Ci sono degustazioni che si ricordano per un grande vino e altre che restano impresse perché dietro ogni calice c’è una storia. È quello che ho vissuto il 22 luglio 2026 sulla terrazza del Divinity Restaurant del The Pantheon Iconic Rome Hotel, dove ha preso il via il primo appuntamento del tour “Cantine Spinelli in terrazza”, un progetto nato dalla collaborazione tra Cantine Spinelli e Gambero Rosso che, dopo Roma, farà tappa anche a Firenze e Bologna.
La serata non è stata soltanto un percorso di degustazione, ma un viaggio nella cultura gastronomica italiana, dove il vino abruzzese ha dialogato con una selezione di pizza gourmet pensata appositamente per l’occasione.
Prima ancora dei calici, però, è arrivato il racconto. Vincenzo Spinelli mi ha fatto ripercorrere la storia della sua famiglia, una vicenda che parla di intuizione, lavoro e legame con la terra. Tutto ebbe inizio con il nonno, che coltivava frutta destinata ai mercati delle località montane abruzzesi. Fu osservando quanto fosse richiesta e remunerativa l’uva da vino che decise di cambiare rotta, iniziando a impiantare i primi vigneti di Montepulciano. Una scelta destinata a segnare il futuro della famiglia e a gettare le basi di quella che oggi è una delle realtà più rappresentative dell’enologia abruzzese.
A introdurre la degustazione è stato Giuseppe Carrus di Gambero Rosso, che ha guidato gli ospiti nella lettura dei vini e dei loro abbinamenti gastronomici, sottolineando la versatilità delle etichette Spinelli e il lavoro svolto nella costruzione del menu.
La cornice era quella del Divinity Restaurant, con una vista privilegiata sui tetti di Roma. Qui la Spezial Pizza nasce dalla creatività dello chef Francesco Apreda, alla guida dell’Idylio by Apreda, il ristorante stellato del The Pantheon Iconic Rome Hotel, premiato con una stella Michelin e Tre Forchette del Gambero Rosso. Per l’evento è stato ideato un percorso in cui ogni trancio raccontava un incontro tra ingredienti contemporanei e vini abruzzesi.
L’apertura è stata affidata alla Montanara con prosciutto cotto arrosto, gel al limone e finocchietto, accompagnata dal Le Stagioni del Vino Pecorino Superiore 2025. Un bianco intenso e complesso, che esprime profumi di agrumi, mela verde e pera, arricchiti da note di biancospino, ginestra, salvia e timo. Al palato colpisce per freschezza, sapidità e una struttura che va oltre quella di molti bianchi italiani, con un finale minerale lungo e persistente. L’abbinamento valorizzava la delicatezza della Montanara, creando un equilibrio convincente tra aromaticità e acidità.
Il percorso è proseguito con due interpretazioni di pizza: Zucchine in fiore, con crema di zucchine, menta, fiori di zucca e prosciutto di tonno, e Alla Luciana, con salsa alla Luciana, polipetti, Pecorino Romano DOP e prezzemolo. A fare da filo conduttore è stato lo Zione Cerasuolo d’Abruzzo DOC 2024, un rosato di carattere che esprime note di ciliegia, fragola, melograno e piccoli frutti rossi, accompagnate da delicati richiami floreali. Fresco, sapido e armonico, possiede una struttura superiore rispetto a molti rosati tradizionali grazie alla leggera trama tannica del Montepulciano, chiudendo con il tipico finale di mandorla. Un vino che ha dimostrato ancora una volta quanto il Cerasuolo d’Abruzzo possa essere un compagno ideale della tavola.
Con i tranci Friggitelli e bufala affumicata e Burrata e ’Nduja, protagonisti di sapori più intensi e decisi, è entrato in scena lo Zurle Rosso 2025, Montepulciano in purezza. Il bouquet è dominato da ciliegia e lampone, impreziositi da leggere sfumature floreali. Il sorso è scorrevole, fresco, con tannini morbidi che rendono la beva particolarmente piacevole, confermando uno stile diretto e contemporaneo, capace di accompagnare con naturalezza anche preparazioni ricche di personalità.
A chiudere la degustazione è stato il Padellino al Tiramisù, accompagnato dall’Amaro Blockhaus, liquore digestivo ispirato alla tradizione erboristica abruzzese e dedicato alla celebre vetta della Maiella. Ottenuto da un blend di botaniche del territorio, offre profumi di erbe officinali e note balsamiche ben integrate in un sorso morbido, complesso e persistente, perfetto per concludere il percorso gastronomico.
Cantine Spinelli affonda le proprie radici ad Atessa, nella Val di Sangro, tra la Maiella e il mare Adriatico. Fondata come azienda agricola familiare nel 1973, è cresciuta fino a diventare una delle realtà di riferimento del vino abruzzese. Le nuove generazioni hanno saputo valorizzare il patrimonio aziendale investendo sul mercato interno e sviluppando la linea Le Stagioni del Vino, che interpreta con eleganza i vitigni del territorio. Emblematico il Trebbiano d’Abruzzo 2022, dai profumi di salvia, pompelmo e frutto della passione e da un sorso agile, fresco e di notevole persistenza. Convince anche la linea Zione, che conferma una filosofia produttiva orientata alla qualità e alla riconoscibilità stilistica.
La serata romana ha raccontato molto più di una serie di abbinamenti ben riusciti. Ha mostrato come una storia di famiglia, iniziata con la coltivazione della frutta e proseguita grazie all’intuizione di puntare sul Montepulciano, possa oggi tradursi in un progetto capace di portare l’identità dell’Abruzzo nelle terrazze più suggestive d’Italia. Un racconto di territorio che passa attraverso il vino, ma che trova nella convivialità la sua espressione più autentica.















![Vino al Vino, da Panzano il Gallo Nero riparte a cresta alta [VIDEO]](https://www.rossorubino.tv/wp-content/uploads/2020/09/panzano_vino-al-vino_rossorubino-100x70.jpg)
![Guicciardini Strozzi, “La Vernaccia è una donna che sa quello che vuole” [VIDEO]](https://www.rossorubino.tv/wp-content/uploads/2020/03/Vernaccia_Guicciardini.jpg)
![Nobile di Montepulciano, focus anteprima 2020 [VIDEO]](https://www.rossorubino.tv/wp-content/uploads/2020/03/maxresdefault-4-100x70.jpg)
