Scandicci, fino al 3 Dicembre “Passaggi” di Paola e Paolo Staccioli

Fino al 3 dicembre 2017 Scandicci ospita la mostra “Paola e Paolo Staccioli – Passaggi”, negli spazi esterni e nell’Auditorium in piazza della Resistenza (fermata tramvia Resistenza).

La mostra, curata da Marco Tonelli, è promossa dal Comune di Scandicci, con il contributo della Regione Toscana e della Città Metropolitana di Firenze, in collaborazione con Fondazione Museo Montelupo e Centro Pecci di Prato. Il progetto, sponsorizzato da Metalstudio e Chianti Banca, è realizzato nell’ambito di Toscanaincontemporanea 2017. Negli spazi esterni la mostra è sempre aperta; in Auditorium è aperta di venerdì ore 16-19, sabato e domenica ore 10-13 e 16-19; dal 7 al 15 ottobre, in occasione della Fiera di Scandicci: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì ore 16-22, giovedì (giorno del Fierone) ore 10-22, sabato e domenica ore 10-13 e 16-22. Inaugurazione sabato 30 settembre 2017 alle 18. L’ingresso è libero.

Il sottotitolo Passaggi testimonia metaforicamente e concretamente la storia di un viaggio, di un passaggio appunto. Tra i due artisti, innanzi tutto, che sono padre e figlia e che si tramandano uno stesso mestiere, ma anche tra i luoghi che ospitano la mostra, il grande piazzale della Resistenza, l’Auditorium e la pensilina della fermata Resistenza della Linea 1 della Tramvia, che collega Firenze a Scandicci.

Passaggi dunque tra Paolo, classe 1943, e Paola Staccioli, nata invece nel 1972, che sono legati da una storia ereditaria e da una “somiglianza di famiglia” che li vede lavorare entrambi, anche se in modalità poetiche molto diverse, lo stesso materiale: la ceramica. Raccontando nelle loro opere, grandi quelle di Paolo, di piccole dimensioni quelle di Paola, storie di due viaggi indipendenti, fatti di continui rimandi, avvicinamenti e lontananze.

E poi Passaggi attraverso confini fisici veri e propri, le piazze e le architetture di Scandicci, in un percorso espositivo che conduce il visitatore nel racconto della mostra.
Scandicci, dove i due artisti vivono e lavorano, rende loro omaggio, aprendo per la prima volta all’arte contemporanea i suoi edifici e il suo centro più rappresentativo. Ma grandi opere in bronzo e ceramica di Paolo Staccioli invaderanno anche gli spazi esterni della città. Sculture giganti che rappresentano figure del mito e figure del quotidiano, accoglieranno i viaggiatori in arrivo e in partenza dalla fermata della Tramvia per e da Firenze, mentre guerrieri, guerriere e cavalli su ruote, anch’essi in bronzo, saranno messi a guardia del piazzale antistante il Nuovo Centro, realizzato nel 2013 su progetto dell’architetto Richard Rogers e accompagneranno il visitatore fino alla grande hall dell’Auditorium, dove sarà installata una piattaforma in legno affollata da 40 figure in ceramica dipinta a lustro di Paolo e 15 gruppi di oggetti in ceramica smaltata di Paola.

Il percorso è aperto al pubblico occasionale o interessato, che potrà confrontarsi con le grandi sculture dei viaggiatori di Paolo, per essere scortato da sentinelle arcaiche fin dentro l’architettura moderna, al piano superiore, dove l’esposizione sarà articolata in una sorta di installazione di sculture in ceramica di ogni dimensione, colore e lucentezza, anch’esse opera di Paolo, per terminare con i manufatti-scultorei di Paola, tra cui spiccano teiere e vasi.

