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Dopo le due attesissime inaugurazioni, con il concerto sinfonico corale  del 26 aprile e la prima dell’opera Adriana Lecouvreur del 27 aprile che sono coincise con l’apertura dei teatri al pubblico, l’83° edizione del Festival del Maggio Musicale Fiorentino prosegue con un solenne concerto per ricordare le vittime toscane colpite dalla pandemia: il Requiem in re minore K. 626 per soli coro e orchestra di Wolfgang Amadeus Mozart con il maestro Daniel Harding sul podio a dirigere il Coro e l’Orchestra del Maggio. Solisti il soprano Christiane Karg, il mezzosoprano Sara Mingardo, il tenore Matthew Swensen e il basso Gianluca Buratto. Maestro del Coro: Lorenzo Fratini. Il Maggio Fiorentino ha inoltre voluto dedicare il concerto all’affezionata memoria del professor Stefano Merlini: sovrintendente del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino dal 2000 al 2002, illustre studioso e docente di Diritto costituzionale, appassionato amante della musica.

È indiscutibile che il Requiem mozartiano abbia sempre presentato, fin dalla sua misteriosa commissione, un fascino del tutto peculiare legato non solo al fatto che questa partitura sia l’ultima del catalogo del compositore salisburghese, ma anche che si tratti di un lavoro funebre intrecciato alle vicende della morte dell’autore: non sappiamo infatti se sia vero che, come affermarono a distanza di anni varie testimonianze riconducibili alla vedova Mozart, il musicista avesse composto questo Requiem per sé stesso. Si sa di per certo, invece, che Constanze decise di far completare la composizione a coloro legati all’entourage del marito: a occuparsi di colmare le lacune fu principalmente Franz Xaver Süßmayr, allievo di Mozart, ma prima di lui erano stati coinvolti altri due allievi, Franz Jakob Freystädtler e Joseph Eybler, con il probabile coordinamento di un altro musicista vicino alla famiglia del compositore salisburghese, l’abate Maximilian Stadler. È tuttavia indiscutibile che, anche in questa veste compromessa, il Requiem appaia sempre come un capolavoro, a cui incompiutezza e ipotesi attribuiscono un fascino ulteriore e dove si trova, da parte dell’autore, una ricerca di una nuova via per lo stile chiesastico.

Il maestro Daniel Harding ha recentemente debuttato sul podio del Maggio in occasione del concerto del 12 aprile 2021, con un programma dedicato a Johannes Brahms e Gustav Mahler, e dell’Adriana Lecouvreur di Francesco Cilea, l’opera inaugurale del Festival del Maggio con la regia di Frederic Wake-Walker (27 aprile, la prima; repliche: 30 aprile; 3, 6 maggio 2021).Come solisti del Requiem: il soprano Christiane Karg, al suo debutto sul palco fiorentino e che canterà anche in occasione della seconda sinfonia di Gustav Mahler diretta dal maestro Myung-Whun Chung (5 maggio 2021 ore 20), il mezzosoprano Sara Mingardo, artista ospite del Maggio in più occasioni tra cui recentemente i concerti della rassegna ‘Il Maggio riapre!” svolti tra giugno e luglio 2020, il tenore Matthew Swensen, che ha debuttato sul palco del Maggio lo scorso marzo interpretando Ferrando nel Così fan tutte di Mozart diretto dal maestro Zubin Mehta per la regia di Sven-Erich Bechtolf, e il basso Gianluca Buratto, artista ospite del teatro in più occasioni tra cui il concerto al Duomo di Firenze, diretto dal maestro Zubin Mehta in occasione delle celebrazioni di San Giovanni (giugno 2020) .

Il Requiem sarà registrato e, successivamente, trasmesso in streaming sulla piattaforma ItsArt.

Si ringrazia per il sostegno la Fondazione Kielholz e la Fondazione Kohler

Prezzi Platea 1: 100 € – Platea 2: 80 € – Platea 3: 60 € – Platea 4: 45 € – Palchi: 35 €-  Galleria: 25 € – Ascolto: 15 €

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