Apicoltura, modificata la normativa per l’esercizio in Toscana

In Toscana approvata all’unanimità una nuova legge sull’apicoltura: 32 voti favorevoli su 32 votanti. La legge, sostitutiva della 21 del 2009, è volta a modificare le norme per l’esercizio, la tutela e la valorizzazione dell’apicoltura al fine di recepire nell’ordinamento regionale le recenti novità in materia di apicoltura, introdotte a livello legislativo nazionale con le “Deleghe al Governo e ulteriori disposizioni in materia di semplificazione, razionalizzazione e competitività dei settori agricolo e agroalimentare, nonché sanzioni in materia di pesca illegale”.

L’atto, come spiegato dal presidente della commissione Sviluppo economico e rurale Gianni Anselmi (Pd), poggiando su modifiche apportate alla normativa nazionale, introduce una serie di novità. “Tra le più rilevanti l’inserimento del perimetro per lo svolgimento dell’attività apistica: viene introdotto un parametro oggettivo che delimita l’ambito dell’attività per autoconsumo al limite massimo di 10 arnie”, ha ricordato. Per una maggiore tutela delle api e degli insetti pronubi (che trasportano il polline da un fiore all’altro permettendo l’impollinazione) viene rivista anche la norma relativa al divieto di utilizzo di prodotti fitosanitari, che possano essere dannosi nei periodi di fioritura e si delineano zone di rispetto per la tutela delle api regina.

“L’intento dell’atto è anche quello, per le attività commerciali – ha detto Anselmi – di cercare di sburocratizzare e di alleggerire le procedure per l’attivazione dell’impresa”, a partire dalle modifiche all’iter per l’inizio e lo svolgimento dell’attività di apicoltura.

Di “norma condivisibile” ha parlato Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra), interessato soprattutto alla tutela delle api, costrette a convivere con l’uso dei pesticidi. Il consigliere ha anche presentato un proprio emendamento – approvato dall’aula – che va ad incidere sulle sanzioni, portandole da 15 mila a 30 mila euro. A favore dell’atto si è dichiarato anche Roberto Salvini (Lega), che ha lamentato la scarsa tutela delle api e invitato a un maggiore controllo sulla densità delle arnie. Irene Galletti (M5S) si è, invece, soffermata sull’importanza della semplificazione amministrativa e burocratica, per una regione come la Toscana “a vocazione apistica”. La consigliera ha, inoltre, invitato la Regione a investire di più in tutte le filiere minori. “Condivido lo spirito della legge: quando si parla di sburocratizzare sono sempre d’accordo”, ha esordito Monica Pecori (Gruppo misto/Toscana per tutti), che ha espresso perplessità sul rilascio dei patentini per l’utilizzo di fitofarmaci e invitato a riflettere sulla difficoltà a effettuare verifiche puntuali nell’apicoltura.

Un “grazie per il lavoro svolto”, al presidente e alla commissione tutta, ma anche al legislativo del Consiglio – che ha permesso quasi una riscrittura della legge 21, che va a recepire norme nazionali e direttive europee – è arrivato dall’assessore all’Agricoltura Marco Remaschi, che ha parlato di un “settore in crescita in Toscana, cui garantire sostegno normativo ed economico”. “Raccolgo le sollecitazioni e le sottolineature emerse – ha concluso – utili a migliorare e a far crescere il sistema”.

redazione rossorubino

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