L’associazione di cittadini Vivere in Valdisieve, presieduta da Paolo Rosini, ha recentemente segnalato alle autorità territoriali, tra le quali il Comune di Rignano sull’Arno, il Comando Regionale Carabinieri Forestali di Toscana e il Corpo di Polizia Municipale Arno-Sive, la situazione di profondo degrado in cui vertono molti luoghi della Valle di Castiglionchio, in particolare nei pressi dell’omonimo agriturismo e Castello di Castiglionchio, ancora tutelato dai Beni culturali.

Castello di Castiglionchio

“La Valle di Castiglionchio è totalmente invasa da erba alta anche 1 metro e mezzo, in parte già in fase di essiccamento, che con la stagione calda rappresenta un gravissimo pericolo di incendi che potrebbero essere difficilmente controllabili. – si legge nell’esposto – Alberi centenari di quercia completamente invasi dall’edera e senza manutenzione, presentano rami che raggiungono la strada ex comunale di Castiglionchio, rappresentando un pericolo sia per passanti e autoveicoli in caso di forte vento, anche perché molti sono a rischio caduta.

Pali delle luce pericolanti

La valle è inoltre attraversata da una strada vicinale che, con cadenza mensile, viene manutenuta solo dagli abitanti della zona senza ricevere nessun supporto dall’amministrazione comunale di Rignano sull’Arno, inoltre l’impianto di illuminazione pubblico della strada, risulta quasi del tutto non funzionante. Alcuni pali in legno che mantengono i lampioni, sono ceduti e/o fatiscenti e a rischio caduta sui passanti e sulle auto. La valle nelle ore notturne risulta non illuminata e soggetta a incursioni di delinquenti che, anche in quest’ultimo anno, hanno messo in atto varie effrazioni nelle abitazioni a cui hanno fatto seguito varie denunce dei residenti” – si legge nell’esposto.

Alberi secolari, rami rotti pericolanti

Situazione giudiziaria:

Nel Novembre 2020 il giornale online Rossorubino.tv, si è interessato (attraverso questo articolo), alla situazione paesaggistica ma anche a quella giudiziaria dei terreni e degli immobili dell’Agriturismo Castiglionchio (tra questi anche il Castello), che erano andati all’asta ad un prezzo base complessivo di €8.418.065.52. La redazione ha interpellato il curatore fallimentare Roberto Franceschi, con studio in Firenze, che ha comunicato che la procedura esecutiva è stata interrotta a causa di una proposta di concordato fallimentare avanzato dalla società esecutata proprietaria di immobili e terreni, ma ancora non accettato, come riferito dal commissario attualmente incaricato Sandro Carobbi con studio in Scandicci.

A seguito della pubblicazione (Novembre 2020) dell’articolo di denuncia per il quale la redazione di Rossorubino.tv ha ricevuto dalla società esecutata una richiesta di censura alla quale non ha dato corso, è stata avviata una timida attività di risistemazione e manutenzione dei vigneti circostanti l’agriturismo e le civili abitazioni.

La situazione attuale appare comunque ben lontana dal decoro che dovrebbe avere una zona di così alto pregio culturale e paesaggistico. Risulta sovente infatti, forse anche a causa della scarsa manutenzione dei vigneti, che alcuni abitanti della zona subiscano frane provenienti dai terreni vitati (sovrastanti le abitazioni) e le loro case vengono invase da acqua e detriti. Ci risultano infatti assenti nei vigneti, canali di scolo e/o sistemi di canalizzazione di acque in eccesso, e nei periodi di grande pioggia e/o bomba d’acqua, emergono problematiche importanti.

Nel corso del nostro ultimo sopralluogo (Luglio 2021), abbiamo individuato anche un cartello quantomeno equivoco che riporta la dicitura “Vietato l’accesso alle persone non autorizzate” affisso da ignoti nelle immediate vicinanze della Chiesa di Castiglionchio, e che probabilmente risulta un impedimento al libero accesso all’unico luogo di culto della zona, circostanza che violerebbe l’articolo 19 della nostra Costituzione.

Chiesa di Santa Maria a Castiglionchio

La Valle di Castiglionchio, compresa nell’Ambito 18 Valdarno Superiore, è individuata dal piano regionale toscano come luogo soggetto a vincoli di legge storico paesaggistici e area dichiarata di notevole interesse pubblico.

Nel dettaglio:

–           La parte centrale dell’Ambito lungo la vallecola del fosso Castiglionchio e la porzione in località Fattoria Mitignano e Casale Uccellare sono classificate come “Aree di protezione paesistica e/o storico-ambientale” (art.12);

–           l’intero Ambito è classificato come “Ambiti di reperimento per l’istituzione di parchi, riserve e aree naturali protette di interesse locale” (art.10);

–           Beni culturali D. Lgs 42/2004 (già Legge n. 1089/1939): Castello di Castiglionchio.

–           Beni paesaggistici – Immobili e aree di notevole interesse pubblico D. Lgs 42/2004 (già Legge n. 1497/1939): L’intero Ambito 4 è ricompreso nel vincolo paesaggistico D.M. 30.07.1974 – G.U. 286 del 1974 b.

–           Beni paesaggistici – Aree tutelate per legge D. Lgs 42/2004 (già Legge n. 431/1985): Territori coperti da foreste e da boschi Fosso di Castiglionchio e relative sponde per una fascia di 150 metri.

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