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“Siamo l’unica officina farmaceutica dello Stato che svolge un ruolo sociale di grandissima importanza con la produzione dei farmaci carenti e della cannabis per uso medico, ha da sempre prestato il suo piccolo contributo in molte situazioni critiche che hanno afflitto ed affliggono il nostro paese.”

Sono queste le parole del Col. Antonio Medica, Direttore dello SCFM, a seguito della firma dell’accordo di collaborazione tra la Fondazione Toscana Life Sciences (TLS) e l’Agenzia Industrie Difesa (AID) per il coinvolgimento di una sua Unità Produttiva, lo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare (SCFM) di Firenze, nella realizzazione di un programma integrato di ricerca e sviluppo per la produzione di vaccini e anticorpi.

Le prove cliniche con anticorpi monoclonali portate avanti dai ricercatori della Fondazione TLS di Siena stanno dando ottimi risultati nel contrastare il virus Covid-19, aprendo quindi nuove strade sul fronte dell’approccio scientifico, ad esempio l’ipotesi di una combinazione di anticorpi come possibile terapia. Inoltre, risultati preliminari dei test in vivo (sui criceti) mostrano che gli anticorpi monoclonali selezionati agiscono sia come mezzo preventivo che terapeutico.

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L’accordo prevede la condivisione di competenze, know how e piattaforme tecnologiche delle due realtà, finalizzata a specifiche attività di ricerca e sviluppo (R&S), nonché la messa a punto di nuovi progetti di R&S congiunti e la formazione di personale specializzato. Una convenzione della durata di 5 anni che mira, inoltre, alla realizzazione di alcuni asset produttivi innovativi con i quali produrre, sia in condizioni ordinarie che nell’emergenza, farmaci e vaccini essenziali per rispondere a eventuali pandemie, come gli anticorpi monoclonali sviluppati da TLS, oppure alcuni antidoti.

“Con questa convenzione in sinergia con TLS viene a completare e potenziare le capacità dello SCFM” – prosegue Medica – “permettendoci di ricostituire un settore produttivo, quello dei farmaci iniettabili e dei vaccini, che è fondamentale per servire il Paese nel modo più completo ed efficace possibile. Sicuramente questo accordo si estenderà gradualmente anche ad altre attività proprie dello SCFM a beneficio di tutti”.

Col. Antonio Medica durante la consegna del Fiorino d’Oro nel 2018

La nascita dello Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare risale al 22 dicembre 1832, data in cui Re Carlo Alberto con un “Regio Viglietto” fondava il Consiglio Superiore dell’Armata Sarda, che aveva fra i suoi componenti un Chimico Farmacista quale membro straordinario. Nello stesso Regio Viglietto si manifestava l’esigenza di “ordinare, appena possibile, lo stabilimento di un Laboratorio Generale Chimico Farmaceutico”.

Con il “Regio Decreto per l’organizzazione del Servizio Chimico-Farmaceutico militare” datato 26 giugno 1853, infatti, in Torino veniva istituito un Deposito di Farmacia Militare con annesso il Laboratorio generale chimico farmaceutico, con il compito di preparare tutti i medicinali i materiali sanitari occorrenti per il Servizio Sanitario e Veterinario Militare.

Nel 1923 assume la denominazione di Istituto Chimico Farmaceutico Militare, conservata fino al 1976, anno in cui diventa STABILIMENTO CHIMICO FARMACEUTICO MILITARE, a seguito della ristrutturazione dell’area tecnico-industriale del Ministero della Difesa; diventa così un ente interforze alla dirette dipendenze della Direzione Generale della Sanità Militare di Roma.

“Nel 2023 festeggeremo in 170 anni di attività a servizio del Paese” – prosegue Medica – “Oggi il nostro ruolo è ancora quello di produrre medicinali per le forze armate, inoltre quotidianamente abbiamo in produzione una quantità consistente di farmaci orfani con i quale vengono trattati oltre 3000 pazienti in italia. Oltre questo dal 2014 abbiamo iniziato la coltivazione e distribuzione della Cannabis ad uso medico ed ultimamente siamo in prima linea per la realizzazione di disinfettanti per l’emergenza pandemica.”

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