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Rossini, centocinquant’anni dopo

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Recital in esclusiva con il soprano Sumi Jo, il violinista Yury Revich e il pianista Simone Di Crescenzo. Si conclude con questo concerto la seconda edizione della rassegna concertistica “Note al Museo” promossa dall’Opera di Santa Maria del Fiore.

Con un omaggio a Gioacchino Rossini, nel centocinquantesimo anniversario della scomparsa, si conclude l’edizione 2017-2018 di Note al Museo la rassegna concertistica promossa dall’Opera di Santa Maria del Fiore e diretta da Francesco Ermini Polacci. Quella di Venerdì 23 Marzo sarà una soirée ispirata a quelle che animavano la vita musicale nella prima metà dell’Ottocento, quando celebrate cantanti e abilissimi strumentisti si cimentavano in gare di bravura e virtuosismo che mandavano in visibilio il pubblico. A spopolare erano soprattutto le celebri melodie del repertorio rossiniano, intonate da primedonne come Maria Malibran e Giuditta Pasta per dar prova delle loro formidabili doti canore, ma che spesso venivano utilizzate da violinisti come Paganini per ricavare pagine strumentali di grande impatto.

Tre fuoriclasse sono gli artisti appositamente chiamati per quest’occasione, che avrà per madrina d’eccezione il celeberrimo soprano Sumi Jo, acclamata interprete del Belcanto a livello mondiale e nota anche per le sue apparizioni cinematografiche (Youth – La giovinezza di Sorrentino), scoperta da Herbert von Karajan e da oltre venticinque anni sulle scene, e da lungo tempo assente dall’Italia in recital; con lei, guest star della serata, il superbo giovane russo virtuoso del violino Yury Revich, già acclamato alla Carnegie Hall di New York, e il raffinato pianista Simone Di Crescenzo, accompagnatore delle più celebrate voci operistiche e che da tempo si dedica con dedizione alla ricerca e alla divulgazione del repertorio belcantistico. A differenza di quanto annunciato in precedenza, non potrà esibirsi il tenore Francesco Santoli.

Il programma prevede l’esecuzione delle due grandi trascrizioni di bravura di Paganini per violino e pianoforte tratte dai temi della Cenerentola e del Tancredi di Rossini, di arie da camera estratte dalle Soirées Musicales e dagli Album Italiano e Album français dei Péchés de vieillesse di Rossini, ma anche delle trascrizioni che Charles August de Bériot, celebrato violinista belga che fu anche marito della leggendaria Maria Malibran, realizzò per violino e pianoforte utilizzando temi rossiniani da Armida e Aureliano in Palmira. A completare la sfaccettata proposta, arie d’opera di Rossini da Il barbiere di Siviglia, Tancredi, Guillaume Tell e Semiramide, e un’autentica rarità: l’Elegia  Un mot à Paganini che Rossini compose per violino e pianoforte come omaggio all’amico formidabile virtuoso del violino.

Informazioni: Opera di Santa Maria del Fiore Tel. 055 2302885

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