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In italiano significa “Buon Auspicio”, e “Fulin” –  in cinese – è sicuramente la scommessa (vinta) di Gianni Ugolini, professione fotografo e profondo culture e appassionato di tradizioni cinesi. In via Giampaolo Orsini, nella sua palazzina disegnata dal Poggi, oggi è possibile vivere un’esperienza immersiva nella autentica cucina cinese.

“In passato in questa palazzina i miei genitori vendevano tessuti” – racconta Gianni Ugolini, attivo collaboratore del ristorante Fulin di Firenze – “qui ho trascorso i momenti più importanti della mia infanzia, con la mia famiglia e mia nonna che è stata una delle prime stiliste italiane.”

Gianni Ugolini con il suo grappino, eredità del papà

E al Fulin niente è lasciato al caso, a partire dagli arredi in autentico stile cinese, ai vari ambienti che sanno esprimere intimità e, nello stesso tempo, convivialità. La splendida terrazza con vista su Villa La Vedetta, posta al primo piano dell’edificio, nelle sere d’estate si anima e qui è possibile degustare anche cocktail al profumo d’oriente.

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“Prima si mangia con gli occhi” – prosegue Gianni – “l’estetica e l’immagine per me hanno una grande importanza. Ogni piatto che serviamo nel nostro ristorante ha la sua ceramica abbinata, la sua nota caratteristica che occorre per far emergere il piatto stesso.”

La degustazione ha inizio con una selezione di antipasti, tra questi il Raviolone al Tartufo, i Ravioli al Ginseng, e gli squisiti Involtini Caramellati ripieni di gamberi con erba cipollina, zenzero e castagne d’acqua.

Tra i primi ho potuto assaggiare gli Spaghetti di riso con sugo d’oriente, con maiale, funghi Xiang-gu e germogli di soia, profumata all’aglio e cipollotti.

“La pasta che serviamo al Fulin è preparata qui, nelle nostre cucine” – racconta Gianni – “i nostri ravioli sono fatti a mano ogni giorno, come la nostra salsa di soia. I sapori delle nostre pietanze sono autentici, ricercati e sinceri, ma soprattutto senza glutammato.”

Ed è proprio vero, in ogni piatto si riesce piacevolmente a distinguere ogni ingrediente, anche quello più nascosto. Si percepisce in modo straordinario il giusto equilibrio tra tutte le componenti di ogni pietanza, sia dolce e salato piuttosto che agro e piccante.

“Le nostre sono ricette tipiche della cucina cantonese” – spiega Gianni – “con un piede nel territorio toscano, come i nostri Fagiolini verdi Fulin, saltati con foglie di ulivo marinate e mandorle croccanti. Abbiamo cinque chef in cucina, scelti e selezionati direttamente nella loro madre patria, ognuno con il suo valore che quotidianamente trasferisce nei piatti del Fulin.”

Per secondo ho gustato Incontro, un filetto di maiale alla cantonese e gamberi fritti e saltati con arachidi, mandorle, cipolla, aglio e peperoncini croccanti e un’ottima e originale ricetta a base di Agnello con datteri.

La degustazione, in compagnia delle splendide Roberta Capanni e Nadia Fondelli, si è conclusa con un Gelato fritto di Vetulio Bondi, alle fragoline di bosco.

Francesco e Stefano Dai, proprietari del ristorante insieme al collaboratore Gianni Ugolini, sono riusciti a creare a Firenze un luogo dove poter vivere un’esperienza, perché di questo si parla, nella cucina tradizionale cinese. Chi desidera conoscere i sapori, le ricette e l’atmosfera della Cina sono invitati a recarsi almeno una volta in questo elegante ristorante, dove è possibile scoprire davvero una delle culture del cibo più antiche al mondo.

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