Alpesh Chauhan sul podio del Maggio

Il maestro, Direttore Principale della Filarmonica Arturo Toscanini, sarà a Firenze per dirigere l’Orchestra

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Nuovo appuntamento per il calendario della stagione sinfonica del Teatro del Maggio: il 16 febbraio alle 20 salirà sul podio il maestro Alpesh Chauhan, direttore Principale della Filarmonica Arturo Toscanini di Parma, che dirigerà l’Orchestra in Four dances from Love’s Labour Lost per orchestra op. 167 di  Mario Castelnuovo-Tedesco, Dances from Powder Her Face di Thomas Adès, e Manfred, Sinfonia in si minore op. 58 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.

Four dances from Love’s Labour Lost – Mario Castelnuovo-Tedesco 

A lungo conservate in forma manoscritta nell’archivio di famiglia, le Four Dances for Love’s Labour’s Lost sono state riscoperte pochi anni or sono dal pianista Alessandro Marangoni, che nel 2012 ne ha curato la revisione e la prima incisione assoluta. Per sfuggire alle persecuzioni razziali Mario Castelnuovo Tedesco si era rifugiato in America, dove dal 1939 aveva iniziato una seconda vita dividendosi tra l’attività di insegnante, compositore di musica colta e, soprattutto, autore di colonne sonore per l’industria cinematografica hollywoodiana.

Le Four Dances risalgono al periodo americano, composte nel 1953 su commissione di un editore del tempo che aveva richiesto al musicista  fiorentino una Suite di pezzi brevi per orchestra. Ancora una volta, il compositore trae ispirazione dall’amato Shakespeare e da una delle sue prime commedie, Love’s Labour’s Lost, la cui nobile e ampollosa atmosfera rivive nella sequenza di antiche danze della Suite.

Le prime tre sono ritratti in musica dei personaggi principali – la Sarabanda per il Re di Navarra, la Gavotta per la Principessa di Francia, la Danza spagnola per Don Adriano de Armado – mentre l’ultima, la Danza russa, descrive una baldanzosa festa in maschera.

Orchestrate con grande maestria, le Four Dances mettono in luce l’indiscussa versatilità di Castelnuovo-Tedesco, musicista capace di coniugare brillantezza e spettacolarità in puro stile cinematografico a una scrittura elegante e attenta ai colori orchestrali.

Dances from Powder Her Face – Thomas Adès

Compositore di punta della nuova generazione britannica, Thomas Adès firma nel 1995 l’opera “scandalo” Powder Her Face. La protagonista dell’opera da camera (quattro cantanti e un organico strumentale di soli quindici strumenti) è Margaret Whigham-Campbell duchessa di Argyll, donna stravagante e spregiudicata per molti anni al centro del gossip inglese, sia per le foto rese note durante il processo di divorzio, che la ritraevano in atteggiamenti peccaminosi e compromettenti, sia per la rovinosa caduta in miseria che la condannerà a trascorrere i suoi ultimi giorni in una casa di riposo.

Dalla discussa opera da camera, tanto esplicita nel linguaggio quanto nella descrizione dei dettagli più scabrosi, è stata estratta nel 2007 una suite per orchestra sinfonica dalla forte carica espressiva. Come ricordi distorti di una vita ormai in declino, le Dances from Powder Her Face si animano a ritmo di tango, foxtrot, valzer dal sapore beffardo e straniante. Tre brevi flashback di quel mondo gaudente e spietato di cui la duchessa fu, suo malgrado, protagonista e vittima.

Manfred  – Pëtr Il’ič Čajkovskij

L’irresistibile fascino del mito di Faust contagiò nell’Ottocento artisti, letterati e musicisti; tra loro anche l’eccentrico Lord Byron che nel 1817 pubblicò Manfred, un poema dalle evidenti radici faustiane. Insoddisfatto della vita e tormentato dal rimorso per l’amore proibito per la sorella, della cui morte è lui stesso responsabile, Manfred si ritira in estrema solitudine tra le Alpi cercando consolazione nello studio delle scienze occulte; ma tutto si rivela vano e solo la morte potrà placare le sue angosce.

Prima di Čajkovskij già Schumann si era cimentato con questo soggetto cupo e drammatico, ma alla proposta dell’amico Balakirev di metterlo in musica il compositore russo non si tirò indietro componendo, tra il 1884 e il 1885, quella da lui stesso inizialmente definita come una delle sue pagine sinfoniche più riuscite. Strutturata in quattro quadri riferiti ai momenti clou del poema, la sinfonia Manfred op. 58 appare una creatura ibrida tra sinfonia a programma e poema sinfonico. Il tormento romantico del protagonista alla continua ricerca di un appagamento irraggiungibile prende infatti vita nella musica descrittiva e appassionata di Čajkovski.

Il tema grave e tragico di Manfred, che ricorre più volte in partitura a guisa di idea fissa, si stempera solo momentaneamente in oasi di incanto pastorale (l’incontro con la fata delle Alpi nel secondo movimento o l’atmosfera di pace dei paesaggi alpestri del terzo movimento), per ricomparire nel finale, dove l’orchestra lo travolge in un vorticoso baccanale che segna la fine del protagonista.

Alpesh Chauhan è direttore Principale della Filarmonica Arturo Toscanini. Rapidamente cresciuto a notorietà internazionale ha stabilito collaborazioni con alcune delle maggiori orchestre europee. È stato Assistant Conductor alla City of Birmingham Symphony Orchestra dal 2014 al 2016 dopo esserne stato in precedenza il primo Conducting Fellow.

Nell’estate 2016 è apparso per la prima volta ai BBC Proms dirigendo due dei Ten Pieces Concerts con la BBC Philharmonic Orchestra. Nel novembre 2016 ha debuttato  negli USA con l’Alabama Symphony Orchestra e nel gennaio 2017 ha diretto per la prima volta la London Symphony Orchestra al Barbican Centre, presentando Morte e Trasfigurazione di Richard Strauss e il Primo Concerto per pianoforte di Brahms con Benjamin Grosvenor.

La carriera di Chauhan  include concerti con la Netherlands Symphony Orchestra, con la BBC Symphony, BBC Scottish, BBC Philharmonic, Kymi Sinfonietta e con le orchestre dell’Opéra National de Lorraine, del Teatro Carlo Felice di Genova, del Maggio Musicale Fiorentino, del Teatro Lirico di Cagliari, del Teatro Petruzzelli di Bari.

Sabato 16 febbraio

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