Barberino Tavarnelle, no al capoluogo ma tanti centri dopo la fusione

Insieme conteranno di più. Non lo dicono solo i numeri ma l’idea e la  visione di decentramento che mira a dare forza e ruolo alle frazioni e ai centri minori. Barberino e Tavarnelle, riunificati da una storia che vuole tornare a camminare nello stesso solco di una tradizione culturale, storico-artistica ed economica di elevato pregio su ampia scala, conteranno una popolazione complessiva pari a oltre 12mila abitanti. Anche sul piano economico il territorio è destinato a rappresentare una delle aree più importanti della Toscana per numero di aziende e addetti nei vari settori tra cui manifatturiero, artigianale, agricolo e turistico-ricettivo.

Da Sambuca alla zona industriale di Barberino, ai confini con Poggibonsi, il settore economico del nuovo ente Barberino Tavarnelle sarà caratterizzato da un comparto manifatturiero che inciderà per oltre il 40 per cento sul fronte produttivo. E’ questo uno dei temi con cui i sindaci David Baroncelli e Giacomo Trentanovi hanno presentato, anche nel corso degli incontri pubblici organizzati nelle piazze delle frazioni dei due territori, la loro idea di fusione, il progetto di vita comunitaria condivisa di Barberino e Tavarnelle.

Insieme i due comuni saranno più forti anche nello scacchiere politico-istituzionale a livello regionale. Due piccoli territori che si fondono creano una forza nuova, costituita dalla pluralità delle identità e delle peculiarità. “Il nuovo comune costruisce le proprie fondamenta sulla molteplicità dei luoghi e delle caratteristiche dei singoli centri – dicono i sindaci Giacomo Trentanovi e David Baroncelli – lo statuto al quale stiamo lavorando vuole valorizzare le mille anime di cui è composto il nostro territorio, il mosaico dei tanti tratti distintivi che non si perderanno ma acquisiranno forza e personalità perché quel saper fare diffuso, misto al patrimonio culturale, è ciò che rende unici Barberino e Tavarnelle”. “Non prevediamo alcun capoluogo – aggiungono i sindaci – non ci sarà una sede che prevarrà sull’altra, ma due sedi di cui una istituzionale, una legale; la prima a Barberino, accompagnata dal progetto di poterla collocare all’interno del centro storico, l’altra a Tavarnelle, e una distribuzione degli uffici comunali, relativi ai vari settori, nei due palazzi comunali”.

Altri dati che attestano la forza del lavoro congiunto del territorio sono quelli che si inquadrano nel piano della promozione turistica. Primo fra tutto il bilancio record con il boom di presenze registrato nel 2017, pari a 330mila presenze complessive nei territori di Barberino e Tavarnelle. Buone notizie anche sulla mobilità interna. Secondo lo studio di omogeneità socio-economica elaborato da Anci Toscana per i Comuni di Barberino e Tavarnelle il 65 per cento dei pendolari che si spostano per motivi di lavoro o studio restano sul territorio. “Stiamo lavorando – aggiungono i sindaci – e continueremo a farlo nella definizione, insieme alle parti interessate, dei contenuti dello Statuto, dello stemma e del futuro patrono”. Ultimata la revisione a cura delle commissioni consiliari congiunte presiedute da Francesco Tomei e Francesco Grandi, la bozza dello statuto sarà disponibile alla consultazione dei cittadini e messa in rete, con uno specifico spazio web sui siti istituzionali dei comuni. I sindaci hanno scelto di parlare di fusione, dei vantaggi e dei benefici tra cui i 22milioni di euro che arriveranno dallo Stato, anche dai microfoni delle emittenti radiofoniche fiorentine.

redazione rossorubino

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