“Firenze Bio”, la Toscana punta sull’agricoltura biologica

200 gli espositori presenti alla edizione della fiera che apre domani alla Fortezza da Basso

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La Toscana crede nel bio. Ci crede la Regione, ci credono i produttori e i consumatori. Questa fiducia condivisa è un ingrediente prezioso, che manifestazioni come questa aiutano a valorizzare e consolidare”. Così l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi ha salutato l’avvio di Firenze Bio, che si aprirà domani alla Fortezza da Basso e che potrà essere visitata sino a domenica. Saranno quasi 200 gli espositori presenti a questa seconda edizione, che si svilupperà per tre giorni con un fitto programma di incontri, degustazioni, laboratori. Un’occasione per conoscere da vicino la Toscana del biologico.

“La nostra regione è terra di biologico – ha detto Remaschi – le aziende bio sia per numero (oltre 5.000) che per estensione (oltre il 25% della superficie agricola regionale) hanno un trend di crescita e di affermazione ben superiore alla media nazionale. E ancora: i conduttori di aziende bio sono più giovani della media, e cresce al loro interno la percentuale di donne (sono il 41%). Sono tutti segnali di un settore dinamico, aperto, pronto a affrontare in prima fila le sfide di questo comparto”.

In questo sforzo di crescita i produttori, ha continuato l’assessore, sanno di aver al fianco la Regione: “Abbiamo destinato a questo comparto una delle porzioni più consistenti del Piano di sviluppo rurale 2014-2020. Una scelta che è stata particolarmente apprezzata: ben 2.066 aziende hanno avuto accesso ai 115 milioni di finanziamenti disponibili. E il nostro impegno rivolto al comparto prosegue con altre iniziative che presto daranno ulteriore risposte concrete: penso alla legge sui distretti bio che la giunta regionale sta predisponendo per promuovere lo sviluppo della coltivazione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti agricoli e alimentari biologici di un intero territorio. Penso alle attività di impulso che vogliamo dare, anche in questo caso con una normativa, alle mense a Km 0. Questa concentrazione di sforzi potrà dare ancora risultati positivi. E un impulso significativo potrà essere esercitato anche da manifestazioni come questa, nella quale il produttore ha la possibilità di mostrare compiutamente il valore del suo lavoro, e il consumatore di comprendere meglio l’importanza di utilizzare prodotti di qualità e sostenibili come quelli bio”.

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redazione rossorubino

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