura sapida.

Poggio Argentiera – Bellamarsilia 2023
Sangiovese in purezza – vinificato in acciaio
Rosso rubino brillante, profumi nitidi di ciliegia fresca, fragolina di bosco e violetta, con tocchi di macchia mediterranea e spezie leggere. Succoso, fresco e armonico, con tannino fine e una bella vena sapida che ne allunga il finale.


Categoria Intermedio

Provveditore – Provveditore 2023
Sangiovese in purezza
Colore rubino vivace con riflessi violacei; amarena, mora e frutti neri con sfumature di timo. Al palato è pieno, con tannino deciso ma integrato.

Le Rogaie – Forteto 2022
Sangiovese in purezza
Un Morellino che parla di territorio con voce elegante e sincera. Il colore è rosso rubino profondo con riflessi violacei; il bouquet apre su piccoli frutti rossi maturi, violetta appassita e cenni di pepe nero. Al palato si distingue per un attacco morbido e rotondo, con tannino levigato e una bella tensione minerale. La chiusura è lunga e pulita, con richiami di amarena e liquirizia. Un vino che unisce forza e finezza, perfetto emblema della categoria Intermedio.

Terenzi – Purosangue 2022
Sangiovese in purezza
Eleganza e tensione: al naso balsamico e terroso, con accenni di liquirizia e alloro; in bocca succoso, ritmato, con un finale lunghissimo di frutto nero e cacao.


Categoria Riserva

Belguardo – Bronzone 2021
Sangiovese in purezza
Rubino profondo, naso complesso di amarena, tabacco e pepe rosa; palato ampio, caldo, equilibrato da una freschezza viva.

Bruni – Laire 2021
90% Sangiovese, 10% Syrah
Amarena, prugna, note iodate e accenni di pepe nero. Fresco, con tannini morbidi e sorso armonico.

Roccapesta – Roccapesta Riserva 2021
95% Sangiovese, 5% Ciliegiolo
Frutti rossi, rosa e note di tè nero. Fresco, con tannini fitti e piacevoli. Sapido.


Categoria Vecchia Annata

Fattoria di Magliano – Heba 2006
Capolavoro d’evoluzione: bouquet terziario di cuoio, china, rabarbaro e ciliegia sotto spirito. Sorso vellutato, tannino setoso, chiusura elegante e minerale.

Monia Matteucci
Casentinese di nascita fiorentina di adozione, ad un certo punto della vita, decide di voler capire cosa c’è per davvero dietro un’etichetta e dentro una bottiglia, si diploma Sommelier e scopre che in questo modo può soddisfare uno dei suoi più grandi piaceri e desideri: ascoltare e raccontare Storie.