Il catalogo, con testi del curatore e di Antonio Natali e Ornella Casazza, è pubblicato dalla casa editrice Gli Ori (15,00 euro) e sarà presentato nel corso della mostra.
Paola Staccioli nasce a Firenze nel 1972. Al termine di studi umanistici si laurea nel 1999. La successiva decisione di dedicarsi professionalmente alla ceramica è il naturale concludersi di un percorso che l’ha vista negli anni avvicinarsi alle arti applicate (batik, vetro) alla ricerca di substrati interessanti per la sua vis decorativa. Nascono allora bizzarre suppellettili di inconsuete forme domestiche, date alla luce con la semplice tecnica dell’assemblaggio di lastre o del calco, che supportano elementi decorativi e pittorici lampeggianti dei colori scaturiti dalle tecniche del lustro. La cottura in riduzione rimescola e confonde fiori, pesci, globi di luce e celle di quadri, su pezzi che per forme e colori risultano non soltanto unici, ma irreplicabili anche per la creatrice stessa, sorpresa ad ogni rito dell’apertura del forno da quel che gli ossidi metallici hanno deciso di inscenarle luccicando di rossi sulfurei, cobaltici blu, rameici verdi. Fra le esposizioni principali si segnalano: la mostra personale presso il Teatro dei Coraggiosi di Pomarance (Pi) nel 2017; la collettiva Maestri della ceramica presso la Fornace Pasquinucci di Capraia Fiorentina nel 2016; la mostra personale presso il Museo Benozzo Gozzoli di Castelfiorentino (Concreta) nel 2013; il conferimento del Premio Antica Arte dei Vasai da parte della Nobile contrada del Nicchio di Siena, insieme al padre Paolo Staccioli nel 2012; la mostra personale Ceramiche Animate presso il Museo delle Porcellane di Palazzo Pitti (Fi) nel 2010.

Paolo Staccioli nasce a Scandicci nel 1943. Inizia la sua esperienza di artista negli anni Settanta, esordendo come pittore e facendosi presto notare in ambito locale. Al principio degli anni Novanta la necessità di sperimentare nuovi linguaggi espressivi lo spinge a Faenza, nella bottega di un ceramista locale, Umberto Santandrea, dove apprende le tecniche di quest’arte. È qui che realizza i suoi primi vasi, dapprima con la tecnica della ceramica invetriata, poi sperimentando la cottura a “riduzione”, che gli consente di ottenere straordinari effetti di iridescenza e lucentezza. Guerrieri, viaggiatori, cardinali e cavalli si aggiungono ben presto alla folla già nutrita dei fantastici personaggi ed iniziano, dalla seconda metà degli anni Novanta, ad animare importanti collezioni pubbliche e private, italiane ed estere. Nei primi anni del Duemila, nella volontà di sperimentare nuovi materiali e, con questi, altre dimensioni espressive, Staccioli inizia a trasferire – senza comunque mai abbandonare l’amore per la lavorazione delle terre – le sue forme nel più duraturo bronzo, passando dalle ricerche con gli ossidi di rame a quelle con le patine metalliche. È in questa più recente fase che le sue figure acquistano una monumentalità prima ignota, che ancor più tende a fissare in una dimensione al di fuori del tempo i suoi cavalli e i suoi guerrieri. Tra le esposizioni principali si segnalano: Paolo Staccioli. Viaggio onirico, Museo Giuliano Ghelli, San Casciano in Val di Pesa (Firenze), Paolo Staccioli. Un viaggio immobile. Incontri fermate attese, Galleria Lupo ‘Art, Palermo, Paolo Staccioli. Memorie. Ceramiche e bronzi, Galleria d’Arte Athena, Livorno e Paolo Staccioli. Dialoghi, Arianna Sartori Arte & Object Design, Mantova nel 2017; Luminosity. Ceramics by Paolo Staccioli, Hammond Museum, North Salem, New York nel 2016; Paolo Staccioli “La Superficie dell’Equilibrio”, Giardini di Villa Salviati, Firenze e Paolo Staccioli. Le cortesie, le audaci imprese io canto, Loggia della Limonaia, Palazzo Medici Riccardi, Firenze nel 2014; Il guerriero e la farfalla. Paolo e Paola Staccioli, Ex convento Santa Chiara, Nobile Contrada del Nicchio, Siena nel 2012; Istituto di Cultura Italiana, Washington 2009; Istituto di Cultura Italiana, New York 2008; FuLe International Ceramic Art Museum, Fuping, Cina 2008, I Segni della Terra, Museo Archeologico di Fiesole 2007.

Spazi esterni: sempre aperta. Auditorium: venerdì ore 16-19, sabato e domenica ore 10-13 e 16-19. Dal 7 al 15 ottobre, in occasione della Fiera di Scandicci: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì ore 16-22, giovedì (giorno del Fierone) ore 10-22, sabato e domenica ore 10-13 e 16-22. Ingresso libero

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