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Una cerimonia in piazza Massimo d’Azeglio 35. Il luogo scelto è quello davanti alla casa che ospitò per molti anni lo scrittore, gastronomo e critico letterario italiano, autore del celebre libro sulla cucina che è diventato un vero e proprio modello. “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” fu pubblicato nel 1891 ed ha avuto 111 edizioni, con oltre un milione di copie vendute.

Presenti il Presidente del Consiglio Regionale della Toscana Eugenio Giani, la vicesindaca del Comune di Firenze Cristina Giachi, il sindaco del Comune di Forlimpopoli Milena Garavini e Luisanna Messeri, promotrice dell’iniziativa e cuoca pop della tv, ‘Marietta’ ad honorem (il massimo riconoscimento che viene dato a chi promuove nome e figura dell’Artusi nel mondo) e autrice del libro “Le stories di #Artusi” (edito da Giunti) in cui ricostruisce tappa per tappa l’esistenza di Pellegrino sottolineandone il ruolo attivo nella vita culturale di Firenze capitale.

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Sono intervenuti anche lo storico Zeffiro Ciuffoletti e Luciano Artusi, presente anche una rappresentanza dell’Unione regionale cuochi toscani (presidente Roberto Lodovichi), l’Associazione cuochi fiorentini (presidente Massimiliano Catizzone), l’Associazione ristoratori Firenze – Confcommercio (presidente Marco Stabile), la Venerabile Confraternita de’ Quochi e una rappresentanza degli istituti alberghieri toscani.

“Artusi è stato veramente un personaggio precursore di quello che oggi è lo storytelling, il racconto che non consiste solamente il semplice elenco dosi, ingredienti e procedimento, lui ci ha raccontato molto di più e forse per questo è rimasto nel tempo. Quando mai si poteva pensare una volta che chi scriveva un libro rimanesse famoso per così tanti anni; e una volta finiti i diritti del libro, tutti hanno iniziato a pubblicare il suo ricettario”, commenta Leonardo Romanelli, scrittore e giornalista.

“Se chiedete ai nostri cuochi il loro piatto del cuore sono certa che non vi diranno mai un piatto stellato ma citeranno piatti semplici della nonna o della mamma. La cucina è delle donne, cerchiamo di riacchiapparcela”, commenta la chef e scrittrice Luisanna Messeri.

“La “Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene” è un libro che veniva messo nel corredo delle spose, al pari delle lenzuola e delle tovaglie, naturalmente con l’intento di far mangiare bene il figlio”, precisa Luciano Artusi, scrittore e storico di tradizioni fiorentine.

Per l’occasione i cuochi toscani hanno preparato tante ricette originali tratte dal Ricettario dell’Artusi.

“Questa che ho realizzato è la ricetta n. 374 il Pan di Fegato tratta dal manuale dell’Artusi composta da pan brioche tostato, gelatina di Vin Santo del Chianti, pan di fegato e cipolla di Certaldo in agrodolce”, illustra Liliana Stredie, Associazione Cuochi Toscani.

Il manuale dell’Artusi rappresenta il punto di riferimento ancora oggi per tutti coloro che si vogliono avvicinare al mondo della cucina.