American Art 1961-2001 celebra l’arte degli Stati Uniti d’America dall’inizio della Guerra del Vietnam fino all’11 settembre 2001, un’epoca di sperimentazioni senza precedenti, attraverso  80 opere giunte a Firenze anche grazie alla straordinaria collaborazione con il Walker Art Center di Minneapolis.

Tra i capolavori esposti, che hanno segnato senza dubbio la storia dell’arte internazionale, spiccano alcuni pezzi iconici di Andy Warhol,  come la celebre Sixteen Jackies (1964), la tela dedicata a Jacqueline Kennedy ritratta in sedici istantanee all’indomani della morte di JFK, o il famoso Campbell’s Tomato Juice Box (1964) ma anche opere straordinarie di Mark Rothko, Louise Nevelson, Roy Lichtenstein, Robert Mapplethorpe e Robert Longo, tanto per citarne solo alcune.

Una mostra da non perdere che testimonia la poliedrica produzione artistica americana. Dalla Pop Art al Minimalismo, dalla Conceptual Art alla Pictures Generation, fino alle più recenti ricerche degli anni Novanta e Duemila: tra pittura, fotografia, video art, scultura e installazione, si propone una inedita rilettura di quarant’anni di storia affrontando tematiche come lo sviluppo della società dei consumi, la contaminazione tra le arti, il femminismo, le lotte per i diritti civili.

Una sezione speciale della mostra è dedicata al padre della danza contemporanea, Merce Cunningham, la cui ricerca è presentata attraverso grandi installazioni nate dalla collaborazione con Robert Rauschenberg e Jasper Johns.

La grande stagione degli anni Sessanta è testimoniata da opere di maestri come Donald Judd, Robert Morris, Bruce Nauman, John Baldessari: figure che diventano punti di riferimento per le successive generazioni di artisti che ridefiniscono le nuove possibilità dell’arte. Tra queste emergono la riflessione sulla figura della donna di Cindy Sherman, le appropriazioni dal mondo della pubblicità di Richard Prince e Barbara Kruger, la denuncia dello stigma dell’Aids di Felix Gonzalez-Torres o le inquietanti narrazioni posthuman di Matthew Barney,

La mostra è a cura di Vincenzo de Bellis (Curator and Associate Director of Programs, Visual Arts, Walker Art Center) e Arturo Galansino (Direttore Generale, Fondazione Palazzo Strozzi), ed è promossa e organizzata da Fondazione Palazzo Strozzi, Firenze e Walker Art Center, Minneapolis. Sostenitori Fondazione Palazzo Strozzi: Comune di Firenze, Regione Toscana, Camera di Commercio di Firenze, Fondazione CR Firenze, Comitato dei Partner di Palazzo Strozzi, Intesa Sanpaolo. Premium sponsor: Gucci. Con il sostegno di Enel.

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