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La Fiorentina perde anche il derby ad Empoli così rimanda la matematica salvezza ad altra giornata. Ne rimangono ancora tre, da giocare o comunque da onorare, prima di un epilogo comunque scontato perché, anche se al momento i numeri non lo dicono, i viola non scenderanno in serie B.

Non capiterà non per meriti loro, ampiamente non dimostrati in queste ultime partite, ma per mancate capacità delle avversarie ovvero il terzultimo Empoli. Otto punti di vantaggio bastano a evitare la retrocessione. Se anche la Fiorentina manterrà il proprio trend negativo perdendo nell’ordine con Milan, Parma e Genoa, è altamente probabile che l’Empoli non le vinca tutte contro Sampdoria, Torino e Inter.

Squadre con dei difetti ma pur sempre squadre, a differenza di questa scompigliata Fiorentina in cui, costretto dalla Società ad andarsene anzitempo il tecnico collante Stefano Pioli, ogni giocatore pensa a sé, al proprio futuro dimenticandosi troppo velocemente del presente, vedi su tutti Veretout fattosi espellere al termine della solita personale prova incolore.

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Non siamo certo qui, però, a rifarcela con una squadra abbandonata a se stessa verso la quale, però, viene a diminuire il nostro affetto. Con Pioli c’era un gruppo, cementato dal dramma del capitano della stagione precedente; con Montella non c’è più neanche questo. Nel dopo gara, Vincenzo era nervoso, e non potrebbe essere altrimenti dopo un pareggio e quattro sconfitte nelle gare con lui alla guida. La squadra gli si è sciolta come neve al sole e si intravedono solo nubi nel prossimo orizzonte dato che colui che ha valutato Simeone 18 milioni rimane al suo posto e i proprietari, piuttosto che presentarsi personalmente alla città di Firenze, preferiscono la via dei comunicati stampa improvvidi e irrisori per chi ha davvero a cuore le sorti della Fiorentina.

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