Cappello di paglia, storia di lavoro e di lotte delle donne

Le riforme introdotte da Pietro Leopoldo, la lavorazione della paglia nella Piana e la rivolta delle trecciaiole nel seminario che si è tenuto nella sala del Gonfalone di palazzo del Pegaso

Le riforme introdotte da Pietro Leopoldo, la lavorazione della paglia nella Piana e la rivolta delle trecciaiole nel seminario che si è tenut nella sala del Gonfalone di palazzo del Pegaso. Eugenio Giani: “Il tema si inserisce appieno nelle celebrazioni della Festa della Toscana”

La lavorazione della paglia rappresenta il primo fenomeno di lavorazione di massa a Firenze, ci riporta alle prime lotte delle donne, con la rivolta delle trecciaiole. Tema che si inserisce con pieno diritto nelle centotrenta iniziative di questa edizione della Festa della Toscana, che si occupa della grande stagione di riforme voluta dal Granduca Pietro Leopoldo. Con queste parole, il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani, ha voluto salutare lapertura dei lavori del seminario Levoluzione del cappello di paglia in Toscana  fra 700 e 800, oggi, giovedì 17 gennaio, nella sala del Gonfalone del palazzo del Pegaso.

Storica Fattoria Palagiaccio
“Il seminario tocca uno degli snodi del rilancio delleconomia toscana, che vive proprio nellera di Pietro Leopoldo, nella seconda metà del Settecento, un momento florido ha proseguito il presidente dellAssemblea toscana . La paglia ci riporta al prodotto della terra per eccellenza, il grano, e alla necessità di produzione di cereali, messa dal Granduca al centro della propria politica.

Scrive Filippo Mariotti, in Notizie storiche, economiche e statistiche intorno allarte della Paglia in Toscana (Firenze 1858): Lo smercio dei cappelli di paglia fino dal 1771 era talmente rispettabile che cominciava a formare un traffico di molta importanza. Fu anzi in quel medesimo anno che il Granduca Leopoldo I volendo favorire codesta industria e renderla veramente nazionale colla buona cultura della paglia indigena, abolì il dazio imposto sulla paglia forestiera…”.

Il cappello di paglia di Firenze ha spiegato ancora Giani cresce nella fervida realtà produttiva della Piana fiorentina, dove fiorisce la lavorazione della paglia, che nellOttocento vede nellallora grande Comune di Brozzi il proprio centro riconosciuto. Alla fine del XIX secolo, ci sono tra gli 85mila e i 100mila lavoranti, in grandissima prevalenza donne, che lavorano in casa, il trenta per cento delle quali hanno meno di diciotto anni. E lì nasce la prima camera esplosiva di affermazione dei diritti dei lavoratori, con la rivolta delle donne, guidata dalle trecciaiole.

La Fondazione Spadolini ha voluto questo seminario allinterno della Festa della Toscana perché il cappello della paglia, con il suo successo, ci parla della stagione di riforme della nostra regione ha detto lo storico Cosimo Ceccuti, che della Fondazione Spadolini Nuova Antologia è il presidente . Ci parla della storia di quella lavorazione e del ruolo delle donne con le prime battaglie di rivendicazione di loro diritti a Firenze, Campi, Sesto, Signa, Scandicci, Fiesole. Fu Pasquale Villari in un celebre articolo ha ricordato Ceccuti , a scrivere sulla Nuova Antologia che quelle donne avevano ragione.

 

Ai saluti del presidente del Consiglio regionale della Toscana, Eugenio Giani, e all’introduzione del presidente della Fondazione Spadolini Nuova Antologia, Cosimo Ceccuti, hanno fatto seguito gli interventi di Luca Faldi (vice soprintendente della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana) sul progetto degli Archivi della paglia; di Giuseppe Grevi (presidente del Consorzio del Cappello di Firenze) che ha parlato dell’imprenditoria del cappello della paglia nell’economia toscana; delle archiviste e responsabili del progetto Archivi di Paglia, Alessia Artini, che ha tratteggiato la storia del cappello di paglia fra ’700 e ’800, e Silvia Melloni, che ha trattato il tema della “lega di Brozzi e la comunità di Campi: una prima analisi documentaria”. A chiudere gli interventi, la testimonianza di Lorenzo Del Panta (docente di Demografia dell’Università degli studi di Bologna) con focus su “La Ditta Del Panta”.

 

Al seminario di oggi, organizzato dalla Fondazione Spadolini, ne seguiranno altri, nei mesi di gennaio e febbraio: sul Carteggio Luigi Guglielmo Cambray Digny-Virginia Tolomei Biffi, con la presentazione del primo tomo a cura di Loredana Nuzzolese (Centro Studi sulla Civiltà Toscana fra 800 e 900); sul volume di Paolo Savona La rivoluzione democratica di Heine e la Costituzione per la Pace perpetua di Kant: una seconda lettera agli amici tedeschi, due giornate di studio offriranno approfondimenti sul tema Dalla Repubblica Romana alla Conciliazione, per i 150 anni della Repubblica di Mazzini e per i 90 anni dei Patti Lateranensi; e sui mille anni della Basilica di San Miniato a Monte nella vicenda risorgimentale e nelle trasformazioni di Firenze Capitale.

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