Banksy, prorogata fino al 24 marzo a Palazzo Medici Riccardi

Per la prima volta una mostra esamina e analizza le immagini originali dell'artista americano. Sabato 16 febbraio è previsto un workshop sulla sostenibilità

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Prorogata fino al 24 marzo 2019 la mostra di opere dell’artista noto come Banksy, in corso a Palazzo Medici Riccardi, a cura di Gianluca Marziani e Stefano S. Antonelli, promossa e prodotta da MetaMorfosi Associazione Culturale, con il patrocinio di Firenze Città Metropolitana e il sostegno della Regione Toscana e la collaborazione di Mus.e.

Tra le immagini esposte, anche una serigrafia della bambina con un palloncino rosso in mano (Balloon Girl). Nessuno lo ha mai visto, nessuno conosce il suo viso, non esistono foto che lo mostrino: eppure BANKSY esiste in maniera dirompente attraverso le sue opere di inaudita potenza etica, evocativa e mediatica.

Originario di Bristol, genericamente inquadrato nei confini della Street Art, Banksy rappresenta il più grande caso di popolarità per un artista vivente dai tempi di Andy Warhol. È un immaginario semplice ma non elementare quello di Banksy, perfetto per tempi e modi di produzione, confezionato per la comunicazione di massa: un nucleo di messaggi immediati che, affrontando i temi del capitalismo, della guerra e del controllo sociale, mette in scena le contraddizioni e i paradossi del nostro tempo. Per la prima volta una mostra esamina e analizza le immagini originali di Banksy all’interno di un quadro semantico esaustivo che ne veicoli origini, riferimenti, relazioni tra gli elementi, implicazioni e piani di pertinenza. 

A completamento del percorso espositivo, il pubblico ha a disposizione un’infografica sulla cronologia dell’artista, ampie schede storiche sulle opere con documentazione fotografica, i “black books” originali, poster originali di sue mostre, banconote contraffatte e una selezione di video.

Workshop sul nostro futuro sostenibile

Se l’identità di Banksy è tuttora avvolta nel mistero, le sue immagini – ironiche, intelligenti, audaci – fanno il giro del pianeta invitando grandi e piccoli, poveri e ricchi, colti e umili a riflettere sul nostro presente e sognare un futuro più giusto, più pacifico, più vivibile: in breve, più sostenibile. E se sostenibilità è la parola chiave dell’Agenda 2030 – ovvero l’agenda che i paesi delle Nazioni Unite si sono impegnati a scrivere, definendo 17 obiettivi per il prossimo futuro – ecco che la correlazione viene spontanea. Queste le premesse per cui MUS.E, con l’Ufficio Unesco del Comune di Firenze, propone un workshop per riflettere su ciò che mette a rischio il nostro mondo e su come ciascuno possa lavorarci in prima persona.

Sabato 16 febbraio, quindi, giovani e adulti sono invitati a prendere parte a un’attività in cui arte e sostenibilità sono intrecciati più che mai: dopo un’introduzione ai temi dell’Agenda 2030 e uno sguardo in mostra, i partecipanti potranno evidenziare i molteplici aspetti connessi alla sostenibilità (sociale, ambientale, economica, etica) ed elaborare in forma personale immagini e obiettivi di un futuro sostenibile, correlandoli alla propria vita quotidiana e portandosi a casa il proprio goal: perché “non si può sfuggire al mondo così bene che attraverso l’arte e non ci si può legare maggiormente come attraverso l’arte” (Goethe) oppure l’agenda non è solo un documento di grandi istituzioni ma  “it is an agenda for people, [.] an agenda for the planet, our common home” (Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite).

sabato 16 febbraio h 10 e h 11.30

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