adv

 

“Questo libro è un viaggio nella cucina e nel vino dal Medioevo ai giorni nostri; non è un trattato di cucina e neppure un ricettario; è semplicemente un viaggio giornalistico nella cultura e nelle tradizioni della cucina fiorentina e chiantigiana”, ci tiene a precisare Chilleri.

adv

Un percorso narrativo che ci porta a riscoprire la tradizione culinaria di Firenze, e di quello che un tempo era solo il suo contado, ma soprattutto il racconto di un’identità gastronomica ritrovata, quella del Chianti fiorentino.

Grazie ai numerosi QR-Code è possibile accedere a tutte le video interviste realizzate dal giornalista ai protagonisti della cucina del territorio trasformando così questa lettura in una vera e propria esperienza multimediale.

Leonardo Romanelli

“Il libro di Milko è un bel viaggio, un viaggio fatto attraverso un territorio ma anche tra persone e ricette. Mi piace molto il fatto che si fa riferimento al passato ma non solo. Si parla di una cucina moderna, che si rinnova, che fa parte di un territorio magnifico che è stato raccontato da Milko anche attraverso le immagini e i suoni, grazie ai QR code. – aggiunge Leonardo Romanelli, noto giornalista e gastronomo.

Oltre ai prodotti tipici e alle ricette storiche Chilleri dedica ampio spazio al Gallo Nero, la cui storia inizia nel 1716 con l’editto di Cosimo III dei Medici che lega indissolubilmente il Chianti Classico al suo territorio. Un vino che da sempre è connubio perfetto con la nostra cucina.

“Io penso che ci sia stata sempre una contaminazione positiva tra il nostro vino e il cibo. grazie al sapore e al profumo inconfondibile, rappresenta anche un ingrediente fondamentale per molte ricette tradizionali, soprattutto per quelle a base di carne. A questo proposito, un piatto toscano che mi viene subito in mente è il peposo alla fornacina, una ricetta antichissima a base di carne cotta per ore nel vino rosso chiantigiano”, commenta Giovanni Manetti, presidente del Consorzio Vino Chianti Classico.

Parte del ricavato della vendita del volume sarà devoluto all’associazione scientifica di volontariato Pallium Onlus di Firenze.

RESTA SEMPRE INFORMATO, ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER